
Romagnolo di Brisighella, Gabriele Tredozi ha rappresentato il volto storico della Minardi dal punto di vista tecnico. Ha iniziato la sua avventura nella scuderia di Faenza come ingegnere di gara nel 1988, ruolo che ha esercitato fino al 1996. Coordinatore tecnico dall’anno successivo, diviene responsabile della progettazione delle monoposto di F1, delle aree di produzione e della gestione tecnica in pista.
Dal 2001 è direttore tecnico della Minardi. Ci resterà fino a metà 2006 quando, nel frattempo, il team di patron Gian Carlo è stato rilevato dalla Scuderia Toro Rosso. Ospite d’onore e grande protagonista anche lui del Motorshow 2Mari, ci descrive la vettura siglata PS04B, che ha corso nella stagione di F1 2004 fino ai primi tre Gp del 2005 e che, trasportata nell’area di Saline Ioniche in cui svolge lo show motoristico, ha effettuato le applaudite evoluzioni sulla pista “Gilles Villeneuve”.
Evento unico, questo, nella storia della Calabria in quanto è la prima volta che una monoposto di F1 si è esibita in questa regione. «La PS04B – spiega l’ingegnere – è una F1 dotata di motore Cosworth V10 di 3000 cc senza limitazioni, con un regime di rotazione di 18.000 giri al minuto che esprime 850 cavalli di potenza». È stato lui stesso a guidare la sua creatura lungo gli oltre 800 metri della pista “Villeneuve” mettendosi nei panni del pilota. «Girare in condizioni di velocità ridotta è molto difficoltoso e non è facile gestire la macchina in quanto non hai la frizione al pedale bensì sul volante e con alti angoli di sterzata. Le curve sono molto strette ma il nostro scopo, in questo caso, è stato quello di effettuare la dimostrazione di una monoposto di F1 in pista».
Considerando che rispetto a quando è stata sfornata la PS04B sono trascorsi 15 anni, abbiamo pensato di chiedere a Gabriele Tredozi quanto è cambiato in F1, sul lato tecnico, nella costruzione delle macchine. «Sul piano delle dimensioni e della struttura telaistica – evidenzia Tredozi – non è cambiato nulla perchè il regolamento su questo aspetto è rimasto lo stesso. Le maggiori variazioni sono state apportate sul piano motoristico con l’introduzione della power unit. Dal 2004 i primi cambi di motorizzazione sono stati introdotti dal 2006 al 2013 con la riduzione dei cilindri da 10 a 8 e della cilindrata, da 3000 a 2400 cc.
Poi – rileva – sono arrivate le F1 con le unità motrici ibride a partire dal 2014 fino agli attuali doppi motori elettrici, con una grande efficienza in termini di potenza e consumo. Tanto per fare un esempio – entra nel dettaglio Tredozi – nel 2004 c’erano ancora i rifornimenti in gara e una vettura di F1 dell’epoca consumava più di 200 litri di benzina. Oggi, con le potenze delle power unit che si aggirano sui 1000 cavalli, si riesce a completare una gara con circa 130 litri. Nel contempo, però, con questo nuovo regolamento i costi sono esplosi». Elemento, quest’ultimo, non certo rassicurante per un costruttore che, oggi, vorrebbe inserirsi in pianta stabile nel Mondiale di F1.