
Come ogni anno, con l’avvicinarsi della gara inaugurale del Circus, si avvicendano rapidamente proiezioni e ipotesi di appassionati e addetti ai lavori sui presupposti valori in pista. I dati indicativi raccolti nei test di Barcellona difficilmente ci consegnano una gerarchia di forze affidabile e definitiva, a maggior ragione in presenza di un cambiamento regolamentare sostanziale.
Con tutti i pronostici che ad oggi propendono per Ferrari, Mercedes sembra essersi calata nel ruolo di inseguitrice, anche per sua stessa ammissione. Ma quanto di questa dichiarazione di inferiorità è frutto di strategia volta a mettere pressione ai rivali? E quanto effettivamente c’è di vero nelle parole di Toto Wolff e piloti?
Mercedes

Il team campione del mondo in carica ha stupito per aver presentato alla seconda settimana di test una versione interamente nuova dal punto di vista aerodinamico della W10. Se da un lato Mercedes può aver deciso di anticipare un vistoso pacchetto di aggiornamenti considerati i problemi riscontrati nella prima settimana, dall’altro non è concepibile rivedere interamente un progetto in appena sette giorni.
Lewis Hamilton è a caccia di un’ulteriore evoluzione e dei record di Schumacher, a cui il campione inglese dice di non pensare, ma che senza dubbio sono fonte inesauribile di motivazione. I numeri di Hamilton fanno già paura e spingono l’asticella verso un oltre quasi mai raggiunto nella storia. A Lewis sarà chiesto di trovare l’equilibrio tra la fame e le vertigini che inevitabilmente si provano quando si è in cima.
Nel corso della pausa invernale, Valtteri Bottas ha più volte ribadito di essere a disposto a tutto pur di diventare campione del mondo. Dopo un bilancio autocritico in cui ha affermato di non aver sin qui realizzato il suo potenziale, il pilota finlandese è apparso più carico e ambizioso che mai. D’altronde, o la va o la spacca: con Ocon che scalpita e poche garanzie contrattuali (opzione di rinnovo a favore della squadra), c’è chi addirittura scommette che Bottas perderà il sedile a stagione in corso. Le brame di Bottas potrebbero incattivire le dinamiche interne al team, sin qui sempre definite, in primis dal riscontro della pista.
L’atteggiamento con cui Mercedes affronterà questo inizio di campionato è stato ben rappresentato dalle parole di Toto Wolff, che rivendica per gli uomini di Brackley il ruolo di team da battere: “Già nella passata stagione eravamo dietro alla Ferrari in termini di prestazione pura e abbiamo dovuto eccellere per vincere. Siamo di fronte alla sfida più difficile mai affrontata e dobbiamo scavare dentro di noi per trovare ciò che sarà necessario per scalare la montagna. Non dobbiamo però commettere l’errore di strafare, perché sarebbe rischioso. Non siamo diventati campioni per cinque anni per caso, non dobbiamo dimenticarlo”.
Racing Point

Il cambio di proprietà dell’ormai ex Force India potrebbe dare nuova linfa e portare le risorse necessarie a rendere questo team una realtà ancora più solida. Appiedato Ocon, Lawrence Stroll ha preferito affiancare al figlio il più esperto, e forse meno temibile, Sergio Perez.
Il direttore tecnico del team in rosa, Andy Green, si è così espresso su come le nuove certezze finanziarie abbiano trasformato l’approccio e le aspirazioni del team: “Prima dovevamo pensare a tenere il team in vita, adesso possiamo concentrarci su come rendere la macchina più veloce. Siamo finalmente un team normale: se in galleria del vento dovessimo trovare delle soluzioni interessanti le potremo produrre subito, scenario prima impossibile per mancanza di denaro”.
Le prestazioni mostrate da Racing Point nei test di Barcellona sono difficili da interpretare. La sensazione è che questa “nuova” realtà possa crescere molto durante l’anno, essendosi mostrata già in passato molto efficiente nella gestione delle risorse. Tuttavia, Green chiede un anno di tempo per far rendere gli investimenti della famiglia Stroll: “Ci vuole tempo per trasformare i soldi a disposizione in una macchina veloce. Mi aspetto un grande passo avanti nel 2020”. Scopriremo se Racing Point potrà lottare per il quarto posto nei costruttori, come ci aveva abituato Force India nelle ultime stagioni (4° posto nel 2016 e 2017), soltanto tra qualche gara.
Williams

Continua ad ingrossarsi il bagaglio di guai per la storica compagine di Grove. Nonostante un parco piloti invidiabile, la Williams si è presentata ai test in ritardo e con la vettura nettamente più lenta del lotto. Claire Williams ha più volte fornito rassicurazioni circa la situazione finanziaria del team. Il congedo per motivi personali di Paddy Lowe, responsabile di un avvio di stagione imbarazzante, sembra però dimostrare il contrario. Le voci suggeriscono che il team non si possa permettere di licenziare il Chief Technology Officer, anche azionista del team, per la lauta buonuscita che gli spetterebbe.
Come se non bastasse, la Williams rischia di essere squalificata per il GP d’Australia. Il team è stato ammonito dalla FIA già a Barcellona: la Federazione ha chiesto una modifica agli specchietti retrovisori e alla sospensione anteriore della FW42, non in linea con il regolamento. Non si può non provare tristezza di fronte alla parabola involutiva di un team che ha fatto la storia della Formula 1.
Mercedes è l’unico top-team a non avere una squadra satellite: un’acquisizione o una partnership più fitta potrebbe essere strada di salvezza per la Williams?
Tirando le somme per i motorizzati Mercedes, non si può non considerare la power-unit interamente riprogettata, che necessita di maggiori collaudi prima di potersi esprimere al massimo. Attendiamo Melbourne per avere qualche certezza in più sulle varie sfide che incendieranno la griglia del 2019.