
Nuova vettura, nuovo sponsor, nuovi piloti. Il ROKiT Williams Racing si tuffa nella imminente stagione di Formula 1 tra numerose novità ed altrettante, evidenti difficoltà. I comunicati stampa diffusi dal team di Grove trasudano ottimismo, energia, positività, voglia di fare. Un entusiasmo che, necessariamente, deve animare un team di Formula 1, specie alla vigilia di una nuova stagione agonistica: i piloti — Robert Kubica e George Russell — e tutto lo staff manageriale e tecnico si apprestano ad affrontare il primo GP (Melbourne, 17 marzo) con dedizione e sportiva eccitazione.
La retorica dei comunicati stampa ed il tipico entusiasmo da “primo giorno di scuola”, tuttavia, non cancellano i palesi e preoccupanti punti interrogativi che si stagliano sull’intera stagione 2019 della Williams.
Gli spettri che aleggiano attorno allo storico team inglese — al cui vertice, nel ruolo di Deputy Team Principal, vi è Claire Williams, figlia del fondatore, Sir Frank Williams — rischiano di condizionare, in negativo, l’intero campionato.
Il primo “spettro” si chiama Paddy Lowe. Il Chief Technical Officer, all’indomani dei test di Barcellona, ha chiesto un periodo di aspettativa. “Congedo dall’azienda per motivi personali”. Il responsabile del progetto della Williams FW42-Mercedes, infatti, vive un periodo professionale alquanto tormentato. Il suo approdo in Williams (2017), dopo i positivi trascorsi in McLaren (dal 1993 al 2013; dal 2011 al 2013 ha ricoperto l’incarico di Technical Director) ed in Mercedes (dal 2013 al 2017 in qualità di Executive Director – Technical), sembrava potesse risollevare le sorti del team di Grove. Invece, la figura di Paddy Lowe rischia di tramutarsi nel più classico dei boomerang. Il tecnico di Nairobi, in queste ore, è sulla graticola. Inevitabilmente. Ma siamo sicuri che Paddy Lowe sia quel “mostro di incapacità” descritto, con tanta disinvoltura e altrettanta arroganza, dagli squali da tastiera che brulicano sui social network?
Il ROKiT Williams Racing, certamente, ha mostrato, almeno in questo pre-campionato, una non perfetta organizzazione. La Williams FW42, infatti, è stata allestita e presentata in ritardo rispetto alla concorrenza. Un sintomo non certo incoraggiante in previsione del GP d’Australia. Una volta scesa in pista, però, la Williams FW42 ha mostrato carattere progettuale e soluzioni degne di interesse. L’inedita sospensione anteriore — provvista di vistosi “bracket” finalizzati a rialzare, per ragioni aerodinamiche, i bracci superiori — ed i singolari specchietti retrovisori concavi — ritenuti poco funzionali e qualificati da una particolare configurazione aerodinamica, sì estrema ed originale ma probabilmente oltre i limiti regolamentari — manifestano, invero, una indubbia vivacità progettuale in casa Williams, qualità che va sempre riconosciuta. Vivacità che alberga negli uffici di Grove nonostante l’evidente caos aziendale.
I tecnici Williams, pertanto, sono stati sollecitati dalla FIA a modificare gli elementi incriminati. Nella fattispecie, si tratta della copertura in gomma dei suddetti “bracket”, del soffiaggio in corrispondenza del braccio più arretrato del triangolo inferiore della sospensione anteriore (a valle del braccio, infatti, vi è un sottile elemento non strutturale la cui funzione è esclusivamente aerodinamica) e degli specchietti retrovisori.
Un regolamento tecnico decente avrebbe acconsentito alla realizzazione di queste soluzione, purtroppo oggi incriminate e ritenute illegali. Ad ogni modo, i tecnici Williams, benché siano incappati — in assoluta buonafede e spinti dalla voglia di sperimentare soluzioni ardite — in veniali “errori” progettuali, hanno dimostrato — ribadiamo — una invidiabile vivacità progettuale. La sospensione rialzata, configurazione che ormai spopola al retrotreno, costituisce una intelligente soluzione la quale, probabilmente, non passerà inosservata. Ed anche gli specchietti retrovisori, benché giudicati non conformi, palesano soluzioni che, debitamente rivisitate e corrette, possono essere riproposte.
Insomma, gettare fango sull’operato di Paddy Lowe e del suo staff appare operazione ingrata e tendenziosa.
Fatto è che la Williams FW42, sebbene tecnicamente interessante, non sembra incarnare quell’atteso salto di qualità rispetto alla deludente FW41 del 2018. Nei test di Barcellona, infatti, la monoposto condotta da Kubica e Russell ha palesato non solo un montaggio ancora approssimativo (imputabile alla fretta con cui la FW42 è stata assemblata in vista degli importanti test catalani) ma anche prestazioni che la relegano ancora in fondo al gruppo.
Assente nei test in programma nei giorni 18 e 19 febbraio, la FW42 è finalmente in pista, il giorno 20, con Russell; poco indicativo l’1’25″625 (Medie C3) segnato dal giovane rookie in appena 23 giri. Il giorno 21 febbraio, Kubica e Russell si alternano alla guida: 1’20″997 (Medie C3, 17 giri ultimati) per Russell e 1’21″542 (Dure C2, 48 giri ultimati) per Kubica. Nei secondi test di Barcellona, le Williams FW42 stampano tempi decisamente più confortanti ed incoraggianti: alla fine dei quattro giorni di test (26 febbraio-1 marzo), il miglior tempo fatto segnare dai piloti Williams è l’1’18″130 di Russell (Morbide C5). Il miglior tempo in assoluto dei test invernali di Barcellona è l’1’16″221 fatto segnare da Sebastian Vettel (Ferrari SF90) su Morbide C5.
Nei quattro giorni di test (26 febbraio-1 marzo), le uniche monoposto a non aver oltrepassato il muro dell’1’18” sono state proprio le Williams di Russell e Kubica. Tutte le altre monoposto si sono attestate già sul piede dell’1’17”-1’16”.
Come leggere questi dati? Difficile decifrarli appieno. Le qualifiche ufficiali del GP di Spagna 2018 vedevano le Williams FW41-Mercedes di Lance Stroll e Sergey Sirotkin sprofondare in coda al gruppo. 18° tempo per Sirotkin (comunque penalizzato in griglia; 1’19″695 alla media oraria di 210,277 km/h, a 3,522 secondi dalla pole di Lewis Hamilton – 1’16″173 a 219,999 km/h di media), 19° tempo per Stroll, autore di un incidente al termine della Q1 (1’20″225, alla media oraria di 208,888 km/h, a 4,052 secondi dalla pole-position). In occasione del GP di Spagna 2018, la Pirelli aveva portato pneumatici di mescola Medium, Soft e Supersoft. Con le nuove Morbide C5, le Williams FW42 hanno marcato tempi migliori rispetto alle qualifiche 2018.
Molti i punti interrogativi. Se da un lato abbiamo una Williams FW42 ancora acerba, in attesa di sostanziali modifiche, priva di un Direttore Tecnico che ne indirizzi lo sviluppo e contraddistinta da prestazioni verosimilmente in linea a quelle della FW41 del 2018, dall’altro abbiamo l’incognita piloti. Russell, debuttante, e Kubica, assente dalla F1 da molti anni. In particolare, è il pilota polacco ad avere gli occhi, di addetti ai lavori e pubblico appassionato, puntati addosso. Per quanto talentuoso, anche il bravo Kubica (bravo ma non un superuomo della provvidenza…) ha bisogno di un’auto competitiva per poter emergere. Come si evince, il pessimo 2018 non era imputabile ai “paganti-e-raccomandati” Stroll e Sirotkin, bensì ad una vettura — la Williams FW41-Mercedes — nata male e dagli inguaribili difetti. Quegli stessi difetti che, sinora, hanno tarpato le ali a Russell e Kubica.
Inutile girarci attorno: Kubica e Russell rischiano di bissare la disastrosa stagione 2018 di Stroll e Sirotkin. Le premesse e le dichiarazioni (non certo trionfalistiche) post-test di Barcellona parlano chiaro. Riassumendo: Stroll totalizzava 6 punti in 21 GP, classificandosi al 18° e terzultimo posto; Sirotkin, invece, racimolava solo un punto, andando a chiudere la graduatoria Piloti al 20° ed ultimo posto. In mezzo ai due piloti Williams, l’altrettanto deludente Brendon Hartley (Toro Rosso, 4 punti). La Williams, con 7 punti, si classificava al 10° ed ultimo posto tra i Costruttori (la Toro Rosso-Honda, al 9° posto, conquistava 33 punti).
La concorrenza è spietata e la Williams, anche quest’anno, rischia di rimanere al palo. Saprà il team di Grove risalire la china, lentamente, con pazienza, intelligenza e dedizione, o Kubica e Russell saranno alle prese con una FW42 degna erede, purtroppo in negativo, della disastrosa FW41? A Melbourne i primi riscontri.
Scritto da: Paolo Pellegrini