
Il campionato 2018 di Formula 1 è ancora nelle prime fasi ed ogni previsione o pronostico può rivelarsi tanto prematuro quanto inaffidabile. Di una cosa però, giunti alla vigilia del quarto appuntamento del mondiale, siamo certi: la Mercedes, almeno fino a questo momento, non è ancora salita sul gradino più alto del podio.
In effetti, nelle prime tre gare del campionato, ci saremmo aspettati di tutto, tranne il fatto di vedere il team campione del mondo in carica in leggera flessione, a tal punto da non aver ancora conseguito una vittoria in questo avvio di stagione 2018 di Formula 1.
Con due successi della Ferrari di Sebastian Vettel, e l’ultimo in Cina della Red Bull di Ricciardo, dall’elenco dei vincitori manca proprio la scuderia favorita, con il team ed il pilota (Lewis Hamilton) accreditati da molti come il “nemico da battere”.
Che cosa sta succedendo in casa Mercedes?
Le ultime tre uscite sono state semplicemente gare sfortunate, o c’è dell’altro? Davvero la squadra che ha cannibalizzato la Formula 1 nell’era delle power unit potrebbe avere qualche difficoltà di prestazioni?
Proviamo ad analizzare, alla luce dei risultati maturati, quelle che potrebbero essere le quattro pecche del team campione del mondo in carica.
1 – Le qualifiche: dai risultati irraggiungibili ad una ridotta supremazia
Se si esclude la pole position conquistata da Hamilton nel Gran Premio d’Australia, uno dei punti che fa riflettere è il calo delle prestazioni del team in qualifica. Mentre negli scorsi anni la Mercedes rifilava distacchi impressionanti ai diretti concorrenti, tali da rendere la prima fila quasi scontata, quest’anno le monoposto tedesche sembrano molto più “umane”, e meno extraterrestri.
In Bahrain Hamilton è stato tradito da un problema al cambio, che lo ha costretto ad una penalità in griglia per la sostituzione di quest’ultimo. Ma volendo escludere anche questo imprevisto tecnico, la performance dell’inglese non fu così ottimale come quella messa a segno a Melbourne, e lo stesso discorso vale anche per il suo compagno di squadra Valtteri Bottas. Una qualifica poco incisiva dunque, che si è ripetuta anche nell’ultimo appuntamento in Cina.
Che cosa sta succedendo? La Mercedes è davvero tornata sul pianeta Terra in qualifica, o gli avversari (soprattutto la Ferrari) hanno svolto un lavoro che ha consentito di riavvicinarsi sensibilmente alla Mercedes?
2 – La power unit: vantaggio diminuito per colpa del regolamento tecnico?
Un altro aspetto da non sottovalutare è quello della power unit. Mentre nelle precedenti stagioni la Mercedes poteva contare su un motore altamente affidabile e performante, quest’anno il vantaggio di cui ha sempre goduto sembra essere effettivamente diminuito. Come mai?
Per rispondere a questo quesito, si potrebbero individuare due ragioni di natura squisitamente tecnica, che non sembrerebbero sposarsi alla perfezione con le power unit Mercedes.
Innanzitutto, i motori (per regolamento) devono durare almeno sette gran premi prima di poter essere sostituiti senza incorrere in penalità. Oltre a ciò, si aggiungerebbe anche la questione delle limitazioni di olio in camera di combustione, che potrebbe effettivamente limitare la potenza della power unit a cui eravamo abituati ad assistere negli ultimi anni.
Se queste fossero veramente la cause di un piccolo crollo di prestazioni, allora il discorso non sarebbe limitato solo al team Mercedes, ma anche a tutte quelle scuderie che montano le power unit realizzate dal marchio della “stella a tre punte”.
Non a caso, se si analizzano le situazioni dei diversi team sulla griglia di partenza, ci si accorge che anche altre squadre motorizzate Mercedes stanno incontrando difficoltà. Si rimanda, in questo contesto, ai casi di Force India e Williams, che stanno soffrendo non poco i cambi regolamentari in questo avvio di stagione.
3 – L’affidabilità del cambio: il caso di Hamilton
A complicare ulteriormente le cose in casa Mercedes ci sarebbe anche il discorso dell’affidabilità. In Bahrain Hamilton ha perso cinque posizioni in griglia per la sostituzione del cambio, compromettendo così la sua rincorsa alla Ferrari di Vettel. Il guasto tecnico può sempre verificarsi in qualsiasi momento, scatenandosi anche nelle prime gare del campionato.
Può esser stata dunque la sfortuna di un caso isolato, ma potrebbe anche essere un campanello d’allarme per Hamilton ed il suo team. Negli anni scorsi infatti, problemi simili capitavano verso metà stagione, o addirittura verso la seconda parte del campionato, ed il più delle volte per motivazioni legate più a problemi di usura che di affidabilità.
Vedere Hamilton e la Mercedes già in crisi con il cambio al secondo appuntamento del mondiale, è un fatto che ha colto di sorpresa un po’ tutti. Un disguido al quale non eravamo più abituati.
4 – Le strategie: la confusione per le nuove gomme Pirelli?
Nelle ultime tre gare c’è stato, infine, un altro punto sul quale in molti hanno puntato il dito contro: quello delle strategie e della confusione nell’interpretare la mossa giusta con le gomme Pirelli. In Australia la Ferrari ha vinto grazie ad una mossa intelligente dal muretto box, sfruttando anche l’incognita della virtual safety car. In Bahrain Vettel ha tenuto testa a Bottas grazie ad una strategia rischiosa, ma vincente, restando in pista dopo una sola sosta ai box, spiazzando così le previsioni fatte in casa Mercedes. In Cina è stata invece la Red Bull a beffare i tedeschi e tutti gli avversari in generale, interpretando al meglio l’ingresso in pista della safety car. Insomma, giudicando le tre gare disputate fino ad ora, la Mercedes sembra “rimandata a settembre” anche dal punto di vista della scelta corretta dei pneumatici.
Quattro punti che, assemblati ed analizzati attentamente, potrebbero essere la causa scatenante della crisi di vittorie della Mercedes, la quale non resterà certo a guardare ancora a lungo i successi dei rivali.