
Il GP di Spagna doveva e poteva essere l’appuntamento principale per poter risollevare le sorti di un campionato fin qui dominato dalla Mercedes. E invece, ancora una volta, l’ennesima prova d’appello della Ferrari e di tutti gli altri team si è chiusa con un’altra bocciatura.
Pesante, anzi, pesantissima. Perché la quinta prova del mondiale si è conclusa con la quinta doppietta consecutiva della Mercedes, che ribadisce ancor di più il suo ruolo da assoluta protagonista in questo mondiale. Nessun altra squadra nella storia della F1 era mai riuscita a collezionare un bottino così ricco e così schiacciante per gli inseguitori, inermi di fronte ad una superpotenza che sembra non conoscere crisi.
A Barcellona si sono viste tante conferme, nel bene e nel male, ma che convergono in un unico dato di fatto: per battere questa Mercedes, nonostante siamo ancora agli inizi della stagione, servirebbe un miracolo ai limiti dell’utopia. Ma ogni GP ha una storia unica, particolare. Anche il GP di Spagna 2019, apparentemente privo di emozioni e di equilibrio tra le squadre, non è certamente privo di alcune indicazioni.
1 – La Ferrari gioca la carta della Power Unit
I team di Formula 1 fanno ritorno in Europa per il GP di Spagna, valevole per la quinta prova del mondiale 2019. Sulla pista di Montmelò, i piloti fanno ritorno su un tracciato in cui avevano effettuato i test invernali pre-stagionali, e che avevano indicato la Ferrari ad altissimi livelli di competitività.
Eppure, nonostante le impressioni, il campionato ha raccontato una storia completamente diversa. Con un bottino magrissimo di risultati, la casa di Maranello si presenta in Spagna con una power unit evoluta, nel tentativo di contrastare il dominio della Mercedes. La componente, che doveva esser presentata in occasione del GP del Canada, viene dunque anticipata con la prova catalana.
2 – Bottas non si ferma. E’ ancora pole!
La mossa ferrarista però, non porta i risultati sperati. Sin dalle prove libere, la Mercedes dimostra di possedere un passo nettamente superiore non solo nei confronti della Ferrari, ma anche di tutto il resto della griglia di partenza. La storia si ripete anche in qualifica, dove sale in cattedra un Valtteri Bottas da applausi. Il finlandese, leader del mondiale, conquista infatti la pole position davanti al compagno di squadra Lewis Hamilton. Bottas conferma così il suo stato di grazia, ottenendo la 9° pole della carriera e soprattutto la terza consecutiva.
3 – Vettel illude i ferraristi alla partenza
La prima fila è ancora tutta occupata dalla Mercedes, ma alle spalle del team tedesco c’è subito la Ferrari di Vettel. Allo spegnimento del semaforo rosso, è proprio il tedesco ad avere uno spunto migliore, affiancando in fondo al rettilineo entrambe le Mercedes. Alla staccata della prima curva, Vettel blocca però l’anteriore, perdendo non solo l’occasione del sorpasso, ma anche la posizione su Verstappen, che sale così in terza posizione. Nella battaglia ne approfitta Hamilton, che guadagna la testa della corsa mettendo subito un buon distacco tra sé e Bottas.
4 – La safety car non porta gli effetti sperati
A quindici giri dalla fine le Mercedes dominano con Hamilton e Bottas, mentre Verstappen resta in terza posizione anche dopo il valzer dei pit stop. E’ in questo frangente che avviene il contacco tra Lando Norris e Lance Stroll. I due piloti entrano in collisione, finendo fuori pista. L’incidente obbliga la Direzione Gara all’ingresso della Safety Car, che azzera i distacchi.
Il pubblico spera così di poter assistere agli ultimi giri con il fiato sospeso, con Verstappen a caccia di Bottas e con lo stesso olandese chiamato a difendere dai possibili attacchi della Ferrari, in un ultimo disperato tentativo di puntare al podio.
Alla ripartenza, però, le posizione rimarranno congelate, con la sola Haas di Magnussen che regala spettacolo, difendendosi dagli attacchi del compagno di squadra. Anche Leclerc rischia di perdere la posizione dopo l’attacco di Gasly, ma il monegasco resiste.
5 – Nessuno come la Mercedes
Lewis Hamilton vince così il GP di Spagna 2019, tagliando il traguardo dopo una gara vissuta sempre in testa e senza particolari preoccupazioni. Grazie a questo risultato, l’inglese torna così leader del mondiale, scavalcando Bottas nella classifica iridata. Con cinque doppiette su cinque gare disputate, la Mercedes mantiene così il punteggio pieno in classifica, ingigantendo così il record già conquistato nella precedente gara di Baku.
Per la Ferrari invece, la crisi si fa sempre più profonda, culminata dal sorpasso di Verstappen nella classifica mondiale, con l’olandese che ritorna al terzo posto davanti a Vettel.
Tutto questo in una gara che potrebbe rappresentare l’ultima edizione del GP di Spagna, che dal 2020 potrebbe essere assente dal calendario a favore del GP d’Olanda, che ritornerebbe nel circus con il grande ritorno di Zandvoort.