
Nel giorno della rabbia Ferrari per la vittoria scucita dal petto di Sebastian Vettel da parte della direzione gara, l’altro pilota del Cavallino, Charles Leclerc è stato protagonista di una gara senza particolari squilli e, quasi sempre, in solitudine. Il momento chiave della sua corsa sarebbe potuto essere alla partenza se fosse riuscito a scavalcare Lewis Hamilton dalla terza posizione: il monegasco ci ha provato con le unghie e con i denti ma non è stato in grado di sopravanzare il leader del mondiale. Da lì mette in pista un ritmo troppo veloce per gli inseguitori e troppo lento per stare con i due fuggitivi in testa alla gara.
Al giro numero 33 il muretto Ferrari lo richiama ai box per la sosta dopo aver cercato di allungare il più possibile il suo stint su gomme medie: questo gli ha fatto perdere ulteriori secondi da Vettel ed Hamilton e, uscito dalla pitlane, si è ritrovato ad inseguire il duo di testa a più di dieci secondi di ritardo. Una strategia magari discutibile ma che ci poteva stare considerando il buon passo mostrato con gomme medie a fine vita, anche più veloce della Mercedes di Lewis. La seconda parte di gara con gomme dure è stata molto veloce per Charles che ha tenuto per molte tornate il giro veloce fino ad essere battuto nelle ultime battute di gara da Valtteri Bottas con gomme morbide.
Un terzo posto che non lo soddisfa a pieno sia dal punto di vista collettivo, considerando la disavventura del suo compagno di squadra, sia dal punto di vista meramente personale, dato che non è mai riuscito ad impensierire Sebastian ne in qualifica ne in gara. Vettel è stato superiore e da questo Charles dovrà imparare: forse un po’ di presunzione da parte sua nel sentirsi già a livello di un 4 volte campione del mondo, forse semplicemente un week end con la luna storta. Le occasioni per il giovane monegasco ci saranno e anche di ghiotte, starà a lui cercare di battagliare con un compagno di squadra ora più scomodo e arrabbiato che mai dopo la batosta di oggi.