
Una Ferrari non all’altezza di Charles Leclerc, un Sebastian Vettel non all’altezza della Ferrari: meglio di così, il Gran Premio del Bahrain della Scuderia di Maranello non si può davvero spiegare. Una SF90 a due facce, quella veloce in qualifica e costante sul passo gara, migliore della Mercedes, e quella inaffidabile e problematica.
Piloti a due facce, un Leclerc fantastico, fermato solo dalla sfortuna, che ha surclassato un Vettel di nuovo pasticcione e alle prese con i fantasmi dell’anno scorso che sembrano ancora non essersi dissolti del tutto. Sono tanti i pensieri che perseguiteranno la Ferrari e la sua gente in queste due settimane prima del prossimo appuntamento in Cina, da non sbagliare per alcun motivo.
Con tutta la pressione che ne deriva, ovviamente. L’unica buona notizia del week end nel deserto è rappresentata dal ritorno della prestazione pura della macchina sia sul giro veloce che sulla lunga distanza ed è da qui che si deve ripartire, in termini di lavoro e, soprattutto, in termini psicologici. Nonostante ciò, Leclerc avrà il morale sotto le scarpe per una vittoria sontuosa che stava maturando, rovinata da un problema al motore; una bellissima storia che si è tramutata, sul più bello, nel più impensabile degli incubi. La Ferrari è in debito nei suoi confronti, nella speranza di estinguerlo a Shanghai.
E poi c’è il capitolo Vettel: il tedesco è nervoso, sembra “bipolare”. Nelle interviste fa trasparire una tranquillità che quasi mai viene confermata dal verdetto della pista; la sua voglia di primeggiare, la sua voglia di vincere è tanta, forse troppa in un momento come questo, dove la pazienza è, più che mai, la virtù dei forti. Seb sembra non averne e commette errori, anche da principiante, come il testacoda di ieri nel duello con la Mercedes di Lewis Hamilton, errori che da un quattro volte campione del mondo non ti aspetti. Ma proprio perché è un quattro volte campione del mondo, il tedesco avrà la forza di reagire a questo ulteriore momento di appannamento. Perché la Ferrari ha bisogno dell’estro di Leclerc ma anche dell’enorme esperienza di Vettel, anche se ora dovrà dimostrare più lui a 31 anni, del suo ventunenne compagno di squadra. Strano ma vero. Saranno due settimane di grande lavoro a Maranello, ma anche di riflessioni per il futuro, sia per il team che per i piloti.
GP BAHRAIN F1 2019 – I VIDEO DI GARA E DOPO GARA