
Il 1° maggio è una data che in Italia, ed in molti altri paesi sparsi in tutto il mondo, è sinonimo di festa. Oggi, infatti, si celebrano le lunghe e difficili battaglie dei lavoratori, i quali riuscirono nel loro intento di ridurre le ore lavorative nell’arco di una giornata.
Tra ricorrenze e cortei, in molti Paesi oggi non si lavora, approfittando del tempo libero a propria disposizione per organizzare gite e grigliate con le famiglie, oppure più semplicemente per restare comodamente a casa a godersi un meritato riposo.
Il 1° maggio è una festività che vive e resiste nel tempo, e venne stabilita nei vari calendari ancor prima che la Formula 1 venisse istituita in qualità di campionato del mondo nel 1950. Da quell’anno ad oggi, furono poche le coincidenze che videro unite le festività del 1° maggio con l’organizzazione di un Gran Premio. Soltanto in cinque casi infatti, i lavoratori di tutto il mondo sono riusciti ad abbinare una giornata di festa con la passione della Formula 1, godendosi da casa cinque gran premi disputati appunto il 1° maggio.
In occasione delle celebrazioni di questa festività, ripercorriamo insieme tutte quelle volte in cui una gara si disputò il 1° maggio. Una data che, almeno per quanto riguarda la Formula 1, è sinonimo di belle giornate sportive, ma anche e purtroppo di momenti tragici e dolorosi.
1 – Gran Premio di Spagna 1972: il successo di Fittipaldi
E’ il 1° maggio 1972 quando la Formula 1 si presenta per la prima volta sulla griglia di partenza proprio nel giorno della Festa dei Lavoratori. Sul circuito di Jarama, situato alle porte della capitale Madrid, va infatti in scena il Gran Premio di Spagna 1972.
Sul tracciato iberico le Ferrari di Jacky Ickx e Clay Regazzoni sembrano avere una marcia in più nel corso di tutte le prove. Non a caso è proprio il belga Ickx a conquistare la pole position, subito seguito dalla McLaren di Denny Hulme e dalla Lotus di Emerson Fittipaldi.
In gara sarà proprio quest’ultimo ad avere uno scatto migliore alla partenza, con il brasiliano che prende subito il comando della corsa. “O Rato” riesce a resistere agli attacchi di Ickx fino alla bandiera a scacchi, andando così a vincere il suo 2° gran premio in carriera. Nello stesso giorno la famiglia Fittipaldi registra anche l’esordio in Formula 1 di Wilson, fratello del vincitore della gara e che avrà molto meno successo di Emerson.
Sul podio giunge comunque 2° Ickx, proprio davanti al compagno di squadra svizzero Regazzoni, quest’ultimo autore di una rimonta dal 6° posto.
Da sottolineare, infine, il 4° posto del futuro conduttore di Grand Prix Andrea De Adamich, che con la sua Surtees registra il miglior piazzamento della sua carriera in F1.
2 – Gran Premio di San Marino 1983: la “Grandeur” francese
Undici anni dopo la gara spagnola, la Formula 1 torna a cerchiare sul calendario la data del 1° maggio per lo svolgimento di un gran premio. Questa volta la sede della gara è Imola, dove si corre per il Gran Premio di San Marino.
La Ferrari, decisamente motivata a far bene di fronte al pubblico “amico”, parte subito bene sin dalle qualifiche grazie alla pole position di René Arnoux, al suo primo anno al volante del “Cavallino rampante”.
In gara però, c’è un altro pilota convito di poter dire la sua: Riccardo Patrese.
Il padovano della Brabham, dopo esser partito dal 6° posto dalla griglia, recupera posizioni su posizioni, fino ad imporsi addirittura come leader della corsa. Solo pochi giri separano Patrese da una vittoria importantissima davanti al pubblico connazionale, ma un’improvvisa uscita di pista rovina i piani di festa del pilota veneto, che è costretto al ritiro (Patrese, nel 1990, riuscirà a “vendicarsi” con il destino vincendo il Gran Premio di San Marino di quell’anno).
Con il pilota della Brabham improvvisamente fuori dalla lotta per la vittoria, il ruolo di leader della corsa passa nelle mani di un altro francese: Patrick Tambay.
Quest’ultimo, oltre alla nazionalità, condivide con Arnoux anche la stessa vettura. Il ferrarista gestisce nel migliore dei modi i giri che lo separano dal traguardo, andando così a vincere in un clima di festa sulle tribune del circuito del Santerno.
Tambay, vincitore per la seconda ed ultima volta in carriera in Formula 1, sale sul gradino più alto del podio con il numero 27. Lo stesso numero con cui corse l’ultima gara in Formula 1 il ferrarista Gilles Villeneuve, proprio l’anno precedente e proprio ad Imola, prima di morire tragicamente a Zolder, in Belgio.
Arnoux invece, dopo aver perso la leadership, si difende come può per conservare il 2° posto, ma un’uscita di pista lo costringe a cedere la propria posizione ad Alain Prost, che cancella i sogni di una doppietta Ferrari con la sua Renault.
Tambay 1°, Prost 2° ed Arnoux 3°: tre piloti francesi in un unico podio.
Il Gran Premio di San Marino 1983 passerà alla storia anche per esser stata l’ultima gara in Formula 1 conclusa con tre piloti della stessa nazionalità nelle prime tre posizioni.
3 – Gran Premio di San Marino 1988: la prima vittoria di Senna con la McLaren
Il calendario 1988 di Formula 1 non si limitò a giocare con le date: così come avvenuto nel 1983, il Gran Premio di San Marino di quell’anno cadde proprio in coincidenza con le festività del 1° maggio.
Diversamente da quanto visto nel 1983, le Ferrari sono decisamente in crisi di risultati. La causa principale di questo tracollo è la netta superiorità della McLaren-Honda, che infatti dominerà quasi per intero quel campionato.
Il team britannico inoltre, può contare da quella stagione anche sul contributo del brasiliano Ayrton Senna, neo-acquisto della McLaren ed inserito in squadra come compagno di squadra di Alain Prost.
Ad ogni modo, il 1° maggio 1988 si corre per il secondo appuntamento della stagione, proprio sul circuito “Dino Ferrari” di Imola (in seguito alla scomparsa di Enzo Ferrari, avvenuta nell’agosto di quell’anno, l’autodromo verrà successivamente intitolato ad “Enzo e Dino Ferrari”).
Senna, in vena di riscattare la delusione rimediata in Brasile, conquista la pole position, infliggendo addirittura tre secondi di vantaggio sul connazionale Nelson Piquet, terzo in griglia.
In gara non c’è storia: Senna, scattato meglio al via, mantiene saldamente la testa della corsa fino alla bandiera scacchi, tenendo a debita distanza il compagno Alain Prost, che si deve accontentare del giro più veloce della gara dopo una pessima partenza.
3° è Piquet, che sale sul podio con la sua Lotus condannando Alessandro Nannini e la sua Benetton al 4° posto.
Trionfando ad Imola da assoluto protagonista, Ayrton Senna ottiene così il suo primo successo della carriera al volante di una McLaren.
4 – Gran Premio di San Marino 1994: il giorno più triste
Così come avvenuto nel 1983 e nel 1988, Imola tornò ad ospitare un Gran Premio di Formula 1 per la terza ed ultima volta il 1° maggio 1994.
Mentre nei casi precedenti il binomio 1° maggio-Formula 1 aveva sempre dato vita a gare interessanti ed entusiasmanti, il GP di quell’anno passerà invece alla storia come uno dei giorni più bui e dolorosi dell’intera storia di questa categoria.
Il giorno precedente alla gara è ancora una volta Ayrton Senna a conquistare la pole position, al suo primo anno in Williams-Renault. Il brasiliano, dopo un avvio di stagione decisamente al di sotto delle aspettative, vuole riscattarsi in tutti i modi ad Imola. La sete di vittorie viene però placata da un evento tragico:
proprio nel corso delle qualifiche, il 30 aprile 1994, la Simtek dell’austriaco Roland Ratzenberger esce violentemente di pista a ridosso della curva Villeneuve. Lo schianto contro il muretto è terrificante, ed il pilota subisce danni cerebrali estremamente gravi.
Trasportato d’urgenza all’ospedale “Maggiore” di Bologna, Ratzenberger spirerà qualche ora dopo.
In seguito all’incidente mortale dell’austriaco e a quello grave, ma non fatale, occorso alla Jordan di Rubens Barrichello nel corso delle prove libere, lo svolgimento della gara viene messo seriamente in discussione.
Senna, scosso dagli eventi, è a capo del sindacato dei piloti, che chiedono l’annullamento della gara. Gli organizzatori però non accolgono la richiesta dei piloti, confermando così la gara.
In un clima generale di tristezza e di rispetto verso la scomparsa di Ratzenberger, il 1° maggio 1994 va dunque in scena il Gran Premio di San Marino.
Già alla partenza si verifica subito il primo incidente: la Benetton di Herbert non riesce a scattare al via, venendo colpita dalla Minardi di Pedro Lamy. Nell’impatto volano detriti, ed un pneumatico supera la rete di recinzione della pista ferendo uno spettatore.
La direzione gara opta per l’ingresso della safety car, con Senna al comando davanti al pilota più in forma del momento: Michael Schumacher.
Alla ripartenza Senna mantiene la leadership, ma al 7° giro il pianto dello sterzo della sua Williams cede in prossimità della curva del Tamburello. L’impatto contro il muretto è pesante, ma apparentemente non grave. Purtroppo, l’angolo d’impatto e la velocità elevata risulteranno fatali al tre volte campione del mondo brasiliano, che morirà dopo innumerevoli tentativi di soccorso all’ospedale di Bologna, all’età di 34 anni.
Nonostante l’episodio, apparso gravissimo sin da subito, la gara viene prima sospesa e poi riprogrammata.
A vincere, in un clima surreale e teso (dopo l’ennesimo incidente verificatosi ai box della Ferrari con l’investimento di alcuni meccanici per il distacco di un pneumatico dalla Minardi di Michele Alboreto), è Schumacher, davanti alla Ferrari di Nicola Larini ed alla McLaren di Mika Hakkinen.
Proprio in queste ore, sul circuito di Imola, è in corso la manifestazione “Ayrton Day”: un evento che richiama tutti i tifosi del grande pilota brasiliano, riuniti in una passeggiata sulla pista bolognese per ricordare la figura di un pilota e di uomo amatissimo e mai dimenticato.
5 – Gran Premio di Russia 2016: il trionfo di Rosberg
Dopo i tragici fatti del 1994, la Formula 1 non tornò più a disputare un gran premio il 1° maggio. Questa lunga pausa venne interrotta nel 2016, anno in cui andò in scena il Gran Premio di Russia nel giorno della Festa dei Lavoratori.
Dopo il suo inserimento in calendario nel 2014, la gara di Sochi viene anticipata per la prima volta a maggio, abbandonando così quello che era il consueto appuntamento nei mesi autunnali.
La storia del gran premio si può collegare al nome di Nico Rosberg: il tedesco della Mercedes, futuro campione del mondo di quella stagione, vince la gara dopo aver conquistato pole position e giro veloce.
In questo modo, Rosberg ottiene così il suo primo Grand Chelem in Formula 1, salendo sul gradino del podio davanti al compagno di squadra Lewis Hamilton ed al ferrarista Kimi Raikkonen, terzo al traguardo.
Quali sono i vostri ricordi legati al 1° maggio all’insegna della Formula 1?
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