
Il 2019 sarà un’annata speciale per la F1; oltre ai nuovi giovani piloti, infatti, segnerà il ritorno di uno dei piloti più talentuosi e sfortunati degli ultimi anni, Robert Kubica. Il polacco ha parlato del suo ritorno in occasione della presentazione del nuovo sponsor della Williams, la PKN Orlen, compagnia petrolifera che aveva fortemente caldeggiato la candidatura di Kubica a driver titolare del team di Grove, dopo un anno da terzo pilota.
“Molto è cambiato dalla mia ultima gara nel 2010 – ha spiegato Robert -. Mi aspetta un compito molto difficile”. Kubica era stato costretto a interrompere la sua carriera dopo il terribile incidente nel Rally di Andora, alla vigilia della stagione 2011, che gli era quasi costato l’uso del braccio destro. Con una tenacia incredibile, il polacco ha effettuato un grande recupero, riprendendo dapprima a guidare le vetture da rally, disputando anche una stagione da privato nel WRC nel 2014. I primi test con la F.1 dopo l’incidente sono cominciati nel 2017, dapprima con Renault, poi con Williams, che nel 2018 lo ha assunto con il ruolo di terzo pilota, per poi promuoverlo e affiancarlo al giovane rampante George Russell.
“La pausa di otto anni non mi ha certo aiutato – ha continuato Kubica – ma ho una discreta esperienza e so di poter guidare a certi livelli. Mi sono prefissato dei target precisi, e sono fiducioso di poterli raggiungere. Se così non fosse, non starei qui”. La sfida più grande per il polacco deve ancora arrivare: “Il mio obbiettivo non è solo arrivare in F.1, ma restarci a lungo. Ci sono stati tanti ottimi piloti che hanno lasciato il Circus dopo una sola stagione”.
Per ottenere risultati, però, è necessario che Kubica sia supportato dal suo team. In queste due stagioni abbiamo assistito ad una caduta verticale della Williams, con vetture assolutamente poco competitive e una squadra parsa più volte allo sbando, con l’addio di personaggi chiave come Rob Smedley. “La situazione in Williams non è facile, dobbiamo essere realistici. Spero che il team abbia capito gli errori commessi in passato e che la nuova macchina sarà molto migliore delle precedenti”. Il driver di Cracovia ha sottolineato come un buon inizio sia fondamentale: “E’ importante avere una vettura competitiva sin da subito, perchè poi è difficile recuperare in corsa. Io farò del mio meglio per dare i feedback più precisi possibili, e spero proprio che insieme riusciremo a riportare il team nel posto che gli spetta”.
Jesteśmy gotowi! #Kubica #RK88 @WilliamsRacing pic.twitter.com/gt9p43uZEj
— ORLEN (@PKN_ORLEN) 29 gennaio 2019
Come è insito nella sua indole, Kubica non vede l’ora di tornare in pista con la sua solita grinta per dimostrare a tutti che il grandissimo talento espresso in passato non è andato perduto. “Voglio fare il mio lavoro nel miglior modo possibile. Voglio dimostrare a tutti che dopo otto anni posso ancora stare in questo sport, ma per fare ciò c’è bisogno di una vettura veloce, che rende tutto più facile. Nelle gare spesso ci sono situazioni, come la pioggia, gli incidenti, che fanno in modo che tu possa dimostrare quanto vali, ma c’è sempre bisogno di una vettura all’altezza. Il mio obbiettivo è fare il mio lavoro al meglio e restare il più a lungo possibile nel Circus; il mio sogno, invece, è quello di essere felice di quello che faccio”.
Una cosa è certa: se Robert Kubica torna in F1, lo vuole fare da protagonista e al massimo delle sue possibilità, non certo da comparsa. In questo però, come egli stesso ha più volte rimarcato, deve essere aiutato dal team, che dovrà essere in grado prima di tutto di mettere a disposizione del polacco una vettura competitiva, e poi lo dovrà appoggiare durante tutto il corso della stagione. La coppia formata da Kubica e Russell sarà sicuramente interessante, viste le qualità di entrambi, ma senza un mezzo all’altezza rischiano di non potersi esprimere come meritano. Già dai primi test di Barcellona, ne sapremo di più, ma sarà solo con le prime gare che potremo giudicare se la scuderia di Grove avrà fatto un buon lavoro durante l’inverno. Al momento, non ci resta che augurare a Robert il meglio per il suo ritorno in una Formula Uno che ha un grande bisogno di un personaggio come lui, con il suo carattere schietto e le sue naturali doti di guida!