
E’ notizia recente la decisione della FIA di introdurre una misura preventiva relativa alla combustione di olio motore nel corso delle qualifiche. Nello specifico, il provvedimento preso dalla Federazione va a vietare ai team la reintegrazione dell’olio consumato durante uno dei momenti salienti del weekend. Nonostante le regole precedentemente imposte ai costruttori circa l’utilizzo di lubrificante in gara, quello della combustione di olio rimane un tema di assoluta attualità tra gli addetti ai lavori in Formula 1.
Il timing con cui questa nuova direttiva della FIA è stata implementata appare quanto meno sospetto per poterla definire una misura puramente cautelare. Infatti, già dal primo appuntamento australiano, voci autorevoli, tra cui quella di Chris Horner, reclamavano appunto che le prestazioni delle diverse power-unit andassero a convergere anche in fase di qualifica. Questo avviene proprio nelle circostanze in cui Ferrari e Mercedes, a dispetto di Renault che invece non è ancora riuscita ad eguagliare le loro prestazioni, godono di un surplus di potenza in Q3, fase più calda della sessione.
In aggiunta, in occasione dell’ultimo appuntamento di Baku, Mercedes ha concesso ai propri team clienti la celebre mappatura aggressiva, ribattezzata “party mode”. Questo ha fatto storcere un po’ il naso dinanzi al recente exploit della Force India in Azerbaijan: altri team, come per esempio la stessa Renault, che lottano per il quarto posto nel campionato costruttori, potrebbero aver obiettato di fronte a un’eventuale rapida ascesa nelle prestazioni del team anglo-indiano, apparsa prima d’ora in difficoltà.
La questione più scottante rimane quella aperta tra i due rivali della “battaglia feroce”, per dirla alla Toto Wolff. Ferrari e Mercedes, nonostante le dichiarazioni di facciata e l’alleanza politica apparente, si sono rese negli anni protagoniste di reciproche diffidenze. Ora che le prestazioni di Ferrari hanno di fatto eguagliato (se non superato) quelle degli avversari di Brackley sul fronte power-unit, non possono passare inosservate le canoniche frecciatine di Niki Lauda a proposito del fumo abbondante che fuoriesce dal retrotreno delle Rosse.
A placare momentaneamente le acque ci ha pensato tuttavia la spiegazione ufficiale della Federazione, per voce del responsabile tecnico Nicholas Tombazis: “Dopo numerose discussioni sull’argomento, desideriamo chiarire questo aspetto per consentire alla FIA di monitorare il consumo di olio durante le sessioni di prove ufficiali. Non sarà quindi possibile aggiungere olio nel propulsore né attivare il serbatoio dell’olio ausiliario. Le eccezioni a quanto sopra possono essere tuttavia concesse in occasioni specifiche a seguito di una richiesta da parte dei team“.
Rimaniamo di attesa di vedere come questa nuova normativa si tradurrà in termini di valori in pista, già a partire dal prossimo weekend in quel di Barcellona.