
Finita la prima parentesi europea, la Formula 1 approda nel Nuovo Continente per dare spettacolo in uno dei circuiti più belli e più amati dal pubblico e dai piloti, il circuito di Montréal, dove questo week-end si disputa il Gran Premio del Canada.
La gara di Montecarlo ha regalato poco spettacolo e molti piloti hanno definito i 78 giri sulla pista di Monaco come noiosi. Il tracciato canadese invece è sempre famoso per le sue gare spettacolari, ricche di sorpassi, di duelli al limite con un meteo variabile che può sconvolgere l’intero Gran Premio.
Partiamo dalla guida precisa di Monaco per arrivare alla velocità pura di Montréal che con i suoi lunghi rettilinei rappresenta uno dei tracciati più veloci del calendario. Anche se queste due piste sono molto diverse tra loro, hanno un fattore in comune cioè non sono particolarmente impegnative per le gomme.
Per questo motivo, dopo il loro esordio a Monaco, la Pirelli ha deciso di riconfermare il “tridente”: Pirelli Supersoft (fascia rossa), Pirelli Ultrasoft (fascia viola) e Pirelli Hypersoft (fascia rosa).
Come per ogni tracciato, i tecnici della Pirelli hanno spiegato la loro scelta attraverso 5 parametri, classificati con una scala che va da 1 (minimo) a 5 (massimo) e il tracciato canadese ha un punteggio medio basso.
Partiamo con le caratteristiche richieste sulla vettura: per prima cosa la Deportanza ha un valore basso (2) in quanto in questa pista conta molto la velocità di punta e per questo le monoposto viaggiano con ali posteriori molto scariche.
Al tempo stesso però è fondamentale riuscire a scaricare bene la potenza a terra in fase di ripartenza e per questo la Trazione ha il valore massimo, cioè 5.
Leggendo bene questi due dati si vede un po’ di contraddizione in quanto ali scariche portano un posteriore più instabile, ma la ricerca della trazione è data dal grip meccanico offerto dalle sospensioni.
Per quanto riguarda l’asfalto invece è ormai noto che il circuito di Montréal è una pista poco utilizzata e per questo molto sporca durante le prime sessioni di prove libere. Anche il meteo variabile tende a pulire la pista dallo strato di gomma che depositano le vetture di Formula 1 e, infine, la presenza della natura intorno al tracciato porta sempre delle foglie che rendono “sporca” la pista. Per questo motivo il valore dell’Aderenza offerta dalla pista è pari a 1, ovvero il minimo.
Analizzando infine le sollecitazioni a cui sono soggette le gomme si vede che non sono richiesti sforzi eccessivi in quanto lo Stress è classificato come 2, mentre le Forze Laterali hanno il valore minimo. Il tracciato dedicato a Gilles infatti, non presenta lunghi curvoni da affrontare in piena, ma solo due tornanti a bassa velocità, mentre lo stress è dato dalle forti frenate e dai rapidi cambi di direzione.
Per quanto riguarda i dati tecnici, la Pirelli ha rilasciato le seguenti informazioni:
Pressioni minime alla partenza: 21,0 psi sull’anteriore e 19,5 psi sul posteriore;
Camber massimo consentito: -3,50° sull’anteriore e -2,00° sul posteriore.
GP Canada F1 2018: Le scelte dei piloti

La cosa che salta subito all’occhio è la scelta della Mercedes. I due piloti di Stoccarda hanno deciso di portare ben 5 set di Hypersoft, 5 di Ultrasoft e 3 di Supersoft e questo li rende i piloti con meno gomme “rosa” e più gomme “viola” di tutta la griglia di partenza. Una scelta molto conservativa, forse improntata più su una gara con Ultrasoft.
Decisamente opposta la scelta di Ferrari e RedBull che hanno portato ben 8 set di Hypersoft, 3 di Ultrasoft e 2 di Supersoft. Le due contendenti al titolo hanno quindi operato una scelta bilanciata complice anche l’ottimo comportamento che le loro vetture hanno mostrato con le gomme più morbide, mentre la scelta della Mercedes potrebbe essere un’arma a doppio taglio.
Concludiamo infine con le parole di Mario Isola, Responsabile del settore Motorsport della Pirelli, che ci introduce il week-end in terra canadese: “Date le caratteristiche atipiche di Monaco, possiamo considerare la gara in Canada come il debutto più rappresentativo per i pneumatici Pirelli Hypersoft. L’asfalto di Montréal è abbastanza liscio e il circuito è molto più esigente rispetto a quello di Monaco, quindi dovremmo vedere strategie su più soste grazie anche alle tre mescole nominate. Nelle ultime edizioni si sono viste numerose tattiche in questa gara che potrebbero aumentare grazie all’utilizzo dei Pirelli Hypersoft. Su questa mescola sarà particolarmente importante raccogliere dati sui livelli di usura e degrado, soprattutto durante le prove libere”.
