
I test pre-stagionali di Formula 1 sono sempre un appuntamento attesissimo da addetti ai lavori e appassionati, da chi ha atteso un lungo inverno per rivedere le monoposto più estreme del mondo solcare gli asfalti dei tracciati. Con le giornate di test ridotte al minimo – otto in totale – le sessioni che negli ultimi anni si svolgono come di consueto sul Circuito di Barcellona assumono estrema importanza. Gli sforzi di strutture che in alcuni casi superano anche le mille persone si concentrano sul realizzare un primo esemplare della vettura da svezzare e adattare ai propri piloti nel corso dei test ufficiali.
I team di Formula 1 hanno appunto a disposizione otto giornate per riuscire ad accumulare un bagaglio di conoscenze il più possibile completo ed esauriente, in vista del debutto stagionale. Le sessioni sono sempre libere, non vi è alcun vincolo sul cosa o come provare, né un approccio standard adottato da tutti i team come per esempio accade durante le prove libere dei Gran Premi. I team, nel corso dei collaudi, hanno a disposizione tutte le mescole portate dal fornitore unico Pirelli per la stagione. Così come non vi è alcun limite su quante componenti utilizzare per le giornate di test (ad esempio il cambio o la power-unit).
Alla fine del giorno sono in molti a sparare titoloni clamorosi che saltano subito all’attenzione, con analisi spesso limitate alla sola classifica dei tempi finali. Al contrario, una valutazione integrale dell’azione in pista, che consideri appunto le condizioni nelle quali ogni singolo team è sceso in pista, rappresenta certamente la soluzione migliore per il fan che desidera avere un quadro più completo della situazione. Quello che le classifiche non dicono, appunto, è spesso più importante della classifica stessa.
A prima analisi si può difatti constatare come il tempo finale siglato nel test non sia mai sinonimo di reale performance, bensì il risultato di una serie di variabili che possono essere opportunamente modificate nei test per fare delle prove previste dal proprio programma. Il tifoso, così come le stesse squadre (in una certa misura) non può mai essere certo di questi parametri e di come la vettura sia assettata per siglare quel determinato crono. Dal carico di carburante all’engine mode, sino alla voglia di spingere e di mostrare tutto il potenziale dello stesso pilota.
Inoltre, i vari team impegnati in Formula 1 non hanno le stesse esigenze e gli stessi programmi per i test. C’è chi predilige un lavoro orientato ai long run, per verificare la durabilità dei componenti e il passo gara, e chi invece ha necessità di cercare il tempo sul giro secco, magari anche per attrarre qualche sponsor con una prestazione di rilievo.
TEST F1 2016
Guardando alle classifiche combinate dei test degli ultimi anni, si può infatti notare come le performance nei test non siano mai state realmente indicative dei valori in campo nel corso della stagione, a partire dalle prime gare. Nel 2016, a risultare il più veloce al termine dei test fu Kimi Raikkonen su Ferrari, seguito a pochi millesimi di distanza dal compagno Vettel. Dopo un ottimo debutto in Australia, quando Vettel perse la gara a causa di un errore di strategia alla ripartenza dopo la bandiera rossa, la Ferrari è stata di fatto la terza forza del campionato, molto distante dalla Mercedes che dettava il passo.
Kimi Raikkonen Ferrari 1'22"765 Ultrasoft Sebastian Vettel Ferrari 1'22"852 Soft Nico Rosberg Mercedes 1'23"022 Soft Lewis Hamilton Mercedes 1'23"622 Soft
TEST F1 2017
Nel 2017, fu ancora la Ferrari a ottenere il miglior tempo nei test di Barcellona. La SF70H mostrò di essere una vettura ben bilanciata, riuscendo a ottenere ottimi tempi con una certa facilità. Dopo le ben poche dichiarazioni fuoriuscite dagli ambienti di Maranello nel corso dell’inverno, la nuova vettura diede non poche speranze. Furono in pochi a pronosticare qualche difficoltà causata dal passo corto della vettura nata sotto l’egida di Mattia Binotto, specialmente nello sviluppo della seconda parte di stagione. Questa considerazione dell’Ingegnere Luigi Mazzola (ex Ferrari) fu sicuramente frutto di un ragionamento più tecnico rispetto alle valutazioni del tifoso che scrutava la classifica dei tempi. Nel corso della stagione, la Ferrari si rivelò una vettura estremamente veloce, talvolta anche più performante rispetto alla Mercedes campione in carica. Ciononostante, per la prima parte di stagione, la sfida fu molto più ravvicinata rispetto ai distacchi che la Ferrari rifilò alla Mercedes nei test a parità di gomma, ovvero sette decimi. La gara di Barcellona, naturalmente con condizioni diverse rispetto a quelle dei test, fu vinta con un certo vantaggio da Lewis Hamilton su Mercedes.
Kimi Raikkonen Ferrari 1'18"634 SuperSoft Sebastian Vettel Ferrari 1'19"024 UltraSoft Valtteri Bottas Mercedes 1'19"310 UltraSoft Lewis Hamilton Mercedes 1'19"352 UltraSoft
TEST F1 2018
Guardando invece ai test che si sono da poco conclusi, è stata nuovamente la Ferrari a risultare leader della classifica dei tempi. Con entrambi i piloti in cima alla classifica combinata, la Ferrari di Vettel ha rifilato ben mezzo secondo alla McLaren di Alonso, nove decimi alla Red Bull di Ricciardo e 1,3 secondi alla Mercedes di Hamilton, che però montava un compound più duro. I tempi danno ancora una volta ragione al lavoro svolto a Maranello, anche se in questo caso anche i media sono stati più prudenti nelle loro analisi. I rivali tedeschi sono stati impressionanti sul passo gara e sulle performance ottenute con gomma media. La Red Bull, seguendo un’analisi GPS, è stata da molti definita come la vettura più veloce in curva. La Ferrari sembra invece aver stupito di meno rispetto agli anni precedenti, con un passo vettura più lungo da adattare alla SF71H.
Sebastian Vettel Ferrari 1'17"182 HyperSoft Kimi Raikkonen Ferrari 1'17"221 HyperSoft Lewis Hamilton Mercedes 1'18"400 UltraSoft Valtteri Bottas Mercedes 1'18"658 UltraSoft
Per parafrasare al meglio le difficoltà che gli stessi team incontrano nel comprendere il reale valore degli avversari nei test, possiamo citare le parole di James Allison, Direttore Tecnico della Mercedes: “Anche se ci impegniamo per provare a capire la nostra posizione competitiva, non sappiamo cosa gli altri team faranno da qui a Melbourne e non conosciamo con precisione quello che hanno fatto nel corso di questi test. Proprio per questo ci sono molti motivi per essere prudenti”.
Solo la qualifica di Melbourne ci svelerà appunto i reali valori in pista di questo inizio di stagione, quando tutti i piloti si troveranno nelle stesse condizioni e con vetture preparate appositamente per il giro veloce. Questione di una settimana…