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    F1 2018 | Cosa aspettarsi dal Gran Premio d’Australia a Melbourne

    Simone BettiniBy Simone Bettini21 Marzo 2018Nessun commento10 Mins Read
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    Dopo 107 giorni senza gare ufficiali, domenica 25 Marzo ritorna la Formula Uno. Il Gran Premio di apertura della stagione 2018 vedrà le scuderie impegnate sul circuito di Melbourne in Australia, dove le temperature saranno ben più alte di quelle viste nelle due settimane di Barcellona, anche se per sabato è prevista pioggia.

    La Mercedes, con 1038 giri completati nei test, ha confermato l’eccellente affidabilità delle ultime stagioni e pare essere ancora la vettura da battere. Al box Ferrari possono essere soddisfatti per gli incoraggianti tempi e i tanti km percorsi dai nuovi motori (montati anche da Haas e Sauber), ma le reali possibilità di successo della SF71H restano un’incognita. Con la coppia di piloti (sulla carta) più competitiva, si conferma terza forza la Red Bull, che sembra possa contare su una power-unit Renault decisamente più performante, anche se alterna grandi prestazioni a giornate ricche di inconvenienti.

    Come ogni inizio di stagione uno degli aspetti più importanti riguarda la compatibilità delle varie vetture con i diversi pneumatici. In Australia Pirelli, come nella passata edizione, porterà le mescole Soft (gialla), Supersoft (rossa) e Ultrasoft (viola). Fra i top team, Mercedes ha optato per la strategia più “aggressiva” con 9 set di Ultrasoft per entrambe i piloti, mentre in Ferrari i set di gomme viola saranno solo 7 a favore di 3 set di Soft.

    Sceglie una via di mezzo la Red Bull con 8 Ultrasoft e 2 Soft. Nel 2017 la vittoria della Ferrari a Melbourne arrivò grazie ad una strategia ad un’unica sosta perfettamente gestita dal Cavallino, ed è prevedibile che per questa domenica l’opzione più gettonata fra i team, escludendo la variabile Safety Car, sia quella con un unico pit-stop.

    MERCEDES in Australia: 3 vittorie / 4 pole / 7 podi

    Da quando sono entrate in vigore le power-unit nel 2014, la scuderia tedesca ha sempre ottenuto la Pole Position nella tappa inaugurale del Campionato e, sebbene i test siano da valutare con cautela, la Mercedes sembra ancora la favorita per il Mondiale. La nuova W09 ha dimostrato un’ottima affidabilità e un buon passo gara, specialmente con le gomme Medium (assenti però in Australia), confermando l’approccio iniziale della passata stagione. L’anno scorso avevano avuto un avvio di campionato più complicato del previsto perché la W08 non solo non poteva disporre di zavorra, ma era addirittura sovrappeso. La freccia d’argento 2018, invece, è nata per essere in linea anche con l’adozione dell’Halo (costato 6 kg). È normale dunque che dalle interviste delle ultime settimane traspaia una certa sicurezza all’interno del team, che spaventa la concorrenza più dei tempi fatti registrare sul circuito di Catalogna. Gli ultimi tredici giorni di lavoro delle scuderie sono top secret, ma una prima fila tutta tedesca sembra più che possibile. Lewis Hamilton è il favorito numero uno per la Pole, già 6 su questo circuito alle quali aggiunge 7 podi e 2 vittorie in carriera. L’inglese è di ottimo umore e non vede l’ora di scendere in pista, fattore da non sottovalutare nella psicologia di un pilota già quattro volte Campione del Mondo, che non cerca paragoni con i grandi del passato ma non teme di abbatterne i record. Dopo un anno in “stage”, Valtteri Bottas sembra aver trovato la fiducia e il carattere per puntare a qualcosa di più rispetto al ruolo di aiutante di Lewis. Le sue speranze di successo a fine stagione sono più che limitate ma ha già vinto tre GP in carriera e può aumentare il proprio bottino.

    FERRARI in Australia: 8 vittorie / 6 pole / 23 podi

    La Ferrari “a passo corto” del 2017 partì fortissimo per poi accusare un gap sia di prestazioni che di affidabilità nella seconda metà di stagione. Per questo la nuova SF71H è nata con una maggiore superficie con la quale generare del carico, nella speranza di poter inseguire velocità massime più elevate. Il vantaggio aerodinamico si paga però in termini di peso ed i tecnici del Cavallino hanno “snellito” ogni particolare montato sulla monoposto, come lo specchietto retrovisore che è diventato a tutti gli effetti uno strumento in grado di deviare i flussi d’aria. L’approccio teorico però non rende vincente un team e a dimostrarlo ci ha pensato Sebastian Vettel. Il tedesco è stato il pilota che ha raccolto i numeri migliori nei test invernali, avendo fatto registrare il miglior tempo e percorrendo il maggior numero di giri, 643. Il suo lavoro ancora una volta è stato da Campione del Mondo, ma l’atteggiamento del numero 5 in rosso non basterà per battere i rivali. In Australia Vettel ha ottenuto 2 vittorie, 3 pole e 6 podi (3 su 3 in Ferrari) che ne certificano la mentalità vincente sin da inizio stagione. Il vero punto di forza della Mercedes negli ultimi anni sono state le qualifiche, se Vettel dovesse riuscire a strappare il miglior tempo al sabato, oltre a sorprendere il Circus, metterebbe quella pressione pre-gara sulle spalle di Hamilton che permise a Nico Rosberg di sorprenderlo a fine anno. Più complicata (verrebbe da dire come al solito) la situazione di Kimi Raikkonen, solo 286 giri nei test appena conclusi e tanti piccoli problemi che potrebbero condizionarne il debutto sulla SF71H. Il contratto in scadenza a fine stagione è ormai la routine per il finlandese, il quale sembra essersi calato perfettamente nel ruolo di seconda guida al servizio di Sebastian. Proprio perché tutto sembra remargli contro Kimi è capace del colpaccio, magari concludendo sul podio a Melbourne, sul quale manca dal 2013 quando sorprese tutti vincendo la gara e rimanendo in lotta per il Mondiale per gran parte dell’anno.

    RED BULL in Australia: 1 vittorie / 3 pole / 3 podi

    Il team austriaco propone sempre una delle vetture più estreme e per questo più studiate dai rivali ad inizio stagione. La RB14 prosegue la filosofia delle precedenti monoposto di Adrian Newey (tornato a capo del progetto) e durante la prima settimana di test a Barcellona, quando la pioggia ha rovinato gran parte del lavoro dei team, è stato possibile carpire alcuni interessanti aspetti della nuova Red Bull. La scia d’acqua alzata dall’asfalto ha evidenziato la bontà del telaio di Newey, la cui macchina dispone di un ottimo carico aerodinamico non pagando in termini di resistenza all’avanzamento. Ciò che preoccupa piuttosto è l’affidabilità. Nei test invernali vari problemi hanno costretto i due piloti ad attendere ai box la conclusione dei lavori dei meccanici, pagando un passivo di 259 giri rispetto a Mercedes. Sembra però che la Red Bull stia ultimando la preparazione di una versione aggiornata della RB14 da far debuttare venerdì per le Prove Libere, che dovrebbe fruttargli un vantaggio da 2 a 4 decimi sul giro. Daniel Ricciardo comincerà la stagione in scadenza di contratto, sapendo di poter ambire ai posti che attualmente sono di Bottas e di Raikkonen, con la prospettiva di lottare per il Titolo in tempi brevi. Per il presente, l’australiano ha dimostrato di essere uno dei piloti più solidi e capaci del Mondiale e, se le indiscrezioni sul nuovo pacchetto aerodinamico verranno confermate, il pilota dal sorriso facile potrebbe addirittura festeggiare sul podio di casa la prima vittoria stagionale. Max Verstappen, se pur ancora ventenne, sembra ormai un veterano della F1 e i miglioramenti tecnici e comportamentali sono stati evidenti nel 2017 quando il peggio per lui sembrava non avere fine (7 ritiri nelle prime 14 gare). I margini di miglioramento sono notevoli, ma se la RB14 dovesse risultare una macchina da podio, lui (come il compagno) sarebbe capace di portarla alla vittoria. Molti dubbi circondano la Red Bull, specialmente per ciò che riguarda l’affidabilità, ma proprio questo aspetto apre prospettive interessanti. Da settimane circola la voce che i motori Renault siano stati progettati per privilegiare le prestazioni a scapito della durata in termini di km, costringendo così i motorizzati della casa francese a scontare delle penalità durante la stagione, ma usufruendo della potenza necessaria per lottare per le prime posizioni sia per la qualifica che per la gara.

    GLI ALTRI TEAM

    In difficoltà evidenti, almeno nelle due settimane di Barcellona, sia la Force India che la Williams, entrambe motorizzate Mercedes ma con delle vetture che al momento non sembrano in grado di confermare i risultati della passata stagione. Sergio Perez ed Esteban Ocon sono piloti di indiscusso valore e costantemente in zona punti, ma attualmente sono lontani dalla top10, mentre Lance Stroll e il debuttante Sergey Sirotkin non sembrano pronti per gestire l’intero sviluppo della monoposto durante l’anno. Risalgono la graduatoria la Renault, con Nico Hulkenberg e Carlos Sainz che possono fare la differenza nella lotta per il quarto posto in Classifica Costruttori, e la McLaren. Quest’ultima è la scuderia che ha percorso meno km durante i test invernali, facendo sorgere più di un dubbio sulle responsabilità del motore Honda per i fallimenti degli ultimi anni. Stoffel Vandoorne potrà continuare la propria crescita come pilota in parallelo con la vettura, al contrario di Fernando Alonso che ambisce a traguardi ben più importanti. Per lo spagnolo si prospetta l’ennesimo anno di purgatorio, magari con qualche gara nei pressi del podio, ma niente di più. Il vero affare nello scambio di motori avvenuto qualche mese fa sembra averlo fatto la Toro Rosso, unico team motorizzato Honda, capace di percorrere 820 giri nei test e mostrando un’affidabilità che ha sorpreso il Circus. Pierre Gasly e Brendon Hartley sanno di avere un’opportunità unica, per la prima volta nella sua storia la scuderia di Faenza avrà l’esclusiva di un motore. L’operazione Honda in Toro Rosso è stata orchestrata dalla casa madre Red Bull, che punta al motore giapponese per la stagione 2019, intanto però, se la partnership dovesse funzionare, a beneficiarne sarebbe il team italiano. Altra scuderia che punta ad un salto di qualità è sicuramente la Haas, che durante i test ha percorso solo 693 giri, ma mostrando una buona prestazione sul giro veloce. La coppia Romain Grosjean-Kevin Magnussen è stata confermata e dovrà dimostrarsi più continua se intendono guadagnare qualche posizione in Classifica. La nuova monoposto è una sorta di Ferrari bis, con numerosi componenti progettati a Maranello per poi essere “prestati” al team americano. Chiude la graduatoria, ma in netto miglioramento la Sauber, motorizzata Ferrari ma con sponsor Alfa Romeo. Anche il team svizzero sembra voglia rilanciarsi come scuderia satellite della Ferrari, sia per ciò che riguarda la progettazione della monoposto sia per il parco piloti. La presenza di Antonio Giovinazzi come terzo pilota è stata confermata, mentre nel ruolo di pilota ufficiale farà il suo debutto il giovane Charles Leclerc. Campione della GP3 nel 2016 e della F2 nel 2017, il talentuoso monegasco sembra avere tutte le carte in regola per diventare qualcuno nel panorama della F1, e un anno di “gavetta” in Sauber potrà insegnargli molto. Al suo fianco, per motivi economici più che prestazionali, è stato confermato Marcus Ericsson. Lo svedese ha raccolto magri risultati nei 76 GP disputati in carriera finora e rischia di essere relegato a seconda guida fin da inizio stagione nonostante la maggiore esperienza.

    ALCUNI NUMERI

    Tra i piloti in attività ad aver disputato almeno 10 Gran Premi, Lewis Hamilton è il leader per quanto riguarda Pole Positions (72 in 208 Gp), prime file (118), vittorie (62) e podi (117). Fernando Alonso sarà il pilota più esperto al via con 291 GP disputati, ma il più “anziano” della griglia sarà Kimi Raikkonen (39 anni da compiere). Il finlandese comanda la classifica per numero di giri veloci (45) e, sfortunatamente per lui, anche quella dei ritiri (63) anche se la percentuale più alta di mancati arrivi spetta a Carlos Sainz (32%). Con un solo ritiro in carriera Esteban Ocon è il pilota più costante, ruolo che fra i top drivers va a Valtteri Bottas (8% di ritiri in 97 GP). Il più giovane in pista sarà ancora Lance Stroll (classe 1998) mentre i piloti over 30 saranno sei. Sebastian Vettel attualmente è a quota 99 podi e potrebbe festeggiare in Australia il traguardo del 100° alla guida della Ferrari che parteciperà al suo GP numero 950.

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    2018 australia F1 melbourne
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    Simone Bettini

    Simone Bettini - Appassionato di F1 sin da piccolo, negli ultimi anni mi sono concentrato sulla sua storia con l'obiettivo di trasformare la passione in lavoro.

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