
La Red Bull si è presentata a Monza con una configurazione aerodinamica estrema e, in questo articolo, vi presenteremo l’analisi delle ali Red Bull che sono le più scariche del lotto.
Adrian Newey, progettista e direttore tecnico del team austriaco, ha estremizzato la scelta aerodinamica per il Gran Premio d’Italia di Formula 1, cercando di ovviare al deficit di potenza della Power Unit Renault. Power Unit che, qui a Monza, beneficerà della specifica “C” sulla vettura di Ricciardo, ovvero il terzo aggiornamento stagionale della casa francese.
Red Bull aveva già mostrato un assetto molto scarico in Belgio, con un’ala posteriore dal profilo praticamente piatto e orizzontale. Negli endplate erano scomparse le feritoie che evitavano il formarsi di vortici d’aria, ma sopratutto è stato ridisegnato il gancio meccanico che aziona il flap mobile del DRS. In Azerbaijan, altra pista veloce, la RedBull aveva portato un’ala abbastanza scarica, ma che manteneva comunque un profilo più svergolato, e soprattutto le feritorie per indirizzare all’esterno i vortici nelle paratie laterali (endplate).
Nell’illustrazione qui sotto possiamo osservare il profilo alare che ha un’incidenza quasi neutra, confrontata con l’ala posteriore utilizzata a Baku.

Altra modifica ha riguardato il numero di elementi dell’alettone anteriore: durante le prove libere è stato effettuato un lavoro di testing di carico deportante sull’asse anteriore, con due soluzioni diverse portate qui a Monza. RedBull ha incentrato il lavoro su una soluzione più scarica, anch’essa davvero estrema, con l’eliminazione di uno dei flap nella zona superiore dell’alettone. Questo permette di ridurre la resistenza all’avanzamento, e guadagnare velocità di punta.
Al contempo tale scelta potrebbe generare più sottosterzo, sopratutto nelle due curve di Lesmo, se dovesse piovere. In Belgio era stata usata la versione integrale dell’alettone, per evitare proprio di avere del sottosterzo nel settore misto di Spa.
Siamo stati spesso abituati da Red Bull a soluzioni “estreme”, per ovviare alla mancanza di prestazione nelle piste veloci. Nel disegno qui sotto abbiamo rappresentato l’ala Red Bull di Monza e, nel cerchio, la versione integrale usata a Spa.
