
Massimo Rivola comincia oggi la sua nuova vita da Amministratore Delegato di Aprilia Racing, ma non può certo dimenticare i dieci anni trascorsi alla Ferrari, molti dei quali spesi al comando della Ferrari Driver Academy. Tra i giovani cavallini che ha contribuito a lanciare, ve n’è uno che dal prossimo anno vestirà di rosso in Formula Uno: Charles Leclerc. Ed è proprio del monegasco che Rivola ha parlato in un’intervista rilasciata alla Gazzetta dello Sport.
“Il primo che mi parlò di Charles fu Jules Bianchi” ha spiegato il neo AD Aprilia, “non smetteva di dirmi quanto fosse forte questo bambino, per il quale nei weekend liberi andava a fare da coach e da meccanico sulle piste di kart. Poi, quando Arrivabene lo portò alla Ferrari e abbiamo cominciato a lavorare insieme, mi è subito sembrato chiaro che avesse una grande ambizione e la voglia di arrivare in fretta in F.1″. Riguardo al carattere del pilota, Rivola non ha dubbi, e lo paragona ad un Campione del Mondo con cui ha lavorato ai tempi del suo esordio nel Circus: “È molto determinato e corre solo per vincere, istinto comune a tutti i grandi campioni. Nel suo caso, credo che il carattere si sia rafforzato con le tragedie che ha dovuto superare, nella fattispecie la morte di Jules e del padre. Ho lavorato con Alonso nel 2001 quando debuttò in Minardi, e solo in lui ho visto la stessa cattiveria agonistica”.
Rivola ricorda in particolare due episodi accaduti nel 2017, anno in cui Charles dominò la F2, che mostrano di che pasta sia fatto il monegasco e che lo hanno stupito: “In Belgio fu squalificato dopo la vittoria in gara-1 e costretto a partire ultimo il giorno dopo. Provai a tirarlo su. Ma lui mi rispose: ‘Max sono contento, così potrò finalmente sorpassare un po’ di piloti’. Poi, alla vigilia di Baku, vide morire suo padre Hervé, ma prese il primo aereo e arrivò in pista, vincendo la gara. Molti al suo posto sarebbero crollati”.
“Negli anni della Driver Academy è migliorato soprattutto nella gestione della sua furia agonistica” ha continuato l’ex DT della Rossa. “Non ha mai commesso errori gravi in GP3 e in F2, ma si è sempre migliorato. Inoltre abbiamo lavorato tanto a livello mentale perché sapesse controllarsi di più e restare lucido. Ricordo i primi allenamenti in montagna, quando faceva ripetute in salita con le ciaspole assieme a Fuoco, ad Alesi e agli altri ragazzi dell’Academy. Charles esagerava dando tutto e subito. D’altra parte i piloti vogliono vincere sempre. Succedeva anche a Schumacher nelle partite di calcetto o ad Alonso quando si giocava a carte”.
Un ruolo fondamentale nella crescita di Leclerc lo ha giocato anche Sergio Marchionne, il quale ha dato una spinta importante alla Ferrari Driver Academy riportando l’Alfa in F.1 sulle vetture Sauber, creando quindi uno sbocco per i giovani del Cavallino. E’ successo con Leclerc, e nel 2019 sarà Giovinazzi, altro prodotto di Maranello, ad occupare quel sedile nella scuderia elvetica. “Marchionne credeva molto in Charles. Il suo lavoro ha dato credibilità a tutta la FDA”.
Guardando al 2019, Rivola si augura che la Ferrari dia ad entrambi i suoi piloti le stesse possibilità, senza favorire da subito Vettel, che resterà comunque (è bene sottolinearlo) il capitano della Rossa. “Credo e spero che la Ferrari dia a entrambi le stesse possibilità. E che prevalga il migliore. Sebastian ha vinto quattro Mondiali e sarà alla quinta stagione con il Cavallino. L’altro ha ventuno anni e solo una stagione in F.1 alle spalle. Ci sta che sia considerato un apprendistato per lui”. Ma Massimo, che lo conosce molto bene, è sicuro: “Statene certi: Charles proverà subito a vincere. E’ la sua indole”.
Non resta altro da fare quindi se non aspettare che le vetture scendano in pista, e capire se Leclerc avrà davvero le stesse possibilità di Vettel, e, soprattutto, capire se veramente, come sostiene Massimo Rivola che lo conosce bene, sarà in grado di lottare da subito per la vittoria, anche contro gli altri top drivers del Circus.