
Al di là della rivoluzione alla guida della Scuderia Ferrari, con Mattia Binotto nominato nuovo Team Principal al posto di Maurizio Arrivabene, i lavori sulla monoposto di Maranello per il mondiale F1 2019 sono ormai in dirittura di arrivo.
Tra un mese esatto, il 15 febbraio prossimo, saranno tolti i veli alla Ferrari F1 2019 con la quale Sebastian Vettel e Charles Leclerc saranno chiamati a difendere i colori del Cavallino Rampante.
Le monoposto 2019 si differenzieranno dalle vetture 2018: è stato infatti varato un nuovo regolamento tecnico che interesserà principalmente l’ala anteriore, quella posteriore e il serbatoio del carburante.
Tutti questi cambiamenti hanno impegnato, già dall’estate scorsa, i reparti tecnici dei Team di Formula 1 per trovare le migliori soluzioni per evitare di avere un gap prestazionale rispetto alle vetture 2018.
In questi giorni si è cominciato a parlare di come potranno essere le nuove monoposto F1 2019: è probabile che assetti rake spinti lascino il posto a soluzioni più “neutre” o meno estreme, come anticipato da Cristiano Sponton su F1AnalisiTecnica e ripreso anche da Franco Nugnes di Motorsport.
Si è parlato anche di un lavoro sul passo, per sfruttare al meglio il corpo vettura dal punto di vista della ricerca di carico e di efficienza aerodinamica, in parte persa per via del cambio regolamentare.
Come appreso poi da CircusF1 in questi giorni, in casa Ferrari, il Direttore Tecnico Mattia Binotto avrebbe chiesto uno studio comparativo al CFD (Computational Fluid Dynamics) di due diverse soluzioni di musetto anteriore. Una richiesta non del tutto nuova in quanto, già con James Allison alla guida del reparto tecnico, si era portato avanti uno studio simile, poi abbandonato!
Un primo progetto (670A) ha previsto di integrare la nuova ala anteriore con specifica 2019, su una evoluzione del telaio 2018.

Un secondo prototipo (670B) è stato invece realizzato con un approccio diverso, lavorando su un musetto molto più simile a quello visto in questi ultimi anni in casa Mercedes.

Gli studi sono stati impostati prima della pausa estiva ed è del tutto probabile che in settembre si sia deciso quale delle due soluzioni dovesse poi essere utilizzata per lo sviluppo della nuova Ferrari F1 2019. Lo studio si sarebbe “limitato” al CFD, senza arrivare cioè alla comparazione delle due soluzioni con prototipi in galleria del vento.
Quale soluzione vedremo sulla Ferrari F1 2019 ancora non lo sappiamo anche se è probabile che “vinca” la quella più conservativa e nota del classico musetto visto nelle ultime tre stagioni a Maranello. Questo eviterebbe anche di introdurre qualche variabile in più per comprendere il comportamento in pista dell’intera monoposto, al di là del riscontro al CFD e in galleria del vento.
EVOLUZIONI DI MUSETTO E ALA ANTERIORE DELLE FERRARI F1 DAL 2014 AL 2018
Qui sotto un video mostra una simulazione al CFD su una monoposto di Formula 1.
