
Nonostante il trionfo mondiale di Lewis Hamilton, negli ultimi due appuntamenti americani ad Austin e Città del Messico, le prestazioni della Mercedes W09 sono “precipitate”. La sofferenza patita dai piloti della stella a tre punte ha sollevato perplessità sulla reale performance della vettura teutonica con i fori dei cerchi delle ruote posteriori chiusi.
Se ad Austin i problemi per Mercedes nella gestione delle mescole si erano tradotti in un vistoso blistering, in Messico Lewis Hamilton e Valtteri Bottas hanno sofferto di graining.
Nelle ultime due gare, chiusi i fori della discordia, sono riaffiorati i problemi nella gestione del consumo della mescola Pirelli. Nel Gp del Messico, la Mercedes ha toccato il punto più basso della stagione. Valtteri Bottas è stato costretto ad effettuare 3 cambi di mescole per giungere al traguardo, doppiato dal leader Verstappen. Lewis Hamilton ha potuto gestire il problema con la classifica nel taschino e, dopo aver ottenuto la seconda posizione al via, ha accusato un ritardo finale dalla Red Bull di Verstappen di 1m 18.738s.
La Ferrari punta al Mondiale Costruttori
Il team Mercedes, per non alzare un polverone, ha optato per chiudere i fori traspiranti sia negli Stati Uniti che in Messico. Ad Austin il team di Brackley aveva nascosto il calo di prestazione con una strategia d’attacco alternativa per Hamilton. La disastrosa gara messicana delle Mercedes ha riacceso i dubbi sull’incidenza della soluzione dei cerchi forati sulle performance della vettura tedesca. Le prestazioni irriconoscibili della W09 hanno riaperto, parzialmente, il mondiale costruttori. Se prima delle due trasferte americane, il trionfo finale del team teutonico appariva una formalità, ora un possibile ribaltone non è più un miraggio. La scuderia Ferrari ha ripreso a volare, accantonando gli ultimi sviluppi, tuttavia queste scelte non giustificano i distacchi siderali tra le Ferrari e le due Mercedes.
E’ evidente che la chiusura dei fori incriminati, a prescindere dell’eventuale azione aerodinamica, ha fatto riemergere i problemi di gestione delle mescole che avevano allarmato il gruppo di Toto Wolff sin dai test pre-stagionali di Barcellona. Il degrado è risultato così visibile che, durante la corsa messicana, il cinque volte campione del mondo si è preoccupato più volte, via radio, di ricevere un supporto dal team per arrivare alla bandiera a scacchi.
Il Cavallino Rampante, capitanato dal Maurizio Arrivabene, si è posto l’obiettivo di recuperare i 55 punti di distacco dalla Mercedes. Le ultime due tappe di San Paolo e Abu Dhabi mettono sul piatto un massimo di 86 punti disponibili. Naturalmente, considerato lo stato di forma delle Red Bull, la possibilità di un sorpasso finale è molto improbabile.
Lo stato di confusione della FIA
La FIA ha avuto un ruolo cruciale in questa stagione. Dalla legalità limitata alla questione delle batterie, l’organo legislativo incaricato di stilare i regolamenti, ha creato una confusione ed una serie infinita di congetture. Oltre alle 5 gare “fenomenali” di Lewis Hamilton sulla Mercedes con i cerchi forati, 3 GP stagionali sono stati affrontati con le gomme Pirelli con il battistrada ribassato di 0,4 mm. Dopo un avvio travagliato, i risultati di Barcellona, Silverstone ed il Paul Ricard hanno rianimato e segnato il cambio di marcia per il team Mercedes.
Il fenomeno del blistering, ovvero quei piccoli crateri che si generano sotto alla superficie del pneumatico a causa del surriscaldamento, sparito come d’incanto.
Il campione del mondo Lewis Hamilton ha, recentemente, espresso il suo parere: “La Pirelli quest’anno ha svolto un ottimo lavoro. Le monoposto sono risultate più veloci che mai, perché disponiamo di più carico aerodinamico che mai, quindi c’è una maggiore energia che passa attraverso gli pneumatici – ha dichiarato Lewis – Non capisco il motivo per cui non hanno continuato ad usare [le gomme ribassate] per il corso della stagione, ma sono convinto che sarà qualcosa nel quale lavoreranno per il 2019“.
L’annuncio di Whiting
Charlie Whiting, capo del dipartimento tecnico della FIA, ha confermato invece la regolarità dei fori ed ammesso che: “Tutti sono al corrente del fatto che noi li riteniamo legali. Per far chiarezza renderemo pubblica una direttiva tecnica per trattare in generale l’argomento. Vogliamo assicurarci che altre squadre non si inventino cose diverse per cercare di copiare tale sistema”.
“Non ho ancora capito perché la Ferrari non abbia ancora protestato contro la Mercedes in maniera ufficiale, dato che è nel pieno delle loro facoltà – ha annunciato Whiting – noi non vieteremo la soluzione, a patto che l’effetto aerodinamico sulla macchina sia del tutto accidentale”.
“Prima del Gran Premio in Brasile ci sarà una riunione del gruppo di lavoro tecnico e cercheremo di elaborare una regola che affronti il problema del raffreddamento, tenendo conto degli eventuali effetti collaterali aerodinamici. Nessuno di questi concetti è nuovo visto che, come tutti sappiamo, l’aria che passa attraverso i condotti dei freni non viene utilizzata solo per il raffreddamento – ha concluso Whiting – in questa situazione, però, uno dei team vuole ottenere una spiegazione più precisa”.
Il parere di Jacques Villeneuve
La scuderia Ferrari vuole vederci chiaro ma deve stare attenta ai fragili equilibri politici della F1, secondo Jacques Villeneuve: “C’è sempre politica nel mondo delle corse, devi sempre capire se un ricorso fatto ora, potrà danneggiarti in futuro. Magari la Mercedes non si è esposta quando si parlava della seconda batteria della Ferrari, con un ricorso magari sarebbero intervenuti prima di Monza. Quindi si crea una sorta di bilanciamento durante la stagione”.
Jacques Villeneuve ritiene che la Ferrari potrebbe sfruttare l’occasione: “Vettel può vincere le ultime due, perché si vede che i cerchi Mercedes facevano una grande differenza. Non c’è tutto scritto sul regolamento. Gli ingegneri trovano sempre modi nuovi, i regolamenti non sono chiari. I cerchi li puoi forare se non danno un vantaggio aerodinamico, ma l’espulsione dell’aria calda lo è. Devono dire sì o no. Decisione uguale per tutti e basta“.
