Come aveva già fatto con la Ferrari in precedenza, l’account ufficiale della F1 su Instagram ha proposto in questi giorni un collage di 16 piloti che hanno fatto la storia della McLaren, chiedendoci di sceglierne due per formare il nostro team ideale. Come per la Rossa, sceglierne solo due è difficilissimo, vista la qualità espressa; andiamo a scoprire chi sono i protagonisti.
Lewis Hamilton
E’ il 2007 quando Ron Dennis, al fianco del nuovo acquisto Alonso, fa esordire il suo pupillo inglese, fresco vincitore della GP2. Lewis si rivela da subito un avversario ostico per l’asturiano, e la guerra interna che si scatena porta alla sconfitta finale ad Interlagos per il team a favore della Ferrari di Raikkonen. L’anno successivo Fernando torna alla Renault, e Lewis si rifà vincendo il primo Mondiale della sua carriera, battendo all’ultimo respiro Felipe Massa, sempre in Brasile. Resterà in McLaren fino al 2012, vincendo almeno una gara in tutte le stagioni. Il trasferimento in Mercedes lo porta a inaugurare il cammino verso gli attuali cinque titoli Piloti, eguagliando un mito come Juan Manuel Fangio.
David Coulthard
Lo scozzese esordisce in F1 nel GP di Spagna 1994 sulla Williams, in sostituzione dello sfortunato Ayrton Senna, e sempre con la scuderia di Sir Frank ottiene la sua prima vittoria l’anno successivo nel GP del Portogallo. Nel ’96 passa alla McLaren, iniziando un rapporto che durerà fino al 2004 e porterà a David altre 12 vittorie. Molto importante è stato il ruolo giocato nelle stagioni ’98-’99 in aiuto del team mate Hakkinen, che si aggiudica il Titolo Piloti. A Spa ’98 è tamponato da Schumacher, in uno dei contatti più famosi della storia della F1. Dopo aver perso la sfida interna con Raikkonen nel 2003 e nel 2004, David saluta il team di Woking e passa alla neonata Red Bull, con cui concluderà la carriera nel 2008. Oggi è un apprezzato commentatore televisivo per la TV britannica.
John Watson
Il forte pilota nordirlandese arriva in F1 nel ’73 alla guida della Brabham, e, dopo vari cambi di casacca, nel ’76 ottiene la sua prima vittoria a Zeltweg alla guida dell’americana Penske. Alla fine della stagione, però, il Capitano Roger decide di dedicarsi solo alla serie CART, e John torna alla Brabham, prima di accasarsi nel 1981 alla McLaren e vincere il GP di Gran Bretagna, che sancisce la rinascita del team. Resterà a Woking fino a fine carriera nel 1985, vincendo altre tre gare (una in Belgio e due negli Stati Uniti), per un totale di cinque trionfi in carriera.
Emerson Fittipaldi
In Brasile è soprannominato “O Rato” (Il topo) per la sua dentatura, ma questo non gli impedisce di essere uno dei Carioca più forti mai arrivati in F1. Esordisce nel ’70, e il primo Mondiale Piloti arriva due anni più tardi alla guida della Lotus 72D. Nel ’74 passa alla McLaren, affiancando Denny Hulme e sfidando Niki Lauda sulla Ferrari. Alla fine avrà ragione dell’austriaco nell’ultima gara stagionale a Watkins Glen, dove Emmo si laurea Campione del Mondo con un accorto quarto posto finale. Nel ’75, però, la Ferrari si presenta molto più forte, e Fittipaldi non può nulla contro Lauda. Alla fine della stagione lascia Woking per dedicarsi all’avventura Copersucar che lo vede pilota-costruttore (con scarsi risultati per la verità ) fino al ritiro del 1980, per passare in America alla CART. In totale, oltre a due Mondiali Piloti, Fittipaldi può contare nel Circus 14 vittorie, 35 podi e 6 pole positions.
Gerhard Berger
L’austriaco arriva in McLaren nel ’90 e ci resta solo fino al ’92, a fianco di Ayrton Senna, con cui instaura un rapporto di sincera amicizia. Dopo aver esordito nel 1984 e ottenuto la prima vittoria in Messico nell’86 su Benetton, viene chiamato a Maranello nel 1987 a fianco di Michele Alboreto. Dopo tre stagioni in Rosso, con quattro vittorie all’attivo, passa a Woking, dove nel triennio da secondo pilota ottiene altri tre primi posti. Dal ’93 al ’95 è ancora in Ferrari, prima di tornare alla Benetton per chiudere la sua importante carriera nel 1997.
Juan Pablo Montoya
Il funambolico colombiano fa la sua apparizione nel Circus sulla Williams nel 2001, dopo aver vinto il Campionato CART nel 1999 e la 500 miglia di Indianapolis l’anno successivo con il Team Ganassi che fu di Alex Zanardi. Il primo successo arriva nello stesso anno a Monza davanti a Schumacher, e l’anno successivo è secondo in campionato dietro il tedesco. Nel 2005 sostituisce Coulthard alla McLaren, vincendo a Silverstone, Monza ed Interlagos, ma arrivando dietro il team mate Raikkonen alla fine del campionato. L’anno successivo capisce che per lui non ci sarà più spazio in F1, e insieme al team decide per una rescissione consensuale a metà stagione, per concentrarsi sulla NASCAR. La sua carriera continua ad oggi nell’Endurance oltreoceano.
James Hunt
Noto per le sue avventure anche oltre la pista, James esordisce nel ’73 alla guida della vettura di Lord Hesketh, con cui correrà fino al ’75. Le sue innegabili doti di velocità lo pongono all’attenzione dei top team, e l’anno successivo viene ingaggiato da McLaren al posto di Fittipaldi. Sarà l’anno della sfida con l’amico-rivale Niki Lauda (immortalata nel film Rush), che lo vedrà vincitore alla fine, dopo le vicissitudini dell’austriaco, che scampa alla morte nel rogo del Nurburgring. E’ l’apice della carriera di James, che non sarà più in grado di ripetersi su quei livelli, e nel ’79 si ritira dalle corse dopo pochi GP alla guida della Wolf. Dopo alcuni anni da commentatore TV, verrà trovato morto in casa sua il 15 giugno 1993 a causa di un infarto, ma la sua immagine di pilota anticonformista e oltre le righe resterà impressa con affetto nel cuore di molti appassionati.
Alain Prost
Carriera ricca di successi quella del francese, che alla fine otterrà 51 vittorie e quattro titoli Piloti. Esordisce su Renault nel 1980, per poi passare in McLaren nell’’84. Il primo anno lo vede sconfitto a favore del team mate Lauda per mezzo punto, ma nel biennio ’85-’86 riesce a imporsi sui rivali. Nel 1988 arriva a Woking la sua nemesi, Ayrton Senna, che lo batte subito nello stesso Mondiale. L’anno successivo la sfida è ai massimi livelli e si conclude a Suzuka con il contatto alla chicane Casio, a seguito del quale il brasiliano viene squalificato e Alain può festeggiare il terzo Titolo. L’atmosfera interna al team è però troppo pesante, e il francese preferisce cambiare aria e trasferirsi a Maranello. Nel ’90 si arriva ancora a Suzuka, dove il Mondiale si decide alla prima curva con Senna a speronare Prost e vincere il Mondiale. L’anno successivo la Ferrari non è a livello degli avversari. Prost viene allontanato prima della fine del campionato per delle dichiarazioni non proprio edificanti, e dopo un anno sabbatico, tornerà sulla Williams nel ’93 per vincere il quarto titolo e ritirarsi definitivamente.
Niki Lauda
Viennese dal carattere spigoloso ma schietto, Niki arriva a Woking nel 1982, al rientro dopo il primo ritiro del ’79. In carriera aveva già conquistato due titoli Piloti nel ’75 e ’77 con la Ferrari, da cui se ne era andato per passare alla Brabham. Al rientro, è subito competitivo e vince il terzo GP negli Stati Uniti. Nel 1984 vince il suo terzo Mondiale per mezzo punto sul compagno di squadra Alain Prost, in virtù dell’interruzione del GP di Monaco, che attribuisce la metà dei punti disponibili. Alla fine della stagione si ritirerà definitivamente dalle competizioni con 25 vittorie all’attivo, e oggi è Presidente non esecutivo Mercedes, anche se i problemi di salute ne limitano la presenza ai box.
Kimi Raikkonen
Campione del Mondo 2007 con Ferrari, Kimi è il finlandese con il maggior numero di vittorie all’attivo in F1 (21). Dopo l’esordio con Sauber, viene chiamato a Woking nel 2002, e vi resterà fino al 2006. La prima vittoria arriva nel 2003 in Malesia, e a fine stagione sarà Vice-Campione del Mondo alle spalle del Kaiser Michael Schumacher. Nel corso della sua permanenza in McLaren, spesso paga la poca affidabilità della sua vettura, che non gli permetterà di lottare fino in fondo per i titoli nel 2005 e 2006. Dopo il passaggio in Ferrari e la vittoria del titolo, nel 2009 annuncia il suo ritiro dalla F1 per dedicasi ai rally, ma è solo un arrivederci. Recuperati gli stimoli, infatti, torna in pista con la Lotus nel 2012, per poi essere richiamato in Ferrari nel 2014. Lascia Maranello a fine 2018, per altri due anni in Sauber, in cui presumibilmente chiuderà la sua lunga e per certi versi ineguagliabile carriera.
Bruce McLaren
Neozelandese figlio di un benzinaio di Auckland, Bruce esordisce in F1 nel ’58 con la Cooper e l’anno successivo, a soli 22 anni (il più giovane fino ad allora), vince il suo primo GP negli Stati Uniti. Fino al ’65 corre con la Cooper, ma l’anno successivo si mette in proprio e corre con il suo team, e nel 1968 a Spa vince il suo primo GP con la sua vettura. Trova la morte sul Circuito di Goodwood il 2 giugno 1970, mentre prova la sua nuova McLaren M8D per il campionato Can-Am, ma il suo nome resterà per sempre legato alla sua scuderia, che di lì a breve entrerà nella storia del Motorsport.
Fernando Alonso
Spagnolo Campione del Mondo con Renault nel 2005 e nel 2006, Fernando vive in McLaren due ere totalmente diverse. La prima equivale al Campionato 2007, dove arriva da favorito, ma si scontra con il nuovo arrivato Hamilton, che ha dalla sua parte tutto il management della squadra, a partire dal Team Principal Ron Dennis. Lo scontro raggiunge il culmine in Ungheria, dove Fernando ostacola Lewis in qualifica, e la tensione rimane altissima fino all’epilogo di Interlagos, da cui escono trionfatori Raikkonen e la Ferrari. Alonso decide allora di tornare in Renault, per poi passare a Maranello dal 2010 al 2014. La scarsa competitività della Rossa lo porta a guardarsi intorno, e a raggiungere l’accordo con McLaren di nuovo. La competitività del 2007 è però solo un vago ricordo, e la scarsa affidabilità delle power unit Honda non aiuta. Dopo quattro stagioni difficili e avare di soddisfazioni, in cui partecipa anche alla 500 Miglia di Indianapolis e vince, nel 2018, la 24 Ore di Le Mans, Nando annuncia il suo ritiro dalla F1 e il ritorno a Indy per agguantare la Triple Crown.
Ayrton Senna
Da molti considerato il pilota più forte di tutti i tempi, Magic ha legato indissolubilmente il suo nome alla McLaren, con cui ha conquistato tutti i suoi tre Titoli Mondiali. Arriva a Woking nel 1988, dopo tre anni ottimi alla Lotus, con cui ha conquistato sei vittorie. Al primo anno in McLaren lascia subito il segno, grazie anche alla superiorità del mezzo rispetto a tutti gli avversari. Unico avversario è il suo rivale per antonomasia: Alain Prost, con cui condivide il box. L’anno successivo perde il titolo per gli arcinoti fatti di Suzuka, ma il ’90 e il ’91, con Prost in Ferrari, lo vedono ancora trionfatore e autore di prove incredibili. Dal ’92, però, la vettura da battere sarà la Williams, e Ayrton nulla potrà contro Mansell e Prost l’anno successivo. Ci lascia però quel primo giro incredibile sotto il diluvio di Donignton. Nel ’94 decide di passare sotto l’egida di Sir Frank, ma troverà la morte in quel maledetto weekend di inizio maggio ad Imola, andando a sbattere sul muro del Tamburello.
Denny Hulme
Pilota neozelandese, vince il Mondiale Piloti nel 1967 alla guida della Brabham, battendo proprio il proprietario e fondatore Jack, che lo licenzia. Dal ’68 si accasa dunque nel team dell’amico e compatriota Bruce McLaren, vincendo due gare e finendo terzo in Campionato. Dopo la morte del fondatore nel ’70, a Denny tocca il compito di traghettare la McLaren fino all’epoca Fittipaldi. Lo fa con grande intelligenza, abbinata ad ottime doti velocistiche. Si ririra nel ’74 dopo aver ottenuto otto vittorie, e troverà la morte nel ’92 colpito da infarto sul circuito australiano di Bathurst.
Jenson Button
Pilota veloce e molto longevo, esordisce sulla Williams giovanissimo nel 2000. Dopo diversi anni a metà classifica, in cui coglie un’incredibile vittoria con la Honda in Ungheria nel 2006, ottiene la conquista del Mondiale nel 2009 sulla Brawn, grazie anche ad una vettura che interpreta al meglio i nuovi regolamenti tecnici entrati in vigore proprio quell’anno. A fine stagione, la Mercedes compra il team, e Jenson trova posto in McLaren al fianco di Lewis Hamilton. Resterà fino al 2016, con ottimi risultati, avendo la meglio su compagni scomodi come Perez, Magnussen e, a tratti, lo stesso Hamilton. A Monaco 2017 sostituisce Alonso impegnato ad Indianapolis, ma è costretto al ritiro dopo un contatto con Wehrlein. Attualmente è impegnato nel Campionato GT giapponese.
Mika Hakkinen
Il finlandese arriva in F1 nel 1991 con la Lotus, e dal 1993 al 2001, anno del ritiro, lega indissolubilmente il suo nome a quello della McLaren. Patisce un violento incidente ad Adelaide nel 1995, ma si riprende egregiamente, e conquista il Titolo Piloti nel 1998 e nel 1999, battendo Michael Schumacher e Eddie Irvine. Nel 2000 lotta fino all’ultima gara con Michael, ma il tedesco non gli lascia scampo, e cosi sarà anche nel 2001, anno che vede il ritiro dalle corse del finlandese con venti vittorie all’attivo. Attualmente è brand ambassador Mercedes, che forniva i propulsori ai tempi delle sue vittorie in McLaren.