Facebook Twitter Instagram
    • HOME
    • News
      • All News
      • Analisi Tecnica
      • Auto
    • Live
    • Video
    • Foto
    • Risultati
    • Classifiche
      • Classifiche 2022, 2021, 2020
      • Classifiche dal 2010 al 2019
      • Classifiche dal 2000 al 2009
      • Classifiche dal 1990 al 1999
    • Calendario Gp + Orari TV
    • Team e Piloti
    • [ + ]
      • Albo d’oro
      • Biglietti Formula Uno

    Da Brabham a Hamilton: i piloti diventati campioni del mondo F1 negli USA

    Alessandro PradaBy Alessandro Prada13 Ottobre 2018Nessun commento8 Mins Read
    Facebook Twitter WhatsApp Telegram

    16f1usa2015-12265
    Domenica prossima la Formula 1 tornerà in pista ad Austin, nel cuore del Texas, per il Gran Premio degli Stati Uniti d’America. Una gara che potrebbe rivelarsi decisiva per le sorti del campionato piloti F1 2018, e che potrebbe chiudersi anzitempo a favore di Lewis Hamilton.

    L’inglese della Mercedes, grazie al grosso vantaggio accumulato su Sebastian Vettel, potrà infatti giocare il suo primo “match point” a disposizione proprio in America, con la concreta possibilità di aggiudicarsi il suo quinto titolo mondiale in carriera. Un traguardo iridato che eguaglierebbe il numero di mondiali vinti dall’argentino Juan Manuel Fangio, 2° nella classifica dei campioni all-time dietro soltanto a Michael Schumacher (fermo in vetta a quota 7).

    C’è però un altro aspetto che potrebbe essere considerato favorevole per Hamilton, davvero ad un passo da chiudere i giochi con quattro gare d’anticipo: il pilota della Mercedes era già stato incoronato campione del mondo sulla pista di Austin, e più precisamente nel 2015. All’epoca Hamilton vinse il terzo mondiale, oggi invece è vicinissimo alla “cinquina” iridata.

    Quindi, in attesa di capire cosa succederà nel prossimo appuntamento americano, è bene ricordare alcuni fatti significati che legano la storia della Formula 1 agli Stati Uniti d’America. Infatti, oltre alla gara del 2015 e quella ancora tutta da scrivere del 2018 (Vettel permettendo), vi sono stati altri casi di piloti divenuti campioni del mondo proprio in concomitanza con il Gran Premio degli Stati Uniti.

    Storie di successi, di lacrime e di gioie immense che ebbero il loro inizio al termine degli anni ’50, e che conobbero il loro massimo splendore soprattutto negli anni ’70. Una “moda” di vincere il mondiale negli USA che sembrava essere perduta, almeno fino a quando la Federazione non decise, in tempi recentissimi, di reintrodurre il GP degli USA nella seconda metà del campionato, aumentando così le opportunità di festeggiare il mondiale nella terra a stelle e strisce.

    Ecco, dunque, le storie dei piloti divenuti campioni del mondo F1 negli USA.

    1959 – La prima edizione del GP americano premia Jack Brabham

    Nel 1959 venne introdotto per la prima volta in calendario il Gran Premio degli Stati Uniti. Nel corso di tutti gli anni ’50 infatti, l’America aveva conosciuto la Formula 1 soltanto con la 500 Miglia di Indianapolis, gara che allora era considerata valida anche per il circus.
    La separazione tra la Formula 1 e gli ovali americani avvenne ufficialmente nel 1959, anno in cui la pista di Sebring ospitò l’ultima tappa del campionato di F1.
    Una gara destinata ad entrare nella memoria per gli aneddoti di quel giorno. La prima edizione del GP degli Stati Uniti coincise infatti con l’ultima gara disputata con la totale assenza di campioni del mondo sulla griglia di partenza. Il fatto non si verificò più fino al GP di Monaco del 1994, quando l’improvvisa e dolorosa morte di Ayrton Senna ad Imola lasciò la griglia orfana di campioni del mondo.
    Dopo la partenza Stirling Moss e Tony Brooks tentarono in tutti i modi di vincere il gran premio, nella speranza di scavalcare in classifica mondiale l’australiano Jack Brabham, favorito per la vittoria finale.
    I due piloti non riuscirono nel loro intento, e la prima edizione del Gran Premio degli USA fu vinta da Bruce McLaren. Il neozelandese, alla tenera età di 22 anni e 104 giorni, stabilì così il record del pilota più giovane di sempre a vincere un GP di Formula 1.
    Un primato che resisterà fino al 2003, quando Fernando Alonso riuscì a fare ancor meglio di McLaren in occasione del Gran Premio d’Ungheria.
    Dal canto suo, nonostante alcuni problemi meccanici, Jack Brabham chiuse la gara al 4° posto, un piazzamento sufficiente per aggiudicarsi il campionato piloti 1959 ed il suo primo dei tre titoli iridati conquistati in carriera.

    1970 – Il mondiale vinto dal cielo

    Se nel 1959 il GP degli USA aveva sede a Sebring, a partire dal decennio successivo la Formula 1 si trasferì sul circuito di Watkins Glen. L’edizione del 1970 verrà per sempre ricordata come uno dei GP più carichi di emozioni contrastanti, soprattutto per il dopo-gara.
    Il verdetto della pista è chiaro: a salire sul gradino più alto del podio è il brasiliano Emerson Fittipaldi, che così facendo ottiene anche il primo podio e la prima vittoria della sua carriera.
    Il belga Jackie Ickx, nonostante la pole conquistata il giorno precedente, chiude soltanto al 4° posto, compromettendo così la sua rincorsa ai vertici della classifica iridata. Il risultato diventa così decisivo ai fini del campionato mondiale piloti, che però non verrà mai festeggiato a dovere.
    A conquistare il titolo è infatti Jochen Rindt, ma con una particolarità: l’austriaco, deceduto tragicamente a Monza qualche settimana prima, è il grande assente della gara americana. Eppure, le vittorie ed i punti guadagnati fino al giorno della sua scomparsa, si rivelarono comunque sufficienti per poter vincere il mondiale.
    Jochen Rindt è ancora oggi l’unico pilota della storia ad aver vinto un titolo iridato postumo.

    1974 – L’ultima corona d’alloro per Fittipaldi

    L’atto finale del mondiale 1974 va di nuovo in scena negli Stati Uniti, ancora una volta sul circuito di Watkins Glen. A contendersi il titolo, questa volta, sono due piloti completamente diversi tra loro per stile di guida e personalità:
    da un lato il ferrarista Clay Regazzoni, dall’altro il brasiliano Emerson Fittipaldi su McLaren.
    Le sorti della gara sorrisero proprio a quest’ultimo, il quale, favorito anche dai problemi di adattamento di Regazzoni con le gomme, chiuse al 4° posto, appena fuori dal podio. I punti ottenuti dal sudamericano bastarono a “O Rato” per entrare nell’albo d’oro dei campioni di questo sport, per la seconda ed ultima volta in carriera.
    Ma dietro i sorrisi e la gioia del brasiliano, in quel GP degli Stati Uniti l’intera Formula 1 si coprì di vergogna: al 10° giro della corsa infatti, l’austriaco Helmut Koinigg uscì di pista a velocità elevata. Nell’impatto con le barriere, Koinigg morì sul colpo, a tal punto da rendere palesemente inutili i soccorsi. Eppure, nonostante la tragedia, i commissari non interruppero la corsa, coprendo le spoglie mortali dell’austriaco con un telo bianco.
    Una reazione alla morte in pista testimone di quegli anni bui della Formula 1, dove gli incidenti mortali erano molto più frequenti di oggi.

    1977 – Lauda si congeda dalla Ferrari con il titolo

    La terzultima gara del mondiale 1977 vide in calendario il Gran Premio degli Stati Uniti-Est (che possiede un albo d’oro indipendente dal GP degli USA), sempre a Watkins Glen.
    Dopo la grande paura dell’anno precedente, quando rischiò di perdere la vita al Nurburgring, Niki Lauda tornò alla guida della Ferrari con il suo solito stile da abilissimo calcolatore.
    L’austriaco, nonostante la concorrenza agguerrita di James Hunt e Mario Andretti, riuscì a chiudere il discorso mondiale proprio negli Stati Uniti, vincendo il suo secondo titolo iridato in anticipo grazie al 4° posto conquistato.
    Una vittoria che confermò l’indiscusso talento del pilota, ma che venne festeggiata con distacco: infatti, proprio alla vigilia della gara americana, lo stesso Lauda ufficializzò il divorzio dalla Ferrari per il 1978, annunciando il passaggio alla Brabham-Alfa Romeo, che non gli regalerà le stesse soddisfazioni degli anni vissuti a Maranello.

    2015 – Hamilton trionfa nel “rodeo” di Austin

    Negli anni dagli anni ’80 fino ai 2000, complici anche i diversi spostamenti della gara americana nel calendario, il GP degli USA perse il suo fascino di appuntamento decisivo per l’assegnazione di un mondiale.
    La tendenza subì però un ribaltamento dal 2012, anno in cui il Gran Premio degli Stati Uniti tornò a far parte del campionato di Formula 1 dopo la parentesi di Indianapolis.
    L’occasione per rivedere un pilota laurearsi campione mondiale in America si presentò puntualmente nel 2015, in una situazione per certi versi simili a quella che si presenterà domenica prossima.
    In quella circostanza, Hamilton poteva chiudere il discorso proprio a danno di Sebastian Vettel, al suo primo anno in Ferrari e 2° in classifica.
    In qualifica, contrariamente alle aspettative, si dimostrò più forte il compagno di squadra di Hamilton, autore di tante battaglie interne con l’inglese: Nico Rosberg.
    Il tedesco, nonostante la pole, si dimostrò meno lucido in gara, subendo la maggior esperienza del compagno di team.
    Rosberg dovette infatti accontentarsi del 2° posto sul podio, davanti a Vettel ma dietro ad Hamilton.
    Con quella vittoria, l’inglese divenne campione del mondo per la terza volta in carriera, e per la prima volta ottenendo due titoli consecutivi.

    E domenica, con molta probabilità, la storia potrebbe ripetersi.

    2018 austin F1 hamilton stati uniti usa
    Share. Facebook Twitter WhatsApp Telegram
    Previous ArticleMika Hakkinen non ha dubbi: in F1 servono più fornitori di pneumatici
    Next Article Hamilton campione del mondo F1 2018 ad Austin se…
    Alessandro Prada
    • Twitter

    Alessandro Prada | Appassionato da una vita di sport e di F1 in particolare. Cresciuto tra le vittorie di Schumacher e la leggenda di Senna con la Ferrari sempre nel cuore.

    Altre Notizie

    F1, Stefano Domenicali: “Anni fa, mi sono trovato nella stessa situazione di Binotto”

    F1, nel 2022 la Mercedes ha trovato il faro nella tempesta

    F1, Tutti i fattori che hanno deciso il mondiale di centro gruppo

    F1, In Ferrari è tutto pronto per il dopo Binotto: organigramma, ruoli chiave e date

    F1, per il Team Haas un 2022 nel segno della progressione

    F1, UFFICIALE: Mattia Binotto lascia la Scuderia Ferrari

    adv 1
    Supporta CircusF1 quando acquisti su Amazon
    Come funziona »
    Classifica Piloti F1 2023
    Pos Pilota                 Punti
     1. Max Verstappen           0
     2. Charles Leclerc          0
     3. Sergio Perez             0
     4. George Russell           0
     5. Carlos Sainz             0
    Classifica completa »
    Classifica Costruttori F1 2023
    Pos Costruttore           Punti
     1. Red Bull               0
     2. Ferrari                0
     3. Mercedes               0
     4. Alpine                 0
     5. McLaren                0
    Classifica completa »
    adv 2
    LE ULTIME FOTO
    FOTO – DAL 1992 ad oggi
    F1 foto dal 1992 ad oggi
    Guarda tutte le FOTO »
    ULTIME NOTIZIE F1

    F1, Stefano Domenicali: “Anni fa, mi sono trovato nella stessa situazione di Binotto”

    2 Dicembre 2022

    F1, nel 2022 la Mercedes ha trovato il faro nella tempesta

    2 Dicembre 2022

    F1, Tutti i fattori che hanno deciso il mondiale di centro gruppo

    1 Dicembre 2022

    F1, In Ferrari è tutto pronto per il dopo Binotto: organigramma, ruoli chiave e date

    1 Dicembre 2022

    F1, per il Team Haas un 2022 nel segno della progressione

    1 Dicembre 2022
    CIRCUSF1 SU YOUTUBE
    Guarda i nostri VIDEO su YouTube »
    CIRCUSF1.COM

    Il primo BLOG sulla Formula 1. Gratis per te: F1 news, foto, video, piloti, team, classifiche, calendario, ticket e F1 Live.

    CircusF1 is not affiliated with Formula 1, Formula One Management, Formula One Administration, Formula One Licensing BV or any other subsidiary associated with the official Formula One governing organisations or their shareholders. Official Formula One information can be found at www.formula1.com.

    INFORMAZIONI UTILI
    • Chi Siamo
    • Pubblicità
    • Scrivici
    • Collabora con noi
    • Privacy Policy
    • Utilizzo dei Cookies
    • RSS Feed
    IL NOSTRO MOTTO

    "Ammiro tutti coloro che hanno una passione ed hanno la sapienza e la costanza di coltivarla. Sono loro il motore del mondo" | Enzo Ferrari

    ----------

    Privacy Policy Cookie Policy
    Cambia le impostazioni della privacy

    © 1997 - 2026 CircusF1.com. All Rights Reserved.

    Type above and press Enter to search. Press Esc to cancel.