
A Milton Keynes, da qualche tempo, regna un ottimismo che nelle ultime stagioni sembrava essere ormai andato perso. Gli ultimi campionati, trascorsi senza mai essere realmente in lotta per il Mondiale, avevano tolto il sorriso agli uomini Red Bull; la scarsa potenza delle power unit Renault, paragonate a quelle Ferrari e Mercedes, aveva impedito ai suoi piloti di esprimersi al meglio. Allora via, si cambia: fuori i francesi, dentro i giapponesi della Honda, chiamati al riscatto dopo un rientro nel Circus con McLaren tutt’altro che facile.
Il 2018 è stato un anno di assestamento: le power unit giapponesi sono state montate sul team satellite della Red Bull, l’italiana Toro Rosso, e i piloti Gasly e Hartley hanno spesso svolto il ruolo di tester durante i weekend di gara. Il francese si è anche tolto la soddisfazione di agguantare il quarto posto nel GP del Bahrain, avvicinandolo sempre di più alla casa madre, di cui sarà titolare nella prossima stagione. A metà stagione è arrivato l’annuncio che Honda avrebbe sostituito Renault dopo 14 anni e 8 Titoli Mondiali sulla Red Bull, tra i sorrisi e la soddisfazione generale, con l’obbiettivo dichiarato di tornare a lottare per il Mondiale, e magari anche di vincerlo.
Red Bull e Toro Rosso con Honda. Speranze e obiettivi per il 2019 | Mara Sangiorgio
Interessante il paragone di Mara Sangiorgio di Sky Sport F1, che ha paragonato la situazione Red Bull a quella di “chi inizia una fresca storia d’amore”. Da questa “love story” tra power unit e telai chi si aspetta il massimo è sicuramente Max Verstappen; l’olandese, dopo un finale di stagione 2018 disputato in un crescendo a tratti travolgente, sembra essere ormai maturo per poter lottare ai vertici della classifica, se sarĂ coadiuvato dalla vettura.
Il nuovo telaio Red Bull ha passato ieri il crash test obbligatorio, e verrà effettuato uno shakedown prima dei test di Barcellona. “I tempi sono sempre molto ristretti, ma abbiamo fatto capire a Newey che il primo giorno dei test ufficiali non è un semplice collaudo funzionale”, ha dichiarato Helmut Marko alla stampa tedesca. L’ingegnere inglese, perfezionista fin nei minimi dettagli, era famoso per far attendere sempre i team fino all’ultimo le nuove vetture, ma con le regole attuali, questo non è più possibile. Già dai primi test a Barcellona, infatti, la vettura dovrà essere in grado di coprire distanze considerevoli e senza intoppi.
Per quanto riguarda Honda, questa sarà senza ombra di dubbio la stagione della verità ; dopo il terribile triennio con la McLaren, passato tra continui guasti tecnici e team radio di Alonso non proprio entusiasti, il  2018 ha portato un cauto ottimismo tra i giapponesi. La collaborazione con Toro Rosso si è rivelata in fin dei conti proficua, nonostante le otto power unit per vettura utilizzate durante la stagione contro le tre da regolamento. Per la prima volta dal suo rientro, la casa giapponese equipaggerà due squadre, e questo porterà certamente diversi vantaggi dalle parti di Faenza, dal momento che il retrotreno delle vetture di Kvyat e Albon sarà lo stesso delle due Red Bull di Verstappen e Gasly. Certamente, i commenti positivi del francese hanno aiutato Horner e Marko nella scelta, ma ora i motoristi dovranno dimostrare di saper mantenere le promesse e imparare dai propri errori. In particolare, sarà l’affidabilità il punto cardine: nella Formula Uno attuale è fondamentale che la vettura non si rompa, e nella scorsa stagione, la Toro Rosso ha fatto segnare ancora troppi ritiri. Se Red Bull vorrà portare Verstappen a lottare per il Mondiale, la statistica relativa alle gare non finite dovrà essere molto vicina allo zero; questo significa che, al netto di errori del pilota (che per quanto maturato resta uno dei più aggressivi del Circus), l’affidabilità della power unit dovrà essere ai massimi livelli. Questa sarà la vera sfida che attende i giapponesi nel 2019.
In queste ultime settimane è circolata spesso la voce di un “bottone magico” che Honda metterà a disposizione di Red Bull per poter lottare anche in qualifica con Mercedes e Ferrari; Horner e il suo team sperano fortemente che questo sia possibile, soprattutto sulle piste in cui la qualifica è fondamentale. Ad oggi, di certo sappiamo che se i giapponesi saranno in grado di mettere a disposizione degli anglo-austriaci una power unit affidabile, la vettura ha dimostrato anche negli anni scorsi di essere telaisticamente sempre al top. L’ottimismo mostrato anche nei giorni scorsi da Marko non lascia presagire nulla di buono per gli avversari, ma ora dovrà essere la pista a dare il riscontro della competitività di questa Red Bull targata Honda. Una cosa è certa: se Max Verstappen potrà inserirsi nella lotta Mondiale con Vettel e Hamilton, ci sarà da divertirsi!