
Per quanto visto durante gli appuntamenti pre-stagionali, la Red Bull avrebbe dovuto essere la mina vagante pronta a intrufolarsi nella lotta al vertice tra Mercedes e Ferrari. A Melbourne, però, così non è stato e il team austriaco ha concluso un weekend con tanti alti e bassi, ma, soprattutto, con poche certezze. Durante il fine settimana australiano si è vista una Red Bull a due facce; prima competitiva, soprattutto con Verstappen, poi in affanno nonostante la buona prestazione di Ricciardo.
FINO A SABATO VERSTAPPEN FA SOGNARE
Carico più che mai, Max Verstappen si è presentato all’Albert Park come uno dei seri contendenti alla vittoria del GP. Durante le prove libere l’olandese ha mostrato un buon ritmo, sufficiente a far credere gli addetti ai lavori nelle potenzialità della RB14, e nelle qualifiche ha conquistato un buon quarto posto nonostante una sbavatura nel giro che contava davvero. Il giovane ancora una volta è stato in grado di dimostrare il suo cristallino talento quando non c’era nulla da perdere, ma è sembrato ancora immaturo mentalmente nel momento della verità. Il piccolo errore in qualifica ne è la prova; con la velocità dimostrata fino a quel momento Verstappen avrebbe potuto conquistare la prima fila, ma alla fine ha dovuto accontentarsi del quarto posto, masticando un boccone amaro che da lì in poi gli avrebbe rovinato il weekend.
DOMENICA CI PENSA IL SOLITO RICCIARDO
Per Verstappen, l’errore in Q3 non è che l’inizio di una serie di frustrazioni e difficoltà. In gara, l’irruenza nell’attaccare a tutti i costi in curva 1 lo ha costretto a cedere il posto alla Haas di Magnussen che da lì in avanti sarebbe diventata un vero e proprio incubo per l’olandese. Costretto a traversi tanto spettacolari quanto deleteri per la propria vettura, il pilota della Red Bull non è mai riuscito ad attaccare davvero il danese, fino a quando un errore lo ha obbligato a cedere ogni speranza di podio al compagno Daniel Ricciardo. E questo è stato il momento di svolta per la Red Bull: se fino a quel momento era stata la stella di Verstappen a risplendere, mettendo in ombra il compagno di team, nel finale invece è stato proprio il padrone di casa a brillare più che mai. Per Ricciardo il weekend era partito malissimo; ritmo mai convincente quanto quello del compagno e penalità di tre posizioni per non aver rispettato i limiti di velocità imposti dalla bandiera rossa durante le prove libere. Lo start dall’ottava casella non auspicava nulla di buono, ma l’australiano, ancora una volta, ha saputo cogliere al meglio ogni occasione presentatagli durante la gara, fino ad arrivare a impensierire la Ferrari di Kimi Raikkonen nella lotta al podio. La dimostrazione che per Red Bull questo primo GP della stagione non è andato bene, ma neppure troppo male.
Per i prossimi GP al team austriaco servirà più serenità e soprattutto più certezze. Verstappen ha dimostrato di aver ancora bisogno di tempo per maturare mentre Ricciardo ha confermato di essere sempre presente quando conta. La vettura sembra funzionare a dovere, ma, forse, bisogna ancora innaffiare un po’ il team per farlo germogliare definitivamente nell’infertile terreno della lotta al titolo.
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