
Il mondo della Formula 1 è ormai in fermento quando le squadre sono prossime a svelare le monoposto che scenderanno in pista a partire dai test di Barcellona. Dopo un 2017 caratterizzato da una grande rivoluzione regolamentare, c’è molta curiosità per vedere chi avrà saputo approfittare al meglio del lungo inverno per apportare le giuste migliorie al proprio progetto, ricordando che quella del 2017 rappresenta comunque una base di partenza.
Tra gli spunti di maggior interesse di questa pre-season vi è sicuramente il cambio di motorizzazione del team McLaren, che dopo tre anni di sofferenze sportive con Honda ha deciso di equipaggiarsi con power-unit Renault. In molti nel recente passato hanno decantato la bontà del telaio della leggendaria scuderia di Woking, incapace però di esprimere il proprio potenziale a causa di un propulsore poco affidabile e ancor meno prestazionale.
Il cambio di motorizzazione ha però creato qualche grattacapo al Team McLaren, che ha dovuto riprogettare il retrotreno della vettura. Intervistato a riguardo dalla testata francese Equipe, il Racing Director della scuderia britannica ha però ammesso che la squadra è riuscita a recuperare il ritardo accumulato per via del cambio di power-unit. Il manager transalpino si è poi dichiarato soddisfatto di come è stata impostata a livello comunicativo la partnership con Renault: “Ho insistito per partecipare al primo briefing tecnico con la Renault. Solo per aiutare i miei ragazzi se non avessero capito qualcosa. Sono sicuro che entrambe le parti siano soddisfatti”. Il tutto dopo le difficoltà incontrate dagli uomini di Woking nell’interagire con lo staff Honda.
Dopo tre anni che avrebbero dovuto ridisegnare la storia della Formula 1 (#MakeHistory) il mondo McLaren è certamente ambizioso e si aspetta di lottare per posizioni di rilievo nel corso del 2018. A questo proposito, Boullier ha cercato di smorzare l’entusiasmo: “Abbiamo bisogno di un po’ di tempo per adattarci ed è ancora presto per dirlo. Non siamo l’unica squadra in campo e non so cosa abbiano fatto gli altri nel corso dell’inverno”.
La parte più significativa dell’intervento di Eric Boullier riguarda però i dati sulle simulazioni fatte al simulatore. Sostanzialmente, la McLaren ha inserito i dati di una power-unit Renault nel suo simulatore, ottenendo un importante miglioramento che il manager transalpino ha quantificato in “un secondo”.
Noi di CircusF1 abbiamo voluto confrontare questi dati provenienti dal simulatore con le prestazioni in pista della McLaren nel 2017. Nella nostra analisi, abbiamo selezionato il miglior tempo in qualifica dei piloti della compagine di Woking per ogni Gran Premio, e a questo abbiamo tolto il secondo di miglioramento previsto dai dati del simulatore. Da ciò abbiamo ottenuto che la McLaren di Alonso e Vandoorne sarebbe stata potenzialmente da seconda fila in ben sei appuntamenti del 2017:
- Vandoorne P4 Monaco - Alonso P4 Austria - Alonso P4 Ungheria - Vandoorne P4 Malesia - Alonso P3 Messico - Alonso P4 Brasile
Da questo studio si può comprendere come la McLaren equipaggiata da power-unit Renault – il cui surplus di performance rispetto a Honda è stimato dalla stessa McLaren essere di un secondo – non avrebbe per niente sfigurato nella scorsa stagione, a fronte di una power-unit Renault che non era certo la migliore e che non aveva il famoso “bottone magico” di cui usufruivano invece Mercedes e Ferrari. Questo disegna una McLaren in linea con le sue performance nel 2014, quando la compagine di Woking era equipaggiata con motorizzazione Mercedes, che si trovava però all’apice del dominio tecnico rispetto a Ferrari e Renault. Una McLaren non vincente, ma certamente in grado di impensierire i top team. Tra l’altro, come emerge dalla suddetta analisi, la McLaren sarebbe stata in grado di occupare la seconda fila in tipologie di piste differenti, dove non troviamo solamente tracciati ad alto carico aerodinamico.
Se la McLaren era da seconda fila in quasi un terzo dei Gran Premi nel 2017 – meglio anche della Red Bull della prima parte di stagione – nel resto delle gare il miglioramento di un secondo avrebbe permesso alla scuderia britannica di piazzarsi tra la terza e la quinta fila, ad eccezione della Russia dove sarebbero stati undicesimi. Dati che delineano una presenza costante nel Q3, che la McLaren certamente non era l’anno scorso.
Appuntamento quindi ai test di Barcellona, per iniziare a saggiare la performance della McLaren nel 2018. Potrà davvero infastidire i top team, o sarà solo una rara comparsa?