
In un’intervista rilasciata a Sky Sport 24, Luca Cordero di Montezemolo è tornato, tra gli altri argomenti trattati, a parlare della Formula Uno e della Ferrari, di cui è stato Presidente dal 1991 al 2014. Attualmente, Montezemolo ricopre il ruolo di Amministratore delegato di Telethon, dopo essere stato al comando del Comitato Promotore delle Olimpiadi Estive di Roma 2024, prima che la candidatura fosse ritirata.
Dopo aver tessuto le lodi di Cristiano Ronaldo e del lavoro che sta svolgendo in seno alla Juventus, Montezemolo ha spostato la propria attenzione sul Circus: “Della Formula 1 attuale mi piace che ci sia più competizione rispetto a quando regnava lo strapotere della Mercedes, simile a quello della Ferrari negli anni 2000” ha dichiarato, riferendosi ai successi della Rossa di cui era Presidente. “Le corse erano diventate sempre più noiose perché dominava solo la Ferrari, infatti cambiarono i regolamenti di qualifica innumerevoli volte proprio per rendere il campionato più competitivo”. Proprio i regolamenti troppo complicati sono quello che Montezemolo critica nella F1 di oggi, che secondo lui sotto questo aspetto dovrebbe prendere esempio dal Motomondiale: “Ci sono ancora troppe complicazioni nei regolamenti, andrebbero semplificati. Questo è uno dei vantaggi delle moto” ha chiosato, esprimendo a parole i sentimenti di tanti appassionati.
Poi il discorso si è spostato sulla Ferrari, di cui Montezemolo è rimasto un grande tifoso e un attento osservatore. Il suo esordio in Rosso è da far risalire al 1973, quando, dopo alcuni rally disputati con vetture Fiat, Enzo Ferrari in persona lo volle come suo assistente e responsabile della Squadra Corse. Mantenne questo ruolo fino al 1977, e sotto la sua direzione la Scuderia portò a casa tre Mondiali Costruttori (’75.’76 e 77) e due Titoli Piloti con Niki Lauda nel 1975 e 1977. Nel ’91 tornò a Maranello nel ruolo di Presidente, e riuscì a ricostruire la squadra e a portarla al ciclo vincente di inizio anni 2000, con Jean Todt e Ross Brawn al muretto e Michael Schumacher alla guida. Passò il testimone a Sergio Marchionne a fine 2014, dopo un’annta difficile e l’addio burrascoso di Fernando Alonso, da lui fortemente voluto per riportare il Mondiale in Emilia.
“Innanzitutto la Ferrari ha bisogno di serenità per tornare a vincere”, ha dichiarato Montezemolo, indicando però anche un fattore più tecnico. “Servirà anche qualcosa in più per quanto riguarda lo sviluppo della macchina durante la stagione“. Sicuramente le parole dell’ex Presidente hanno toccato due tasti dolenti, visto quanto successo nella seconda parte della stagione 2018. Vedremo se la Scuderia sarà capace di migliorare questi due aspetti in questa stagione, dal momento che sono fondamentali nella lotta per il Mondiale.