
Vera e propria fucina di talenti, la serie cadetta della F1 sta riacquisendo piano piano, la visibilità e l’importanza di un tempo; oltre al glorioso nome (F2), la rinnovata efficacia del modello Formula 2 è data anche dalla standardizzazione delle vetture, tutte pressoché uguali in termini di prestazioni. Un elemento decisivo per concentrarsi unicamente sul talento e sulle doti di guida di un giovane pilota.
Di quello che ha fatto Charles Leclerc se n’è ormai ampiamente parlato, nuovo pilota Ferrari a soli due anni di distanza dal suo dominio totale in F2 nel 2017. Si parla meno, invece, delle capacità di Antonio Giovinazzi che avrà l’onere, nel 2019, di riportare il tricolore in pianta stabile nel Circus della F1 con l’Alfa Romeo Sauber; del 24enne di Martina Franca si continua ad andare con i piedi di piombo ma il suo talento è innegabile.

Di Giovinazzi ricordiamo la grandissima stagione in Formula 2 nel 2016 quando è arrivato a giocarsi la conquista del campionato fino all’ultima gara con un certo Pierre Gasly, ora nuovo pilota della Red Bull, ben più quotato. L’italiano è maturo, il suo lavoro al simulatore con la Ferrari F1 è stato davvero ottimo e utile in questa stagione, senza dimenticare quanto bene ne parlino le persone con cui ha lavorato, paragonandolo anche a Leclerc.
Oltre a quelli già citati, sulla griglia 2019 ci saranno anche Lando Norris (McLaren), Alexander Albon (Toro Rosso) e il campione del mondo 2018 di categoria George Russell (Williams). Il tutto nella speranza che nessuno tradisca le aspettative e che il livello già alto della Formula 1 possa aumentare ancora di più con l’arrivo di questi giovani “scalmanati”. Nell’attesa che anche un certo Mick Schumacher riesca a fare il grande salto…
