Con quattro gare completate della stagione 2019 di Formula 1, è interessante confrontare la classifica costruttori di quest’anno con quella della scorsa annata.
Siamo partiti dal numero di punti conquistati dai dieci team per creare un istogramma che mostrasse gli incrementi o decrementi nel punteggio. Il dato più rappresentativo è certamente il delta, espresso in percentuale, che ci restituisce una misura dei risultati dopo le prime quattro gare dei due campionati.

Il team Mercedes ha sin qui impressionato, con quattro doppiette nelle prime quattro gare. Stabilito il nuovo record per doppiette consecutive all’inizio di una stagione, la compagine anglo-tedesca ha segnato il 57% di punti in più rispetto al 2018 (173 contro 110). L’incremento relativo è il più importante tra tutti i dieci team della griglia. Hamilton e Bottas si sono spartiti equamente le vittorie, promettendo agli appassionati una sfida vivace all’interno del team di Wolff.
La seconda posizione della classifica costruttori è occupata dalla Ferrari, che l’anno scorso era leader con appena quattro lunghezze su Mercedes. La Scuderia capitanata da Binotto ha ottenuto quindici punti in meno rispetto al 2018, con una flessione del 13%. Le ragioni sono da ricercare in un mix che agglomera un’affidabilità precaria (Bahrein – Leclerc), errori dei piloti (Bahrein – Vettel, Baku – Leclerc), qualche scelta discutibile del muretto (Cina – Leclerc; Baku – Leclerc) e un pacchetto tecnico che, complessivamente, è apparso inferiore ai rivali in argento.
Sorprende positivamente la Red Bull, con un incremento del 16%. Il podio ottenuto da Verstappen nella gara inaugurale è stato seguito da tre medaglie di legno, che comunque evidenziano la solidità del pilota olandese. Da sottolineare la crescita di Gasly, che dopo aver dopo aver deluso nelle prime uscite, sta trovando un miglior feeling con la sua vettura. Buon inizio per il binomio con Honda, seppur siano stati montati nuovi elementi della power unit già in Azerbaijan.
Nonostante un vistoso calo nei punti conquistati (-50%), l’avvio di stagione di una McLaren con un parco piloti rivoluzionato è tutt’altro che negativo. Perso Alonso, che nelle prime gare del 2018 ci aveva illusi sulle reali potenzialità della partnership con Renault, il team di Woking ha trovato il miglior rookie di questa prima parte di campionato: Lando Norris. Partenza più sfortunata per Sainz. Riuscirà la McLaren a rimanere best of the rest?
Cambio di nome e proprietà ma risultati sostanzialmente invariati per la Racing Point. Stabilmente nella top ten, l’esperto Perez e il ventenne Stroll hanno assicurato al team 17 punti, +6% rispetto al 2018. Le ultime dichiarazioni del pilota messicano fanno ben sperare per il futuro prossimo della squadra in rosa: “La nostra stagione inizierà a Barcellona”.
Poderoso incremento di punti (+30%) per l’Alfa Romeo Racing, grazie a un rinvigorito Raikkonen, autore di tutti i 13 punti del team. Più in difficoltà il nostro Giovinazzi, che ha pagato i numerosi problemi di affidabilità del suo pacchetto, oltre al divario di esperienza con il suo compagno di team.
Scoraggiante la situazione della Renault che, con appena 12 punti conquistati, segna un -66% rispetto al 2018. Nonostante una coppia di piloti di prim’ordine, il team guidato da Abiteboul non ha sin qui dimostrato di potersi avvicinare ai top team. Le promesse di miglioramento non si sono avverate e il team d’Oltralpe dovrà lottare per riconfermarsi quarta forza.
Non meno preoccupante il momento vissuto dalla Haas. Il team americano ha conquistato otto punti, -27% se confrontato al 2018. La squadra di Steiner ha sin qui raccolto un solo piazzamento a punti, il sesto posto di Magnussen in Australia. I buoni riscontri ottenuti in qualifica non vengono confermati in gara, tre ritiri in quattro gare per Grosjean.
Penultima in classifica costruttori, la Toro Rosso segna un -69%, con appena 4 punti messi a segno. Nel 2018, una prestazione incredibile di Gasly in Bahrein (quarto posto) aveva garantito al team di Faenza ben 12 punti sui 13 totali.
Albori neri per la Williams, in una crisi tecnica senza fine. Zero punti contro i quattro della passata stagione, -100% rispetto al 2018, quando soltanto la rocambolesca gara di Baku aveva permesso a Stroll di ottenere l’ottavo posto. È brutto, sportivamente parlando, non poter saggiare il potenziale dei due piloti. Russell, dopo aver vinto consecutivamente GP3 e F2, non ha commesso errori ed è stato davanti al compagno in ogni occasione, ma è innegabile che debba pazientare in attesa di condizioni tecniche più favorevoli. Anche il ritorno di Kubica, da tempo auspicato, è sin qui difficilmente valutabile.