
Il famigerato ‘party mode’ della Mercedes è divenuto in poco tempo uno dei temi più dibattuti negli ambienti circondanti la Formula 1. Sin dai primi istanti seguenti la dominante pole position di Lewis Hamilton in Australia, in molti si sono spesi nel parlare di questa supposta mappatura, utilizzata dalla compagine di Brackley nella fase finale delle qualifiche. Dopo molte speculazioni, è stata la stessa Mercedes, alla vigilia del Gran Premio del Bahrain, a fare chiarezza circa il funzionamento di quello che in gergo giornalistico viene chiamato ‘bottone magico’.
In una nota diffusa nella giornata di ieri, la Mercedes ha rivelato di usare tre modalità di base sui propri motori nel corso del weekend, di cui una dedicata alla maggior parte delle prove libere, una per la maggior parte delle qualifiche e una per il corso della gara. Tutte tre le modalità possono essere alterate con vari settaggi in base alle situazioni che si presentano. Questi diversi settaggi controllano lo sfruttamento dell’energia elettrica nel corso del giro. Infatti, questa può essere utilizzata nel corso del singolo giro oppure recuperata per essere dispiegata in un momento successivo. Vi è anche la possibilità di avere un approccio più equilibrato, con l’energia usata e quella recuperata che vanno a bilanciarsi reciprocamente.
Se il ‘party mode’ viene impiegato principalmente nel corso delle ultime fasi della qualifica, una situazione di gara critica per la resistenza e le prestazioni del propulsore può rendere necessaria l’adozione di un approccio più conservativo. Un caso analogo a quello presentatosi nelle fase finali del Gran Premio d’Australia, quando sia Hamilton che Bottas hanno dovuto ricorrere a una modalità del motore inferiore per raffreddare il motore che si era precedentemente surriscaldato nel traffico.
Per dare un’idea di quanto la modalità più aggressiva venga davvero dosata dagli uomini Mercedes, il Team Manager delle Frecce d’Argento Toto Wolff aveva confermato in Australia che il ‘party mode’ è stato utilizzato solamente nel Q3. Chiaramente il suo impiego è sempre subordinato al contesto competitivo: una qualifica più serrata o un momento in cui i piloti si trovano in particolare difficoltà può richiedere l’utilizzo di questo mode anche in circostanze diverse dal solo Q3.
Nel 2018 i costruttori impegnati in Formula 1 sono obbligati a fornire ai team clienti gli stessi software utilizzati dalla casa madre. Questo nonostante Paddy Lowe neghi l’esistenza del ‘party mode’. Proprio per questo motivo c’è da chiedersi davvero quanto questa improvvisa apertura da parte di Mercedes sia veritiera e dove inizi una sorta di pretattica per destabilizzare gli avversari.
Nei giorni precedenti il Gran Premio del Bahrain la Mercedes ha anche voluto spiegare il lavoro che sta dietro alla definizione di queste diverse modalità. La quantità di chilometri prevista per ciascuna motorizzazione viene dettata da un documento interno, che va a definire i limiti per l’utilizzo della power-unit nel corso di ogni weekend di gara. La Mercedes ha precisato che questi limiti sono gli stessi anche per i team clienti. Le diverse modalità vengono successivamente definite quando l’hardware viene testato per la prima volta a Brixworth. Alcune prove condotte al banco sono addirittura condotte in base alle differenti tipologie di circuito che si andranno ad affrontare.
Nonostante l’esistenza di processi altamente tecnologici per la definizione delle varie modalità, il pilota in pista può ancora dire la sua nella scelta dei vari setting da adottare nel corso del weekend. Così come i programmi possono cambiare in corso d’opera per esigenze di recuperare posizioni nel corso della gara.
La Mercedes ha concluso il suo interessante briefing fornendo qualche indicazione più specifica circa il funzionamento dei vari settaggi e come questi influenzino direttamente la performance del propulsore. La performance dell’ICE (Internal Combustion Engine) viene variata attraverso la quantità di benzina che viene iniettata nella camera di combustione. Parlando invece della componente ibrida delle power-unit, le modalità alterano il timing nello sfruttamento e nel recupero dell’energia elettrica.
Il lavoro svolto da Mercedes nel corso dell’inverno può aver migliorato un prodotto che era già il migliore del lotto? Quanto vale davvero l’apporto del party-mode? Sicuramente nelle prossime gare avremo un quadro più completo che ci aiuterà a rispondere a (quasi) tutte le domande.