
Dopo una lunga attesa si è finalmente aperta la stagione 2018 di Formula 1 con la prima sessione di test invernali tenutasi a Barcellona. Il clima tipiciamente inverale, seppur non previsto, ha pesantemente condizionato l’attività dei team e lo svolgimento della sessione, con la neve caduta mercoledì che ha costretto le squadre a perdere un’intera giornata di lavoro.
TEST F1, BARCELLONA: I MIGLIORI TEMPI DEI PRIMI 4 GIORNI
Basse temperature e condizioni meteorologiche avverse non sono certo l’ideale per trarre le prime indicazioni per le varie scuderie, costrette a fronteggiare una situazione assolutamente inaspettata, visto i precedenti di Barcellona anche in questo periodo dell’anno. Si parla di traslocare in Bahrain per i test del prossimo anno, ma nessuno sembra essere d’accordo, ognuno punta alla salvaguardia dei propri interessi, che siano costi o la facilità di organizzazione della sessione. Trovare un accordo non sarà semplice e, sicuramente, sarà oggetto di discussione nei prossimi mesi.
È innanzitutto fondamentale ricordare che nella prima sessione di lavoro i team solitamente lavorano sull’affidabilità, sul confrontare i dati ottenuti tra galleria del vento e pista, oltre ovviamente ad iniziare a fare alcune prove di set-up. Seppur questa prima sessione invernale sia stata poco indicativa, non solo a causa del meteo ma anche per via dei diversi programmi di lavoro delle scuderie, è possibile trarre le prime indicazioni per farci un’idea sulle varie squadre.
Mercedes
Come da tradizione nell’era ibrida, il team anglo-tedesco si è dimostrato molto affidabile, completando 306 giri senza il minimo problema meccanico. Sono state introdotte diverse novità nel corso del test, sia all’anteriore (ala anteriore rivista) sia al posteriore (nuova ala posteriore ad alto carico), cercando di risolvere i problemi di bilanciamento che si erano verificati anche nella scorsa stagione. Per quanto riguarda i piloti, è stato Valtteri Bottas a sobbarcarsi la maggior parte del lavoro in pista, risultando il terzo pilota più attivo dell’intera settimana. Indubbiamente è ancora la macchina da battere, in fin dei conti rimangono sempre gli attuali campioni del mondo, anche se gli altri non sono di certo rimasti a guardare.

Ferrari
Il team di Maranello è stato tra i più attivi in pista, con un totale di 298 giri totali. Come dichiarato dallo stesso Sebastian Vettel, la Ferrari non si è concentrata sui tempi, bensì sulla comprensione generale della meccanica e dell’aerodinamica della vettura, soprattutto nel primo giorno, quando Raikkonen si è presentato in pista con delle grosse “griglie” per raccogliere dati sul diffusore di nuova concezione che ha fatto il proprio debutto sulla SF71H. Tanto lavoro di comparazione dati e tanto lavoro di sviluppo, anche nei long run di cui è stato protagonista il pilota tedesco, verificando anche la bontà della Power Unit 062 EVO in termini di affidabilità. Non si è verificato alcun problema di sorta durante questa prima settimana di test e questo è indubbiamente positivo per il team italiano, il quale aveva sofferto di qualche fastidioso inconveniente sul finale della passata stagione. Le sensazioni iniziali sembrano essere positive, sia sul lato dei dati che da parte dei piloti; servirà una conferma la prossima settimana, quando le condizioni climatiche saranno più favorevoli e il team potrà avere delle vere risposte sulla bontà della SF71H.

Red Bull
Non è stata una sessione particolarmente positiva per il team anglo-austriaco, alle prese con qualche problema di troppo lato affidabilità e con qualche errorino da parte dei piloti, che hanno minato lo svolgimento del lavoro previsto per la prima sessione di test. Nell’ultima giornata, ad esempio, è stato il cambio a tradire la RB14, costringendo i meccanici ad un lungo lavoro di riparazione. C’è indubbiamente da lavorare per quanto riguarda il team di Milton Keynes, soprattutto lato affidabilità, anche se le sensazioni dei due piloti riguardo l’handling della vettura sembrano positive.

Force India
La Force India è il team che probabilmente ha più deluso nella prima sessione di test invernali. Presentata all’ultimo minuto sulla pit lane di Barcellona, la squadra anglo-indiana ha sofferto di grossi problemi il lunedì, quando ha concluso la giornata con soli 22 giri all’attivo. Tutto ciò ovviamente ha rallentato pensantemente il lavoro di comprensione della nuova vettura, costringendo il team a recuperare il tempo perso nelle giornate successive. La giornata persa il mercoledì a causa della neve ha ulteriormente minato il programma di sviluppo, facendo risultare la Force India la squadra con meno giri all’attivo, solo 166.

Williams
Il lavoro del team di Groove si è concentrato soprattutto sulla comparazione dei dati tra il simulatore, la galleria del vento e la pista, motivo per la quale si è fatto uso anche del pilota di sviluppo, Robert Kubica. C’è da sottolineare come la Williams si trovi in una situazione inusuale, con un coppia di piloti molto giovane e poco esperta e con una vettura che ha subito alcune importanti modifiche nel corso dell’inverno, sia intorno alla zona delle pance che all’anteriore. È stato fondamentale mettere insieme il massimo numero di giri possibile, nonostante qualche errorino dei piloti: 276 tornate all’attivo per il team di Groove, alla ricerca di risposte per risalire la china.

McLaren
Luci ed ombre per la McLaren. Dopo l’importante decisione di abbandonare i motori Honda per passare alla Power Unit Renault, ci si aspettava indubbiamente una risposta importante dal team di Woking che ora non ha più scuse, ma è anzi chiamato ad una prova di forza per dimostrare la bontà del proprio progetto negli ultimi anni. Fino ad ora, come detto, ci sono state luci ed ombre, perché è pur vero che i piloti hanno dato responsi positivi riguardo all’handling della vettura, ma a preoccupare sono stati quei piccoli problemi di affidabilità che hanno minato lo svolgimento del weekend. Un problema alla ruota il lunedì e un bullone rotto il martedì hanno fatto perdere molto tempo al team di Woking, costringedo i meccanici a ricostruire parte del posteriore e la scatola del cambio. C’è chi vocifera che la monoposto inglese sia alle prese con qualche problema di surriscaldamento con la nuova Power Unit Renault, nonostante le basse temperature che hanno caratterizzato tutto il fine settimana catalano, anche se c’è da sottolineare come nell’ultimo giorno di prove tutto sia filato liscio, recuperando buona parte del chilometraggio perso al lunedì e al martedì.

Renault
Continua il progetto della casa francese per recuperare posizioni nel campionato costruttori e per avvicinarsi alla vetta, nonostante una R.S.18 piuttosto convenzionale o che, quantomeno, non si discosta troppo dal progetto della scorsa stagione. Non sono comunque mancate alcune soluzioni interessanti, come lo scarico posteriore centrale inclinato di 5 gradi che cerca di “soffiare” sulla parte inferiore dell’ala posteriore, rivestita con un apposito materiale per evitarne bruciature. I primi feedback dei piloti sembrano positivi, anche se, come per le altre scuderie, saranno i test della prossima settimana a darci le prime vere risposte.

Toro Rosso
La scuderia faentina è stata la vera sorpresa della prima settimana di test. Il nuovo binomio Toro Rosso – Honda portava con sé tanti dubbi, soprattutto riguardo all’affidabilità della Power Unit giaponese, considerando i tanti problemi negli ultimi tre anni con McLaren. Invece, in questi primi quattro giorni di test, il motore nipponico si è dimostrato molto affidabile, tanto che la Toro Rosso è la squadra che ha coperto il maggior numero di tornate, 324. Che sia arrivato il momento della svolta? Presto per dirlo, ma rispetto allo stesso periodo della scorsa stagione la situazione sembra notevolmente migliorata.

Haas
Come per McLaren, luci ed ombre in casa Haas in questa prima sessione di test. Pesa il tanto tempo perso in garage ad inizio settimana a causa di piccoli problemi che hanno costretto il team americano a rimanere fermo e a perdere tempo in pista. Le condizioni meteorologiche avverse hanno ulteriormente peggiorato la situazione per la Haas, che ha concluso i suoi primi 4 giorni di prove con soli 187 giri totali.

Sauber
Nuova partership commericale e rivoluzione tecnica: sono queste le parole che hanno caratterizzato l’inverno di una Sauber che, dopo diverse stagioni passate sul fondo del griglia, punta a porre le basi per la risalita verso il centro classifica e verso punti importanti. È un progetto “giovane”, con un nuovo gruppo di tecnici che, per raggiungere tale scopo, ha apportato sostanziali modifiche alla vettura che ha corso nel 2017: è quindi chiaro che la monoposto sia ancora acerba e che, per il momento, il team si sia concentrato sul conoscere la nuova vettura e risolvere quei piccoli problemi alla base di un nuovo progetto. Nonostante qualche errore dei piloti, il team svizzero è riuscito a concludere ben 283 giri, dimostrandosi per ora affidabile.

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