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    GP Bahrain F1 2019 | Cosa aspettarsi da team e piloti

    Mattia LivraghiBy Mattia Livraghi28 Marzo 2019Nessun commento9 Mins Read
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    La stagione 2019 è scattata a Melbourne e a due settimane dal round inaugurale è pronta a sbarcare in Bahrain. La pista di Sakhir è indubbiamente diversa rispetto a quella di Albert Park e sicuramente più rappresentativa dei veri valori in campo. Le caratteristiche del tracciato, con l’asfalto più abrasivo di tutto il campionato e le temperature in calo nella sera della gara, metteranno alla prova sia i team sia i piloti, soprattutto nella gestione delle gomme posteriori e nella scelta della strategia. Quindi, cosa possiamo aspettarci dalle scuderie e dai loro alfieri sul circuito di Manama?

    Mercedes

    Dopo il dominio in Australia, la Mercedes non può che arrivare da favorita in Bahrain. Tuttavia, le parole di Toto Wolff sembrano voler smorzare l’entusiasmo e la convinzione che la freccia d’argento sia ancora la macchina da battere: “La lotta è solamente appena iniziata: la Ferrari proverà a fare di tutto per controbattere e Melbourne ha dimostrato che anche la Red Bull potrà dire la sua. A Barcellona abbiamo visto il potenziale del pacchetto Ferrari, quindi ci aspettiamo che tornino forti in Bahrain, con anche la Red Bull a unirsi nella mischia. Vedremo una gara molto diversa in Bahrain. […] Dopo i test di Barcellona, ci sentivamo gli sfidanti. Qualunque cosa possa dire il risultato di Melbourne, la nostra mentalità non è cambiata da allora. Una gara non determina l’ordine di arrivo per il resto della stagione”. Parole chiare dunque quelle del team principal della scuderia con sede a Brackley, che rimandano eventuali ipotesi sullo sviluppo della stagione al secondo round del campionato e vogliono dar voce alla pista perché è ancora tutto da giocare.

    Sarà tutta da giocare anche la sfida dentro casa Mercedes tra Lewis Hamilton e Valtteri Bottas. Dopo la sorprendente prova di forza dell’Australia, il finlandese vorrà mantenere la forma strepitosa e imporsi su tutti per dimostrare di potersi realmente giocare il titolo iridato. Il cinque volte campione del mondo invece vorrà riscattarsi da una prima gara un po’ sottotono, che lo ha visto scattare male dalla pole position e, con un fondo danneggiato, non riuscire mai a impensierire il compagno di squadra.

    Ferrari

    Nella gara inaugurale della stagione la Ferrari ha indubbiamente deluso le rosee aspettative che si erano create in seguito alle performance nei test invernali. Tuttavia, a partire dal Bahrain la scuderia italiana vorrà dimostrare che la débâcle di Melbourne rimarrà un caso isolato in questo 2019. Il team principal Mattia Binotto è stato chiaro nell’illustrare le intenzioni della compagine di Maranello e il lavoro già svolto per migliorare: “Credo che come squadra dobbiamo verificare in Bahrain di aver capito e gestito le aree di debolezza che in Australia, per tutta una serie di fattori, non ci hanno permesso di sfruttare appieno il potenziale della vettura. Ci aspettiamo di poter vedere l’effetto delle correzioni che abbiamo apportato, anche se siamo consapevoli che i nostri avversari saranno ancora una volta molto forti”.

    L’intenzione di Sebastian Vettel sarà certamente quella di tornare nelle posizioni di vertice, dimostrando il vero valore della SF90 e consolidando sin da subito il suo ruolo di capo squadra. Charles Lecerc invece, dopo un inizio positivo ma con qualche sbavatura, vorrà indubbiamente andare a caccia del primo podio in carriera e stare davanti al compagno di box sin dalle qualifiche per non essere bloccato da team order discutibili.

    Red Bull

    Dopo aver iniziato il campionato con il piede giusto e aver regalato alla Honda il primo podio nell’era turbo ibrida, la Red Bull è determinata nel dimostrare di potersi contendere le posizioni di vertice anche su un circuito più rappresentativo come il Bahrain. Sicuramente la prestazione della RB15 a Melbourne ha dato segnali incoraggianti, ma il suo vero valore, come quello delle altre macchine, si esprimerà in modo più veritiero sulla pista di Manama. Lo stesso Max Verstappen ne è consapevole e benché sia fiducioso nel potenziale della vettura ha voluto essere realista nelle sue dichiarazioni: “Cominciare la stagione con un podio in Australia è molto positivo, ma Melbourne non è un circuito tipico, quindi non dobbiamo farci trasportare troppo. Non penso che sapremo davvero dove siamo rispetto agli altri fino a dopo la Cina”.

    Il pilota olandese sarà comunque determinato come sempre nel lottare per il miglior risultato possibile e concludere ancora sul podio in modo tale da dare un’ulteriore prova della sua crescita. Pierre Gasly dovrà invece dimostrare di essere all’altezza e confrontarsi direttamente con il compagno di squadra dopo un primo weekend molto difficile.

    Haas

    La Haas arriva in Bahrain dopo un inizio che porge due facce della stessa medaglia: Kevin Magnussen sesto al traguardo, il “migliore degli altri”, mentre Romain Grosjean ritirato a causa di un cedimento sulla ruota anteriore sinistra. In ogni caso la squadra americana si è mostrata competitiva, ma ancora troppo lontana dalla Red Bull, suo target nel 2019. Dunque, a partire dal Sakhir la scuderia con sede a Banbury punterà ad avvicinarsi ai top team e il team principal Gunther Steiner si è espresso fiducioso: “La nostra macchina ha dimostrato di essere veloce a Barcellona e in Australia, quindi non prevedo nulla di diverso per il Bahrain”.

    Sicuramente in Bahrain vorrà confermarsi veloce Magnussen, mentre Grosjean vorrà concretizzare quanto di buono fatto vedere a Melbourne.

    Renault

    Il primo Gran Premio della stagione ha indubbiamente regalato sensazioni contrastanti alle due Renault: una settima con una gara solida di Nico Hulkenberg e l’altra ritirata dopo una corsa partita subito male per Daniel Ricciardo. La squadra francese porterà già degli aggiornamenti in Bahrain per migliorare e imporsi nella lotta di metà schieramento, che in Australia l’ha vista indietro rispetto alla diretta rivale Haas. Il team principal Cyril Abiteboul è stato deciso nell’illustrare il programma di crescita della scuderia con sede a Enstone: “Dobbiamo evidenziare la crescita del nostro motore e il secondo Gran Premio del 2019 è un’opportunità per dimostrarlo. Porteremo degli aggiornamenti aerodinamici, come faremo ad ogni gara”.

    Anche Hulkenberg, dopo una prima gara convincente e nonostante la prestazione interlocutoria del nuovo pacchetto Renault, vorrà verificare i progressi della scuderia transalpina su un tracciato più rappresentativo. Ricciardo vorrà invece avere l’occasione di disputare il suo primo Gran Premio completo con la Renault per conoscere meglio la macchina e arrivare presto a esprimere il suo potenziale.

    Alfa Romeo

    In Bahrain l’Alfa Romeo sarà determinata nel confermarsi competitiva con entrambe le macchine e il team principal Frederic Vasseur è stato chiaro sull’obiettivo: “Spingeremo ancora di più per fare qualche punto in più a partire dal Bahrain”. È inoltre attesa una nuova verifica in pista del pacchetto aerodinamico che non aveva funzionato nei test di Barcellona.

    Kimi Raikkonen vorrà dunque portare avanti il lavoro di sviluppo della C38 e conquistare altri punti preziosi. Antonio Giovinazzi è invece atteso nel dare una risposta convincente dopo un primo weekend complicato.

    Racing Point

    La Racing Point è un’altra vettura che arriva in Bahrain per avere risposte più chiare riguardo al suo rendimento. Tuttavia, sono ben definiti gli obiettivi della scuderia con sede a Silverstone, illustrati dal team principal Otmar Szafnauer: “In questa fase dell’anno ci serve solo essere costanti e raccogliere punti. Avremo dei miglioramenti in arrivo in Bahrain, ma il compito sarà quello di estrarre il potenziale dal nuovo pacchetto introdotto a Melbourne. Il Bahrain ci darà un’indicazione migliore su dove ci troviamo, su una pista molto più tradizionale”.

    Lance Stroll vorrà quindi confermare il buon livello mostrato in Australia e Sergio Perez vorrà sicuramente entrare in top ten.

    Toro Rosso

    Come tante altre, la Toro Rosso è ancora da scoprire e il circuito del Bahrain sarà un buon banco prova sia per la scuderia italiana sia per i piloti. Dopo il ritorno convincente in Formula 1 con la conquista della decima posizione a Melbourne, Daniil Kvyat si mostra fiducioso: “Possiamo giocarcela a centro gruppo”. Indubbiamente anche il rookie Alex Albon vorrà concretizzare la velocità espressa in qualifica e conquistare i primi punti iridati, forte dell’esperienza della prima gara e conoscendo già il tracciato di Sakhir.

    McLaren

    Dopo un avvio complicato a Melbourne e concluso come unica squadra insieme alla Williams a non aver preso neanche un punto, la McLaren arriva in Bahrain con molta voglia di dimostrare di poter dire la sua nella lotta di centro gruppo. Il direttore sportivo Gil de Ferran ha illustrato chiaramente la situazione: “Proveremo a capitalizzare i molti insegnamenti positivi dell’Australia. A questo punto della stagione abbiamo visitato solo due piste, quindi rimane difficile prevedere quanto saremo adatti a questo circuito. […] Continuiamo a focalizzarci su due aree: ottenere guadagni incrementali che avranno un impatto costante sui nostri risultati nel corso della stagione e svolgere bene l’intero weekend di gara”.

    Carlos Sainz sarà indubbiamente focalizzato sullo stravolgere l’andamento avuto a Melbourne ed esprimere a pieno sia il suo valore sia quello della MCL34. Lando Norris invece vorrà ripartire dalla velocità espressa nella qualifica d’esordio per poi essere più incisivo in gara su un circuito che conosce già e su cui ha dominato la scena l’anno scorso al debutto in Formula 2.

    Williams

    La Williams arriva in Bahrain consapevole che non potrà ribaltare la situazione di estrema difficoltà in cui si è trovata a Melbourne, ma con l’obiettivo di migliorare gradualmente. Sono difatti chiare le parole del Senior Race Engineer Dave Robson: “Proveremo a migliorare partendo dagli insegnamenti dell’Australia e puntiamo a massimizzare la performance della macchina attuale mentre continuiamo anche a investigare le aree più fruttuose per il futuro sviluppo della vettura”.

    Robert Kubica vorrà sicuramente svolgere un weekend più pulito rispetto a quello di Melbourne per lavorare meglio sulla pista in cui nel 2008 ha ottenuto la sua prima e unica pole position. George Russell invece vorrà continuare a imparare e migliorare, con l’obiettivo di ridurre il distacco dalle altre vetture.

    In linea generale ci si presenta in Bahrain con aspettative di sfide serrate sia per la lotta al vertice della classifica sia per la bagarre di centro gruppo. È importante ricordare che il Sakhir darà certamente indicazioni più veritiere rispetto all’Australia, ma sarà comunque solo il secondo round di 21 in programma. In ogni caso ci si prepara a vivere il secondo Gran Premio della stagione 2019, che indubbiamente riserverò molto da scoprire e tanto spettacolo.

    Noi di Circus F1 vi terremo aggiornati, rimanete collegati.


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    Mattia Livraghi

    Mattia Livraghi | Ho iniziato a correre con i go-kart a livello agonistico nel 2008 e sono arrivato a competere nella categoria regina del karting a livello nazionale. Il sogno è sempre stato quello di diventare pilota ma dopo il motorsport l’altra mia grande passione è la scrittura. Abbinare le due cose insieme? Un mix da favola e una grande opportunità. Condividere la mia passione e trasmetterla agli altri per me è qualcosa di speciale.

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