
La prima edizione del Gp del Bahrain in F1 è datata 2004, con la pista di Sakhir protagonista della terza prova del Mondiale. L’imbattibile Ferrari dell’epoca non perse occasione per apporre immediatamente il suo sigillo anche qui con il duo Schumacher-Barrichello praticamente inattaccabile dallo start fino alla bandiera a scacchi.
Da quel 4 aprile 2004, se si esclude il 2011, il piccolo Stato arabo è diventato un appuntamento fisso nel calendario stagionale della massima formula. Domenica si disputerà ledizione numero 15 del Gp del Bahrain. Una corsa che in passato ha alternato domini incontrastati nelle posizioni di testa a gare molto combattute e incerte fino alla fine.
Tra queste spicca, sicuramente, la competizione dello scorso anno, che ha tenuto tutti col fiato sospeso fino all’ultimo centimetro prima del traguardo. Protagonisti assoluti Sebastian Vettel e Valtteri Bottas, i quali hanno girato una delle puntate più eccitanti della sfida centrale degli ultimi anni: quella tra Ferrari e Mercedes.
Al Gp del Bahrain 2018 la Rossa di Maranello era giunta con il bottino pieno della prima gara in Australia conquistato da Vettel. Carico a mille in quanto supportato da una Ferrari finalmente all’altezza delle frecce d’argento fin dai primi vagiti del Mondiale, il campione tedesco si dimostra in palla fin dalle prove, che domina in lungo e in largo. La pole è sua. Che la SF71H sia davvero una scheggia lo dimostra anche la prestazione di Kimi Raikkonen, che affianca il suo compagno di squadra nella prima fila della griglia di partenza. Bottas ed Hamilton, in quest’ordine, sono invece costretti ad inseguire dalla terza e quarta posizione.

La domenica Sebastian Vettel non ha esitazioni al via. Prende autorevolmente il comando e inizia a fare la lepre. Ruolo a lui congeniale. Chi non è proprio un fulmine è invece Raikkonen, sopravanzato da Bottas mentre Hamilton addirittura sprofonda in decima posizione. Ma quest’ultimo, mentre Vettel lì davanti è in questa fase irraggiungibile, inizia a rimontare e a dare spettacolo. Il fuoriclasse inglese, infatti, firma una manovra da applausi che fa un sol boccone sul rettilineo principale di Alonso, Hulkenberg e di Ocon.

Poi ad essere risucchiati sono Magnussen e Gasly e così Lewis s’installa saldamente al quarto posto, alle spalle del duo ferrarista e di Bottas. I primi tre adottano le gomme supersoft mentre l’inglese corre con le soft. Il fuggitivo Vettel è il primo a fermarsi ai box alla 18° tornata. Monta le soft e nei giri successivi prende corpo un progetto ambizioso ma ad alto rischio in casa Ferrari: arrivare con queste stesse gomme fino al termine del Gp. Davanti a Vettel, intanto, si fermano prima il compagno di scuderia Raikkonen e poi Bottas, che monta gomme medie, con la stessa finalità del tedesco ferrarista: fermarsi una sola volta ai box fino alla fine della corsa. Ma con l’obiettivo di arrivarci in condizioni migliori grazie a pneumatici che durano di più rispetto a quello di Vettel, caratterizzato invece da prestazioni più elevate ma anche da un maggior consumo.
Per la Ferrari e il suo pilota di punta, insomma, è un grande azzardo. Una sorta di pazza idea. Ci vorrà tutta la sensibilità e l’esperienza di Vettel nella gestione delle gomme per riuscire ad arrivare fino in fondo in prima posizione. E non è neppure detto che ciò basti. Intanto, dopo la girandola dei pit-stop al vertice, Sebastian è secondo dietro Lewis Hamilton, il quale non si è ancora fermato. Con gomma nuova, più rapida e alla massima efficienza il pilota della Ferrari è di nuovo una furia come nei primi giri e va a riprendere subito Hamilton. Lo supera di slancio in pieno rettilineo tra un mare di scintille e scappa dalla sua vista.

La gara, a questo punto, sembra nelle mani della Ferrari n. 5 ma a patto che le gomme resistano. E, invece, come si temeva, quando il film del Gp si avvicina ai titoli di coda le soft di Vettel iniziano a presentare il conto della loro fatica. Risultato: il ferrarista rallenta il ritmo e la Mercedes di Valtteri Bottas, giro dopo giro, con pneumatici anch’essi non più nuovi ma in salute si getta all’inseguimento recuperando visibilmente terreno. Più indietro, invece, Hamilton non può far altro che puntare all’ultimo gradino del podio dopo il ritiro di Raikkonen, salvo clamorose evoluzioni del duo in bagarre Vettel-Bottas. Che, intanto, è sempre più vicino.
La tensione aumenta. Vettel adesso non è più una lepre agile e scattante. Bensì una lepre dalle zampe stanche e acciaccate. È sempre più in difficoltà per l’aderenza precaria della sua Ferrari ma tiene duro. Inizia a guidare con delicatezza per mantenere velocità e stabilità. Ma Bottas gli rosicchia decimi su decimi e respira i suoi scarichi ad una manciata di giri dalla fine.
Il divario scende sotto il secondo e proprio all’inizio dell’ultimo giro sul lungo rettilineo, il finlandese, a tre decimi da Vettel, può usare il Drs per tentare il sorpasso. Non è ancora incollato alla Ferrari ma capisce che questa è la chance più ghiotta per attaccare. Quindi lo aziona, esce dalla scia ma il tedesco, sfruttando la potenza della sua power unit rintuzza senza grossi affanni l’assalto, facendo tesoro di ogni metro disponibile di vantaggio. Le gomme della Ferrari, però, sono ormai andate. Vettel guida in punta di dita per tenere in strada la macchina cercando di non far avvicinare più di tanto Bottas nel misto. Ci riesce.
Rimane solo una curva davanti a lui. È proprio l’ultima. La supera brillantemente perché la Mercedes è a distanza di sicurezza e non può più nulla contro di lui. Così, Vettel e la Ferrari trionfano quasi in volata accompagnati dal boato di gioia del pubblico in visibilio. Sebastian timbra una di quelle giornate indimenticabili nella storia della scuderia di Maranello e della sua carriera, da riportare negli annali. Il seguito del Campionato, poi, prenderà una piega ben diversa.
Scritto da: Alessandro Crupi