
La prossima stagione sarà molto importante per la Red Bull e per Max Verstappen. La scuderia con sede a Milton Keynes, dopo 12 anni di collaborazione con Renault, saluterà le power unit francesi e si affiderà alla Honda, che nel 2018 equipaggiava già la scuderia satellite Toro Rosso. Le aspettative per il 2019 e le annate successive sono molto elevate, e il team guidato da Christian Horner si aspetta di poter tornare a lottare per il Mondiale entro il 2020.
“Mi piace molto questo team e sono sicuro che siamo in grado di costruire la vettura più veloce” ha dichiarato l’olandese alla Gazzetta dello Sport. “Abbiamo solo bisogno di un propulsore al giusto livello. L’anno prossimo dovremo cercare di fare bene e prepararci per il 2020, anno in cui abbiamo il target di lottare per il Mondiale”. I risultati della seconda parte della stagione 2018 lasciano sicuramente ben sperare: nelle ultime nove gare, Max è stato il pilota che ha raccolto più punti dietro Hamilton, lasciando immaginare cosa avrebbe potuto fare con una prima parte di campionato più accorta e senza errori. Anche la vettura è sembrata essere molto competitiva (almeno la sua, dal momento che Ricciardo è spesso stato fermato da inconvenienti tecnici), nonostante il rapporto con Renault sia deteriorato ormai da tempo. L’unico punto interrogativo nel futuro della Red Bull, a questo punto, viene dal Giappone e si chiama Honda. I nipponici, dal loro rientro in F1 nel 2015, stanno ancora cercando di ottenere il loro primo podio; le prime tre stagioni con McLaren sono state un calvario condito dai team radio non certo piacevoli di Fernando Alonso (nella storia resterà il “GP2 engine” di Suzuka, proprio in casa della Honda), mentre il 2018 è stata una stagione interlocutoria, fatta per lo più di sperimentazione, con le Toro Rosso spesso ferme ai box.
E’ proprio la competitività delle power unit giapponesi a creare incertezze tra gli addetti ai lavori e, nonostante lo sbandierato ottimismo, anche Verstappen si è lasciato scappare una frase sibillina: “Se le cose non dovessero andare secondo le aspettative, c’è sempre un piano B”. Quale potrebbe essere? Per Red Bull si tratterebbe di rimettersi sul mercato e cercare di nuovo un fornitore, ma chi? Renault sarà difficile da convincere, dopo che da Milton Keynes sono più volte piovute accuse di scarsa affidabilità e competitività, mentre Ferrari e Mercedes non forniranno certo la power unit ad un possibile rivale, se non a condizioni non certo vantaggiose per Red Bull. Sarà più semplice per Max guardarsi intorno: il suo talento non era passato inosservato già prima del suo arrivo in F1. Mercedes stessa, e in particolare Toto Wolff, aveva cercato di metterlo sotto contratto nel 2014 e di strapparlo ai rivali. Alla fine del 2020, inoltre, molti piloti saranno in scadenza di contratto nei top team (ad esempio Vettel), e, se Max continuerà ad esprimersi sui livelli mostrati nella seconda parte del 2018, sarà certamente una pedina importante nello scacchiere del Circus.
Al momento quello che è certo è che in Red Bull si aspettano da Honda un netto aumento della competitività e dell’affidabilità, cosa che in passato ai nipponici è mancata cronicamente. Se i giapponesi dovessero però riuscire ad essere così competitivi, Ferrari e Mercedes si troveranno a dover lottare con i bibitari, ed in particolare con Max Verstappen, che ha già mostrato tutto il suo talento e la sua classe.