
Uno dei punti di forza della Mercedes negli ultimi anni è stata indubbiamente la qualifica, grazie alle 71 pole positions conquistate dall’inizio dell’era ibrida nel 2014, su un totale di 79 weekend di gara. In una Formula 1 in cui i sorpassi sono diventati sempre più complicati, partire in prima fila è diventato fondamentale ed è anche per questo che il team anglo-tedesco si è concentrato per tirare fuori il massimo dalla propria Power Unit al sabato, quando i cavalli extra fanno davvero la differenza.
I numeri sono impressionati e schiaccinati e mostrino come sulla qualifica la Mercedes abbia costruito parte del suo successo negli ultimi quattro anni, in particolare nella scorsa stagione. Proprio il 2017 insegna come avere una buona vettura in gara non sia ormai sufficiente, ma che serve una monoposto che vada forte globalmente, in ogni condizione, che sia in corsa o in qualifica: la Ferrari insegna. Importa relativamente la bontà della vettura in gara se sei costretto a partire dietro e non puoi sempre contare sulle qualità del pilota nel fare la differenza: a Maranello l’hanno capito bene e con la SF71H pare sia stato fatto uno step soprattutto in questa direzione, in modo da poter fronteggiare i rivali tedeschi nel suo terreno di caccia.
Si sono formulate varie ipotesi sul come le Mercedes degli ultimi anni siano riuscite ad imporsi con una tale superiorità – spesso anche imbarazzante – al sabato, partendo dal FRIC nel lontano 2014, passando a “trucchi” con le sospensioni nel 2016, per finire sul consumo d’olio nella passata stagione. Proprio intorno alla questione dell’olio si sono alzate numerose polemiche nel 2017, tanto che la FIA ha più volte revisionato il regolamento in modo da introdurre dei paletti: prima la riduzione a 0,9l/100km a partire dal Gran Premio d’Italia 2017, per arrivare ai 0,6l/100km di questa stagione. Ma la Federazione internazionale dell’Automobile non si è fermata qui, imponendo ulteriori restrizioni sulle modalità e sul tipo di olio utilizzabile, predisponendo veri e propri test come per il carburante: è ora infatti chiaramente scritto nel regolamento che potrà essere utilizzato un solo tipo d’olio (a differenza degli anni passati dove alcuni team avevano anche piccoli “serbatoi” dedicati”), specificando anche quali elementi chimici possano essere presenti nei lubrificanti, con conseguente esclusione in caso di situazione non conforme alla norma durante le verifiche. Si pensava che fosse proprio nell’utilizzo dell’olio uno dei punti di forza della Mercedes: attraverso il lubrificante venivano infatti trasportati degli additivi che andavano a migliorare le performance e l’affidabilità del motore termico, permettendo di avere un surplus di potenza in qualifica.
Come detto, la FIA ha posto dei severi paletti per cercare di marginare questo fenomeno, ma secondo Chris Horner, team principale della Red Bull, c’è ancora del lavoro da fare: attualmente il regolamento di 0,6l/100km è valido solamente in corsa, mentre non è stato ancora specificato un limite in fase di qualifica, lasciando aperta la porta ad eventuali strategie sull’utilizzo dei lubrificanti. “Ci piacerebbe vedere una modifica del regolamento, perché al momento non vi è ancora nulla di specifico riguardo alle qualifiche qualifiche. Le regole considerano solamente l’utilizzo ingara, ma noi riteniamo che ci siano delle lacune per quanto riguarda le qualifiche che bisogna sistemare per quanto riguarda i consumi. Abbiamo visto come è stato affrontato per quanto riguarda la corsa, ma se si trovasse un modo per usare l’olio in un modo diverso in qualifica, ciò offrirebbe un significativo aumento delle prestazioni al sabato. Ci piacerebbe che la questione si chiudesse al più presto” ha commentato Horner, lasciando aperta la porta ad altri possibili cambi in corsa per quanto riguarda l’utilizzo dei lubrificanti.