
Siamo solamente al secondo Gran Premio ma per la Ferrari SF90 è già tempo di esami: non di maturità come i Test F1 di Barcellona potevano far pensare a questo punto del campionato, ma di riparazione, dopo il disastroso Gran Premio d’Australia. Tanta pressione ma anche tanta voglia di dimostrare che il potenziale di questa macchina non è quello visto ad Albert Park, come già più volte ripetuto dal Team Principal Mattia Binotto.
Il Bahrain sarà un banco di prova fondamentale per le sorti del campionato Ferrari, il primo circuito “vero”, il primo appuntamento nel quale si capirà veramente qualcosa delle reali prestazioni delle monoposto e, per questo, la Rossa deve impressionare come nei test. Altrimenti si farà dura, perché la Mercedes non è una di quelle scuderie che concede respiro agli avversari.
Sarà proprio questo il fil rouge del fine settimana nel deserto: la rincorsa della Ferrari alle frecce d’argento che, ora, hanno a disposizione due punte dopo la formidabile vittoria di Valtteri Bottas nella terra dei canguri. Serviranno, per questo, due Rosse competitive, due piloti a proprio agio con la vettura per dimenticare il primo tremendo weekend della stagione. Un Sebastian Vettel dei giorni migliori, spensierato e senza l’ansia di dover inseguire fin da subito, conscio della forza della vettura come era a Barcellona; un Charles Leclerc che dovrà dimostrare di poter reggere la pressione, di stare vicino al proprio compagno di squadra e dargli una grossa mano in caso di necessità.
Se la Ferrari mancasse, in maniera eclatante, anche l’appuntamento in Bahrain, allora il campionato potrebbe già essere compromesso: inseguire così da lontano la Mercedes, un team che ha dominato l’era ibrida e che sembra non avere punti deboli, sarebbe un’impresa titanica, praticamente impossibile. E’ per questo che, per tutti i tifosi della scuderia di Maranello, il Gran Premio del Bahrain appare come una finale, troppo importante da vincere e troppo dolorosa da perdere. Il bivio della stagione o, addirittura, l’ultima spiaggia.