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    Gp Cina F1: nel 2018 Daniel Ricciardo spezzò le speranze Ferrari

    Alessandro PradaBy Alessandro Prada11 Aprile 2019Nessun commento5 Mins Read
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    Domenica la F1 tornerà in pista sul circuito di Shanghai, in una gara valevole per il Gran Premio di Cina 2019 che segna il GP numero 1000 della storia della F1.

    Le Ferrari, dopo la doppietta andata in frantumi nell’ultima apparizione in Bahrein, ci presenta in Cina con entrambi i piloti determinati a risollevare le sorti di un mondiale che, pur essendo ancora gli inizi, vede già la Mercedes autrice di due doppiette su due, con Bottas ed Hamilton che si sono alternati in qualità di vincitori.
    Si arriva dunque a Shanghai, un vero e proprio “Tilkodromo” che storicamente ha quasi sempre sorriso proprio alla causa ferrarista. Su questo tracciato, le vetture di Maranello si sono rese protagoniste di alcune gare positive, come quando nel 2015 Sebastian Vettel colse il suo primo successo al volante del Cavallino Rampante.

    Anche nel 2018, ossia nella passata stagione, la Ferrari si presentò in Cina con tutte le carte in regola per lasciare Shanghai con il bottino pieno. Eppure, nonostante i buoni propositi della vigilia, le cose non andarono benissimo per il duo Vettel-Raikkonen, almeno in gara.

    LE PROVE LIBERE

    Venerdì 13 aprile 2018 è il giorno in cui si apre ufficialmente il sipario sul GP di Cina, giunto alla sua 15° edizione.

    Pur essendo solo al terzo appuntamento della stagione, la classifica iridata parla già chiaro, ed evidenzia un ottimo stato di forma della Ferrari. A guidare la classifica infatti, a punteggio pieno, c’è Sebastian Vettel, autore di due vittorie in Australia e Bahrein. Sul circuito cinese il tedesco ha la grande occasione per realizzare una gradita tripletta, in una pista dove sia lui che il suo team hanno spesso mostrato i muscoli.

    Eppure, nelle prime due sessioni di prove libere, a comandare la classifica sono le Mercedes, mai così in difficoltà in avvio di campionato nell’era delle power unit. Nella FP1 e nella FP2 è così Lewis Hamilton a registrare i giri più veloci delle rispettive sessioni, con il solo Kimi Raikkonen che cerca di mettere pressione al duo costituito dal campione del mondo in carica e da Valtteri Bottas.

    Alla vigilia delle qualifiche però, nella terza sessione, la Ferrari rialza la testa, piazzando entrambe le monoposto in prima e seconda posizione, con Vettel in testa. Un guizzo che scalda l’attesa per la lotta alla pole position.

    LE QUALIFICHE – PRIMA FILA FERRARISTA

    Nonostante le due sessioni di libere chiuse al comando, la Mercedes teme il ritorno della Ferrari in qualifica. Non a caso, le due vetture di Maranello tirano fuori il massimo del loro potenziale proprio al sabato, dimostrando di possedere un passo più rapido rispetto ai rivali della casa tedesca.

    Il più in palla sembra essere Kimi Raikkonen, che nei minuti conclusivi della Q3 sigla il giro più veloce, abbattendo il record della pista. Subito dopo il giro del finlandese però, arriva la replica di Vettel, che strappa la pole position al suo compagno di squadra.

    In questo modo, la Ferrari si assicura la prima fila del GP di Cina, distanziando le Mercedes (3° Bottas e 4° Hamilton) addirittura di 4 decimi.

    LA GARA – RICCIARDO SFRUTTA LA SAFETY CAR

    In gara entrambe le Ferrari partono dunque con il grande vantaggio della prima fila. Alla partenza sia Vettel che Raikkonen sono artefici di un buon spunto, con il finlandese che sembra avere la meglio. Nel tentativo di difendere la sua leadership, Vettel stringe il suo compagno di squadra, che a sua volta perde la posizione a favore di Bottas e di un ottimo Verstappen, tenendo testa solo ad Hamilton, protagonista di uno start non proprio eccellente.
    Fino al primo turno di cambio gomme, la classifica nelle zone nobili resta invariata. In questo frangente, entrambe le Red Bull optano per le gomme medie.

    Una mossa apparentemente rischiosa, ma fondamentale per l’economia della gara. Verso il 40° giro infatti, le due Toro Rosso di Gasly ed Hartley entrano in collisione, costringendo la Direzione Gara all’ingresso della Safety Car.
    E’ proprio in questo frangente che le Red Bull vengono richiamate ai box per montare la mescola soft, portandosi in vantaggio sugli avversari in termini prestazionali nel consumo dei pneumatici.

    Alla ripartenza, la superiorità delle Red Bull emerge in modo evidente. In testa c’è Bottas, seguito Vettel, Hamilton, Verstappen, Raikkonen e Ricciardo. In primis, Ricciardo supera Raikkonen, e poco dopo anche il suo compagno di squadra, vittima di un errore in un duello ravvicinato con Hamilton.

    L’inglese della Mercedes non può far nulla per contenere la rimonta furiosa di Ricciardo, e qualche istante dopo deve capitolare anche all’affondo di Verstappen. L’australiano della Red Bull è incontenibile: porta a casa un sorpasso deciso anche su Vettel, con il tedesco che si ritrova negli specchietti la sagoma di Verstappen. L’olandese affonda un attacco azzardato al tornantino prima del traguardo, colpendo in pieno la Ferrari. La mossa danneggia entrambe le vetture, mandando su tutte le furie Vettel, costretto a retrocedere fino all’8° posizione finale.

    Con Verstappen e Vettel fuori dalla lotta, sia Bottas che Hamilton iniziano ad accusare problemi di aderenza con le gomme ormai usurate. Ricciardo ne approfitta per rubare la testa della gara a Bottas, mentre Raikkonen “scippa” la terza posizione ad Hamilton.

    Il Gran Premio di Cina 2019 finisce così nelle mani di Daniel Ricciardo, alla sua 6° vittoria in F1. Dietro di lui, il podio viene completato dai due finlandesi Bottas e Raikkonen.

    Nonostante il risultato negativo, Vettel conserva la prima posizione nella classifica iridata.

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    2018 cina red bull ricciardo shanghai verstappen vettel
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    Alessandro Prada
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    Alessandro Prada | Appassionato da una vita di sport e di F1 in particolare. Cresciuto tra le vittorie di Schumacher e la leggenda di Senna con la Ferrari sempre nel cuore.

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