
Finalmente la Formula 1 torna a dare spettacolo e lo fa in una delle tappe più importanti del Mondiale, il Gran Premio di Spagna.
La pista della Catalogna è uno dei circuiti più amati dai piloti, ma sopratutto rappresenta un tassello fondamentale per il campionato perché vincere in questa pista significa avere nel complesso la macchina più efficiente.
Da questo Gran Premio in poi sarà molto più chiaro il valore delle forze in campo perché qui i team portano importanti aggiornamenti per risolvere i problemi che sono emersi nelle prime gare.
Non soltanto i team di Formula 1 hanno avuto dei problemi, anche la Pirelli ha passato alcuni guai causati dal blistering e sono state adottate alcune soluzioni per risolvere questo problema nelle piste a maggior rischio, ma prima di parlarne partiamo con la nostra solita analisi, poi parleremo delle scelte dei piloti, spiegheremo in modo chiaro il problema del blistering e infine riporteremo le parole di Mario Isola, che ci spiegherà il perché sono state scelte queste mescole e quali sono le soluzioni adottate.
Per prima cosa quindi parliamo delle mescole. La Pirelli ha deciso di portare uno step di gomme più morbide rispetto al 2017 e quindi vedremo in pista le gomme: Medium (fascia bianca), Soft (fascia gialla) e Supersoft (fascia rossa).
Se pensiamo che le gomme di quest’anno sono complessivamente più morbide rispetto a quelle del 2017, questo significa che le gomme portate a Barcellona saranno ben 2 step più morbide rispetto allo scorso anno.
Questa scelta, conoscendo le caratteristiche del tracciato, può sembrare folle, ma alla grazie ai dati fornitici dai tecnici della Pirelli possiamo comprenderne il motivo.
Come al solito le piste vengono studiate attraverso 5 parametri classificati con una scala che va da 1 (minimo) a 5 (massimo) e vediamo di analizzarli insieme.
Prima di tutto si vede che la Deportanza richiesta in questa pista è molto alta in quanto ha un valore pari a 4. Il circuito della Catalogna è un tracciato che richiede molto carico a causa delle curve ad ampio raggio e ad un terzo settore con cambi di direzione rapidi. I rettilinei principali sono due e le velocità di punta non sono molto elevate a causa dell’incidenza dell’ala posteriore.
Lo Stress e le Forze Laterali a cui sono soggetti gli pneumatici hanno anch’esse un valore elevato, cioè 4 e questo perché, come detto in precedenza, ci sono curve ad ampio raggio che spostano il peso della monoposto sulla gomma per molto tempo e quindi se non si lavora bene sul setup meccanico si rischia un improvviso innalzamento delle temperature che dovrebbero innalzarsi nel fine settimana.
Gli ultimi due valori riguardano l’asfalto che, essendo molto usato durante l’anno, presenta uno strato di gomma quasi permanente e perciò ha un’Aderenza pari a 4, mentre l’Abrasione della pista è il valore più basso (2) perché è stata riasfaltata e quindi è meno abrasiva rispetto al passato.
È stato proprio questo nuovo asfalto a convincere la Pirelli ha portare delle mescole più morbide, perché con il vecchio manto stradale si sarebbe vista una gara con tantissime soste.
Per quanto riguarda i dati tecnici la Pirelli ha rilasciato le seguenti informazioni:
Pressioni minime alla partenza: 22,0 psi sull’anteriore e 20,5 psi sul posteriore;
Camber massimo consentito: -3,25° sull’anteriore e -1,75° sul posteriore.
Dando invece un’occhiata alla scelta di set effettuata dai piloti si vedono decisioni molto interessanti:

Molto conservativa la scelta in casa Mercedes che porta lo stesso numero di gomme Soft e Supersoft, mentre la RedBull si conferma come la più equilibrata con 6 Supersoft, 4 Soft e 3 Medium, infine la Ferrari è leggermente più aggressiva con un set di Medium in meno e uno di Supersoft in più rispetto alla scuderia austro-inglese.
Esagerata invece la scelta delle Williams che puntano tutto sulle gomme “rosse” in una pista in cui non è ancora chiaro quale sarà il livello di usura.
Veniamo adesso alla nota aggiuntiva per questa analisi, cioè un fenomeno che colpisce le gomme e che per questo Gran Premio potrebbe essere uno dei protagonisti assoluti.
Il Fenomeno del Blistering
Questo fenomeno si manifesta molto sulle gomme di Formula 1, ma il suo comportamento è un po’ controverso e la Pirelli ha deciso di adottare una soluzione per evitare che in Spagna, Francia e Gran Bretagna diventi troppo importante.
Proviamo a spiegare che cosa succede: come ben sappiamo e come vediamo da questa “vecchia” immagine della telecamera termica montata su una monoposto, le gomme sono soggette a continui cambi di temperatura che vengono rappresentate dal giallo vivo, quasi bianco, fino al viola.

Tuttavia quando le temperature diventano veramente elevate, si vengono a creare delle bolle d’aria in prossimità della carcassa interna della gomma. Queste bolle crescono e quando si avvicinano al battistrada portano il distacco di porzioni di gomma generando delle “vesciche” (blister in inglese).

Le cause possibili possono essere: un basso carico aerodinamico con la vettura che tende quindi a “scivolare”, un setup meccanico troppo aggressivo sulle gomme come ad esempio le sospensioni troppo rigide, una guida molto aggressiva che porta il surriscaldamento della gomma che non ha modo di riposarsi, oppure direttamente una temperatura troppo elevata sulla pista.
La Pirelli, sotto indicazione della Mercedes, ha notato che in alcune piste questo fenomeno poteva essere veramente importante per cui ha deciso di diminuire di 0,4mm lo spessore del battistrada. Molti si chiederanno che cosa potrebbe mai cambiare con una riduzione minore di mezzo millimetro, ma per le gomme significa una temperatura di superficie inferiore di circa 10°C che nel complessivo può fare una differenza enorme. Resta aperta una sola domanda: Cosa cambia a livello di prestazioni?
Per questa domanda dobbiamo interpellare Mario Isola, Responsabile del settore Motorsport della Pirelli, che ci da risposte chiare e precise: “Il rifacimento dell’asfalto ha modificato alcune delle caratteristiche del tracciato di Montmeló. Per questa gara, così come in Francia e Gran Bretagna, abbiamo quindi deciso di ridurre di 0,4 millimetri il battistrada degli pneumatici slick per diminuire il rischio di surriscaldamento. Questa modifica non influirà in alcun modo sulle prestazioni degli pneumatici e sulla lunghezza degli stint in gara”.
Ma l’esperto della Pirelli aggiunge anche ciò che ci aspetta in questo week-end concludendo la sua analisi: “Su questo circuito i Team hanno già provato durante i test pre-stagione, ma ora le condizioni si presentano diverse: temperature più elevate, monoposto più veloci, oltre all’evoluzione dell’asfalto. Per la prima volta in Spagna portiamo i P Zero Red supersoft, due step più morbidi della mescola più tenera nominata nel 2017, la soft, in quanto tutte le mescole 2018 sono di uno step più morbide rispetto allo scorso anno”.
