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    F1 2018 | Cosa aspettarsi dal Gran Premio di Spagna a Barcellona

    Simone BettiniBy Simone Bettini8 Maggio 2018Nessun commento8 Mins Read
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    Ferrari e Mercedes a confronto sul rettilineo del Montmelò

    Per il quinto appuntamento della stagione 2018 il Circus della Formula Uno si sposterà in Spagna per il Gran Premio di Barcellona. Con la vittoria di Baku Lewis Hamilton ha conquistato la leadership del Mondiale, tornando al successo dopo sei GP, ma, grazie al ritiro della Mercedes di Valtteri Bottas, in Classifica Costruttori è davanti la Ferrari.

    L’equilibrio visto nelle prime quattro gare della stagione sta esaltando i fan della F1, regalando un Mondiale dall’esito incerto. Barcellona però rappresenta da sempre una tappa chiave per quanto riguarda gli sviluppi delle monoposto, dando la possibilità ai team di portare in pista gli aggiornamenti studiati sui dati dei test invernali. Sarà perciò importante vedere chi fra Mercedes e Ferrari avrà lavorato meglio in questi primi mesi e se i valori visti finora verranno confermati. Dopo il disastro di Baku, in Red Bull l’obiettivo del Mondiale sembra già essere sfumato, costringendo il team austriaco ad un’altra stagione amara e sotto le aspettative, ma le caratteristiche del tracciato spagnolo potrebbero favorirli e vederli lottare per la vittoria. Chi andrà forte a Barcellona andrà presumibilmente bene anche per il resto della stagione, per questo il primo appuntamento europeo del 2018 sarà molto importante per tutti i team.

    A Barcellona Pirelli mette a disposizione delle scuderie le mescole Medium (bianca), Soft (gialla) e Supersoft (rossa), quest’ultima all’esordio in Spagna. Fra i tre top team la Ferrari è la più aggressiva con sette treni di gomme rosse, contro i sei di Red Bull e i cinque di Mercedes, che preferisce la gomma soft, portandone cinque set. Fra gli altri, Force India sarà il team con più pneumatici Medium, ben quattro per pilota, mentre Sergey Sirotkin sarà l’unico ad avere a disposizione dieci set di gomme rosse. Nella passata edizione la strategia vincente fu quella a due soste, ma non è escluso che quest’anno qualche team tenti di finire la gara con un unico pit-stop. Il fattore meteo non dovrebbe influenzare i risultati di gara, mentre è possibile l’arrivo della pioggia durante la giornata di sabato.

    MERCEDES in Spagna: 3 vittorie / 5 pole / 6 podi

    Sembra chiaro che il team di Stoccarda debba sudarsi il Mondiale quest’anno, grazie ad una Ferrari nata bene e dall’ottimo potenziale. Il dato che più sorprende è il calo di prestazione che la W09 paga in Qualifica, punto di forza assoluto delle passate stagioni. In quest’ottica, sarà interessante verificare se il chiarimento regolamentare (riguardante i consumi d’olio previsti per il sabato) avrà conseguenze sulle prestazioni della monoposto. Intanto Lewis Hamilton, nonostante le gare sottotono corse finora, è tornato leader in Classifica con quattro punti di vantaggio su Vettel. L’ottimo feeling dell’inglese fra le sedici curve del circuito catalano (cinque prime file consecutive in Spagna) potrebbe riportarlo in Pole Position dopo quella conquistata in Australia. Valtteri Bottas ha perso invece contatto dai primi a causa di una foratura che lo ha costretto al ritiro, ma fino a quel punto il finlandese era leader del GP e favorito numero uno per la vittoria. La gara di Baku ha rivelato come in Mercedes ogni singola domenica vengano valutate le chance di vittoria di entrambi i piloti, guardando (per il momento) più alla Classifica Costruttori che a quella Piloti.

    FERRARI in Spagna: 12 vittorie / 13 pole / 38 podi

    Regna l’ottimismo a Maranello. La SF71H si adatta perfettamente ad ogni pista, confermando la superiorità sulla Mercedes sia in qualifica che sul passo gara. La facilità con cui la Rossa riesce a girare al sabato potrebbe essere il dato chiave del 2018, perché da 22 anni in F1 la scuderia che conquista più Pole in stagione vince il Mondiale con uno dei suoi piloti. Per questo Sebastian Vettel appare fiducioso per il futuro e concentrato sulla lotta al Titolo. Il tedesco è il pilota che ha conquistato più punti a Barcellona (125), ma curiosamente l’unica vittoria spagnola risale al 2011 e non è mai riuscito ad ottenere la Pole. Kimi Raikkonen, mentre continua ad inseguire il 21° successo per diventare il finlandese più vincente di sempre, sta dimostrando che l’età per lui non rappresenta un problema in termini di prestazioni. Lo stato di forma dell’ultimo Campione del Mondo in Ferrari è sorprendente e potrebbe portarlo a salire stabilmente sul podio per il resto della stagione. La sintonia tra Raikkonen e la SF71H sembra essere perfetta, candidandolo come possibile vincitore per questa domenica.

    RED BULL in Spagna: 3 vittorie / 2 pole / 7 podi

    Con Daniel Ricciardo in scadenza di contratto e Max Verstappen pupillo del team, l’incidente di Baku rischia di avere conseguenze importanti per quanto riguarda il clima all’interno del box. La sensazione è che, ormai dalla fine del Mondiale 2017, i due piloti corrano l’uno contro l’altro e non come compagni di scuderia. La Red Bull sembra essere la vettura meno competitiva fra i tre top team, ma la velocità di punta più alta ottenuta in Azerbaijan (344 km/h) evidenzia la grande efficienza aerodinamica della RB14 che riesce a colmare il gap di potenza dovuto al motore Renault anche sui circuiti più veloci. Ricciardo mantiene il sorriso nonostante la situazione più che imbarazzante che si trova a gestire ogni volta che il compagno gli rovina una gara (non è stata la prima volta a Baku) e continua la sua stagione solitaria a caccia di podi e vittorie. Verstappen rischia invece di rimanere ancorato all’immagine del ragazzino spavaldo troppo aggressivo e irrispettoso, che non accetta critiche da nessuno. L’olandese è attualmente ottavo in Classifica e necessita di risultati positivi per reggere il ritmo dei primi. Nel 2016 vinse il GP di Barcellona diventando il più giovane di sempre nella storia della F1 a salire sul gradino più alto del podio, da allora le vittorie sono salite a 3, mentre i ritiri sono già 17.

    GLI ALTRI TEAM

    Fernando Alonso si presenta al GP di Spagna con un 5° posto e tre 7° posti consecutivi, per un bottino di 28 punti (quanti sommando gli interi campionati 2015 e 2017). Lo spagnolo nelle prime quattro gare stagionali è sempre arrivato davanti al compagno Stoffel Vandoorne sia in qualifica che in gara e presumibilmente farà lo stesso sul tracciato di casa. Contrariamente agli altri team, la Renault non porterà grossi sviluppi a Barcellona avendo già fatto debuttare il nuovo pacchetto aerodinamico a Baku, ma potrà contare su una nuova benzina che dovrebbe migliorare efficienza e potenza del motore francese. Il 5° posto ottenuto da Carlos Sainz in Azerbaijan rappresenta il miglior risultato della squadra dal rientro in F1 del 2016 e lo spagnolo vorrà sicuramente confermarsi sul circuito di casa, dove è sempre arrivato in top10. Nico Hulkenberg, invece, è rimasto a secco di punti con il primo ritiro stagionale, ma la costanza del tedesco lo candida come uno dei migliori fra gli altri. In Force India, dopo i festeggiamenti per il sesto podio della sua storia, sperano di poter contare su Sergio Perez e il suo feeling con Barcellona. Il messicano è riuscito ad entrare in Q3 nelle ultime due edizioni e nel 2017 terminò la corsa in quarta posizione. Esteban Ocon non può certo essere soddisfatto per la gara di Baku, per lui finita al primo giro, ma il potenziale del francese è altissimo e i risultati arriveranno. Tornata in top10 per la seconda volta in stagione la Toro Rosso sembra meno competitiva di quanto apparisse nei test invernali. Il primo punto conquistato in carriera darà sicuramente morale a Brendon Hartley, ma i sette ritiri lo hanno certamente aiutato, mentre Pierre Gasly, al decimo GP in F1, ha concluso 12° dopo una gara sfortunata. Altra scuderia al di sotto delle aspettative è la Haas, con Romain Grosjean ancora fermo a zero punti e in evidente difficoltà. Aspettando il francese, le speranze degli americani ricadono su Kevin Magnussen, in settimana criticato per il contatto con Gasly. In casa Sauber la notizia principale riguarda la scelta del direttore tecnico Jorg Zander di lasciare il team con effetto immediato. In pista la scuderia svizzera cercherà comunque di confermare il buon inizio di stagione, soprattutto dopo il 6° posto di Charles Leclerc in Azerbaijan e il nuovo approccio alle gare di Marcus Ericsson. In fondo alla Classifica rimane la Williams, per la prima volta entrata in zona punti con Lance Stroll. Con Sergey Sirotkin ancora a quota zero, la giornata di test del 16 maggio, che vedrà impegnato Robert Kubica sul circuito catalano, potrebbe servire anche per fare ulteriori valutazioni sui due piloti.

    ALCUNI NUMERI

    Nelle ultime 14 edizioni del Gran Premio di Barcellona i piloti capaci di salire sul gradino più alto del podio sono stati ben 11, fra questi, solo Lewis Hamilton, Kimi Raikkonen e Fernando Alonso hanno ottenuto due vittorie, ma mai consecutivamente. Proprio l’inglese potrebbe stabilire un record sul circuito catalano, sul quale vanta cinque prime file consecutive come Michael Schumacher. Prima fila che risulta determinante per puntare alla vittoria, nell’88% dei GP disputati a Barcellona il vincitore è stato un pilota qualificato nelle prime due posizioni. Infine traguardo importante raggiunto dalla Force India che con i 15 punti di Sergio Perez in Azerbaijan ha superato quota 1000 punti in F1.

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    2018 barcellona F1 spagna
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    Simone Bettini

    Simone Bettini - Appassionato di F1 sin da piccolo, negli ultimi anni mi sono concentrato sulla sua storia con l'obiettivo di trasformare la passione in lavoro.

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     1. Red Bull               0
     2. Ferrari                0
     3. Mercedes               0
     4. Alpine                 0
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