
Photo: Glenn Dunbar/Williams F1
Del vero e proprio miracolo umano se ne è parlato abbondantemente, forse anche troppo considerata la voglia di normalità dello stesso protagonista della storia. Quella sana e intatta voglia di tornare ad essere un normale pilota di Formula 1 a tutti gli effetti, riprendere da dove aveva interrotto, troppo presto. Ora, di Robert Kubica, se ne può parlare in termini esclusivamente sportivi; si può parlare della prossima stagione da pilota titolare Williams, ma anche di alcune piacevoli sliding doors…
Alla rivista Autosport, il pilota polacco ha confessato delle trattative con la Ferrari per il posto di terzo pilota e collaudatore: un ruolo dietro le quinte che non lo convinceva fino in fondo, tanto da dire no alla tanto amata Scuderia del Cavallino.
“Ho avuto delle offerte molto interessanti – ha rivelato Kubica – alle quali è stato davvero difficile dire di no; alla fine, io sono un pilota da corsa e questa mia mentalità ha prevalso. Per questo, ho preferito scegliere un posto da titolare in una scuderia storica come la Williams e sono contento di questa scelta perché rappresenta una grande sfida personale”.
La voglia di correre è tanta, di fare il suo lavoro, quello di pilota di Formula 1 a tempo pieno, quello per cui ha combattuto e sofferto in tutti questi anni dall’incidente di quel 6 Febbraio 2011. Dichiarazioni che fanno da continuum per quanto riguarda il suo speciale rapporto a distanza con la Ferrari, mai concretizzato, ma pieno di trattative nel presente, ma soprattutto nel passato: Kubica ha infatti confermato le voci riguardanti la trattativa che avrebbe dovuto portarlo a vestirsi di rosso nel 2012 a fianco di Fernando Alonso, suo grande amico.
Le differenza tra il vecchio e il suo nuovo ruolo saranno tante, a partire dall’approccio nel lavoro, fino ai combattimenti corpo a corpo, ai quali il polacco dovrà riabituarsi nel suo percorso di rientro a tutti gli effetti.
“L’approccio rispetto a prima sarà diverso – ha commentato Kubica – perché ora dovrò lavorare meno per me stesso e più per la squadra, non rischiare nulla e dare un buon feedback per far crescere la macchina insieme agli ingegneri e ai meccanici”.
Bentornato e buona fortuna Robert!