
In questo primo scorcio di 2018, in attesa dell’inizio ufficiale della nuova stagione di Formula 1, sono in molti gli addetti ai lavori a prevedere un nuovo capitolo della sfida che ha animato il 2017, Hamilton contro Vettel. Le previsioni che abbiamo raccolto nell’ultimo mese propendono verso una lotta ancor più ravvicinata tra i due rivali, per una battaglia punto a punto che caratterizzerà l’intera stagione. A essere pesantemente sottovalutato come concorrente per l’iride è Valtteri Bottas, l’alfiere della Mercedes che nel 2017 ha raccolto l’eredità del campione del mondo uscente Nico Rosberg.
Vincitore di tre gare con all’attivo ben quattro pole position, Bottas non ha mai fatto mistero dell’obiettivo che si è prefissato per la nuova stagione di Formula 1: il titolo mondiale. Ricordiamo che il pilota finlandese era riuscito nella prima parte del 2017 a rimanere molto vicino al leader di classifica Vettel, salvo poi perdersi con una seconda parte di stagione contrastata da molti cali di forma.
Nonostante la vittoria nel finale di Abu Dhabi, appuntamento in cui colse anche la pole position e il giro veloce, Bottas non viene accreditato dai media di settore come uno dei contendenti al titolo nella stagione che scatterà a Melbourne. Una situazione analoga a quanto avveniva all’alba del campionato 2016, l’anno che avrebbe dovuto sancire l’inizio della grande sfida “ruota a ruota” tra Hamilton e Vettel. In questo ipotetico scenario in molti si erano persi il ruolo da protagonista di Nico Rosberg, oltre che la supremazia tecnica assoluta della Mercedes che persistette anche quell’anno. Il tutto a discapito di una Ferrari che, contrariamente ai proclami di inizio stagione, si rivelò poco competitiva.
Fu così che si arrivò al terzo capitolo della lotta fratricida tra Hamilton e Rosberg, a suon di contatti in pista (vedasi Spagna, Canada e Austria) e una logorante guerra psicologica che si andava consumando all’esterno del tracciato. Una situazione molto difficile da gestire per il muretto Mercedes, che nel clamoroso finale di Abu Dhabi ha anche pensato al licenziamento di un Lewis Hamilton che ignorava palesemente le istruzioni del box di non compattare di proposito il gruppo.
L’addio alle corse di Nico Rosberg ha poi spalancato le porte a Valtteri Bottas, un pupillo di Toto Wolff che ne è anche stato manager. Un avvio convincente nel 2017 ha poi lasciato spazio a prestazioni opache, fino ad arrivare a ricoprire il ruolo di secondo pilota nell’agevolare la vittoria del campionato da parte di Hamilton. Facendo tesoro delle lezioni apprese durante il suo breve trascorso nel team di Brackley, Bottas è ora determinato nel perseguire la via che porta al campionato del mondo: “Voglio solo vincere più gare possibili e provare a vincere il campionato, che è il mio obiettivo. E non ho bisogno di cambiare nient’altro nel mio approccio per farlo”.
Dall’altra parte del box troviamo un Lewis Hamilton ancora affamato di vittorie, che nella tranquillità dei gesti e nella sicurezza nei propri mezzi esprime tutta la voglia di continuare a consumare record: “Se sono al mio meglio so di non avere problemi a battere nessuno. In questo momento mi sento pieno di energia ed in perfetto stato di forma per cui non temo nessuno”.
La Mercedes in passato ha più volte affermato di seguire un approccio di parità di condizioni tra i propri piloti, almeno finché, in un contesto di lotta contro un altro team, non dovesse emergere una chiara supremazia all’interno del box. Una differenza di vedute molto evidente se confrontata ad altre ere di dominio vissute in Formula 1. Nel finale della scorsa stagione, Toto Wolff ha infatti ribadito che Hamilton, per rendere al meglio, ha bisogno di un compagno che lo spinga costantemente oltre il suo limite.
In questo scenario di stimoli e confronti interni si colloca Valtteri Bottas e il suo guanto di sfida alla supremazia di Lewis Hamilton. Il tutto naturalmente nell’interesse di un team che non ha nessuna intenzione di assistere al ripetersi della saga Hamilton Vs. Rosberg. Il campione del mondo, sin dalla presentazione della W09 e dalle sue prime dichiarazioni, ha dimostrato di aver recepito la portata delle ambizioni del compagno di squadra. Proprio per questo, quando gli è stato domandato se ritenesse più difficile battere Bottas con un anno in più di esperienza in Mercedes, ha risposto con una prima punzecchiatura: “Direi di no. Di certo lo scorso anno Vatteri ha dovuto imparare molte cose arrivando in un nuovo team, ma quest’anno per lui le scuse sono finite. Lui cercherà di essere nella miglior forma possibile, ma io intendo fare lo stesso”.
Dal canto suo, Bottas ha dichiarato di non avere intenzione di focalizzarsi sul vicino di box e di non essere interessato a perseguire qualsiasi ipotesi di giochi psicologici con il quattro volte campione del mondo: “Ogni pilota ha i suoi punti deboli, ma piuttosto che concentrarmi su di lui, ho intenzione di spendere le mie energie per focalizzarmi su me stesso e le mie prestazioni in pista. Non ho intenzione di perdere tempo in giochi mentali”.
Nonostante si debba guadagnare il rinnovo di contratto con Mercedes, Bottas non scende in pista con la pressione di dover vincere a tutti i costi, a differenza del più blasonato compagno di squadra. Il suo obiettivo rimane quello di vincere il titolo, e la sua campagna mondiale potrebbe essere agevolata dal fatto che tutta l’attenzione dei media e degli addetti ai lavori è rivolta in questo momento verso il compagno di box e il rivale in rosso. La rivalità con Hamilton in questo momento non viene proprio considerata come un fattore di interesse, trascurando anche il brillante finale di stagione 2017 e la fisiologica maturazione di un pilota giunto al suo secondo anno con il team campione del mondo.
I più preferiscono sbilanciarsi nell’azzardare una line up senza Bottas per il 2019, con un Ocon che scalpita e un Ricciardo pezzo da novanta del mercato piloti. Per valutare il livello di Bottas e quanto siano fondate le sue pretese di lottare al vertice con regolarità bisognerà attendere le prime gare della stagione. Hamilton è certamente pronto a portare questa rivalità ad uno step successivo, iniziando attraverso qualche dichiarazione a mettere sotto pressione il giovane compagno.
Se Bottas dovesse attestarsi ad un livello di performance elevato, si preannuncia un altro anno di difficile gestione per il team anglo-tedesco. Quella che sin qui è stata una relazione all’insegna della correttezza e del rispetto reciproco potrebbe presto esplodere e creare più di qualche grattacapo a Toto Wolff e collaboratori. Un tema sin qui quasi ignorato dai media diventerebbe così una delle fonti di maggiore richiamo di questo 2018.