
Per la seconda tappa del Mondiale, la Formula 1 approda in Bahrain nel circuito del Sakhir.
Lo scenario offerto dalla pista araba è unico nel suo genere poiché i piloti si trovano a dover affrontare una pista che è stata ricavata in mezzo al deserto. Dobbiamo anche aggiungere che da qualche anno questo Gran Premio si svolge in notturna grazie ad una modernissima illuminazione artificiale del tracciato che consente alle vetture di sfrecciare nel buio desertico.
Se nella guida Pirelli avevamo affermato che questo week-end sarebbe stato una vera sfida, la Brembo è chiamata già alla seconda prova importante in questa stagione.
I tecnici della Brembo, che classificano i circuiti con un punteggio che va da 1 (minimo) a 10 (massimo), hanno assegnato alla pista di Manama una valore molto alto, 9, cioè per l’impianto frenante è molto più impegnativo di Albert Park.
I 5.412 metri della pista araba hanno ben 15 curve, ma soltanto 8 di queste richiedono l’utilizzo dei freni e vengono classificate in: 4 ad elevato impegno, 3 ad impegno medio e 1 “leggera”.
Una cosa fondamentale durante il Gran Premio sarà quindi l’usura del materiale d’attrito, perché è vero che le frenate sono impegnative, ma anche i tempi di frenata sono molto lunghi. I piloti in un singolo giro hanno il piede sul freno per ben 14 secondi, cioè il 16% del tempo di gara è percorso con l’impianto frenante in azione. Se consideriamo che in un giro ci sono 8 frenate e che il pilota frena per 14 secondi, con una semplice divisione otteniamo che in media le frenate durano ben 1,75 secondi, ma con i dati fornitici dai tecnici della Brembo ci accorgiamo che in realtà soltanto 3 frenate durano meno del valore medio e soltanto una dura meno di un secondo.
Dalla partenza alla bandiera a scacchi i piloti usano i freni per ben 456 volte e questo significa che alla fine del Gran Premio, il pedale del freno avrà sopportato ben 48 tonnellate, cioè circa 490 kg al minuto.
Infine la decelerazione media è di ben 4,6 g, ma soltanto 2 delle 8 frenate vanno al di sotto di questo valore.
Vediamo adesso di analizzare le 4 frenate più impegnative del circuito del Bahrain.

Partiamo dal rettilineo principale e dopo aver raggiunto il limitatore, i piloti passano dall’ottava marcia alla seconda per affrontare la curva 1. È una curva a gomito e le vetture passano da 324 km/h a 82 km/h in soli 61 metri.
La decelerazione raggiunge i 5,1 g per 2,26 secondi e il carico sul pedale è di 118 kg.
È importante uscire con una vettura precisa e con poco sottosterzo perché subito dopo curva 3 c’è un altro allungo che porta a curva 4 dove i piloti devono sfiorare il cordolo interno e sfruttare tutta la trazione sul cordolo esterno.
La frenata di curva 4 è un po’ più leggera, ma si passa da 293 km/h a 118 km/h in 1,86 secondi con uno spazio di frenata inferiore ai 50 metri e una decelerazione di 4,9 g.
Dopo aver affrontato le “S” e il tornante si arriva alla difficilissima curva 10 dove sono frequenti i bloccaggi che derivano dal fatto che per percorrere bene questa curva i piloti devono frenare con lo sterzo già in azione e questo rende instabile la frenata che fa perdere al pilota la sensibilità con il pedale del freno.
Usciti da questa curva si ha un altro allungo dove i piloti potranno usare il DRS e alla fine arriva la 3° frenata impegnativa, quella di curva 11.
Le vetture prima della frenata hanno una velocità di 306 km/h e frenando per 1,51 secondi in poco meno di 40 metri devono raggiungere i 155 km/h necessari ad affrontare questa curva che ha un ampio raggio di percorrenza e forma una grande “S” con la curva 12. In questa frenata i piloti sopportano ben 5,0 g e applicano sul pedale del freno un carico di 115 kg.
Percorsa la 12 e la 13, i piloti si trovano davanti all’ennesimo rettilineo che non è pianeggiante, ma ha un po’ di saliscendi, raggiungono i 297 km/h e dopo aver frenato per 1,93 secondi in 45 metri raggiungono i 126 km/h, percorrono la curva 14 e la 15 in accelerazione e si lanciano verso il rettilineo conclusivo. Quest’ultima frenata ha una decelerazione di 5,0 g e richiede un carico sul pedale di 116 kg.
Basta vedere queste 4 curve per capire il motivo per cui viene classificato come circuito impegnativo per i freni e saranno molto frequenti i bloccaggi e la polvere di carbonio che uscirà dalle ruote durante le frenate.
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