
Il Gran Premio della Cina è ormai alle spalle e per la Formula 1 è già tempo di tornare in pista in una nazione che soltanto negli ultimi anni ha ospitato il Circus più famoso del mondo.
La pista di Baku è stata disegnata da Hermann Tilke, unendo le strade che congiungono la vecchia e la nuova città, e l’architetto tedesco ha dato vita alla seconda pista più lunga del mondiale con i suoi 6,003 km.
La caratteristica principale di questa pista è senza ombra di dubbio il lungo rettilineo di ben 2,2 km, ma come ben sappiamo alla fine di un rettilineo c’è sempre una curva a cui in genere corrisponde una forte frenata.
Proprio in Cina la Brembo si era trovata davanti alla staccata di curva 14 e alla lunghissima frenata della prima curva che mettevano a dura prova i freni, ma anche qui a Baku le sfide per l’impianto frenante non mancano.
I tecnici della Brembo che hanno classificato i tutti e 21 i circuiti del campionato, hanno valutato il circuito di Baku come di medio impegno per l’impianto frenante.
Delle 20 curve presenti ben 11 richiedono l’utilizzo dell’impianto frenante e la casa costruttrice di freni li ha classificati in: 3 ad impegno leggero, 6 di medio impegno e 2 molto impegnative per i freni.
Considerando il tempo sul giro, ben 17 secondi sono trascorsi dal pilota con il pedale del freno in azione e poiché la gara si disputa su una distanza di 51 giri l’impianto frenante sarà chiamato in causa per il 17% del tempo di gara. In totale i piloti useranno il freno per più di 560 volte e questo vuol dire che a fine gara il carico complessivo sul pedale del freno sarà stato di 71 tonnellate.
Molto più bassa è invece la decelerazione media sul giro che raggiunge i 4,2 g a causa di poche frenate impegnative e di molte frenate più leggere.
GP Azerbaijan F1 2018: Le frenate più importanti
Come detto prima le frenate ad elevata difficoltà sono due e si trovano entrambe nel primo settore.
Curva 1
La prima è proprio quella della prima curva dove i piloti arrivano ad una velocità di oltre 315 km/h e dopo una frenata di 1,79 secondi scendono al di sotto dei 130 km/h necessari per affrontare la prima curva a 90°.
La decelerazione arriva a 4,8 g e i piloti caricano sul pedale del freno quasi 140 kg.
Curva 3
Dopo un breve allungo e una seconda curva a 90°, le vetture devono affrontare un altro lungo rettilineo, dove sarà consentito il DRS. L’ala mobile aumenta di molto la velocità di punta che al momento della frenata è di circa 315 km/h. Quella di curva 3 è la frenata più impegnativa della pista perché in soli 56 metri i piloti raggiungono una velocità al di sotto dei 100 km/h subendo una decelerazione di 4,8 g per 2,03 secondi con un carico simile a quello della prima curva.
Sarà quindi molto importante preservare il materiale d’attrito dei freni e trovare la giusta sensibilità con il pedale perché in questa pista non si può arrivare “lunghi” e uno spiattellamento sulla gomma può essere un grosso deficit in termini di prestazione.
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