
Come da tradizione in piena estate, la F1 ripropone uno dei suoi appuntamenti più classici tornando a far visita a quello che, per tanti anni assieme a Monza, è stato definito “il tempio della velocità per eccellenza”. Con questa del 2019, il Gp di Gran Bretagna taglierà domenica il traguardo delle 70 edizioni nel Mondiale di F1 e può vantarsi di essere stato il primo terreno di caccia della Ferrari nella storia della massima formula. La Rossa, infatti, proprio a Silverstone ha inaugurato il suo ciclo vincente in F1 nel 1951 con il pilota argentino Froilan Gonzalez.
Il quale, sempre con una vettura di Maranello, fece il bis tre anni dopo, prima che il Gp di Gran Bretagna diventasse un feudo di piloti e scuderie di lingua inglese. La Ferrari riuscì a difendersi a sprazzi e lo fece con una certa continuità all’inizio degli anni Duemila nell’epoca d’oro dei trionfi di Schumacher, Barrichello e Raikkonen. Ma prima di questa fase, nel 1993, l’edizione della corsa che si disputò sul circuito dell’ex aeroporto militare della Raf, divenne unica nel suo genere. Di certo non per il vincitore della gara, Alain Prost, assoluta protagonista quell’anno alla guida della stratosferica Williams Fw15C a motore Renault.
Ma per la bellissima lotta che per diversi giri vide all’opera in tutta la loro classe e sprint agonistico lo stesso Prost assieme ad Ayrton Senna e all’allora emergente Michael Schumacher. In quei momenti di feroce lotta a tre, il Gp di Gran Bretagna stava proiettando il passato, il presente e il futuro della F1 dell’epoca. Il passato e il presente rappresentato dai due storici rivali-amici Prost-Senna e il futuro impersonificato da Schumacher. Dalla stagione successiva, infatti, Prost e Senna sarebbero spariti dalla scena, in due modi molto diversi. Ritiro definitivo per il francese, tragica scomparsa in pista per il brasiliano in quel di Imola nel purtroppo famoso primo maggio 1994.
Schumacher vinse il Campionato di quell’anno e aprì un ciclo di trionfi per oltre due lustri che lo avrebbe portato ad essere il recordman assoluto di questo sport per titoli, vittorie nei Gp e giri più veloci. In quella gara di Silverstone del 1993 la F1 lanciò un messaggio struggente, all’epoca non molto interpretabile nella sua vera essenza. Fu una bagarre stupenda tra loro. Hill in testa alla gara andò via e Prost, in rimonta, si mise ben presto ad insidiare la seconda posizione di Senna.
Ben più veloce della Mclaren-Ford del campione brasiliano, Alain dovette sudare le proverbiali sette camicie per averne ragione. Subito dietro di loro giunse, lanciato, Michael Schumacher che si accodò ai duellanti in attesa di entrare in azione formando con Prost e Senna un grande terzetto. Ayrton chiuse più volte la porta ai tentativi di sorpasso del francese in maniera spettacolare e lo show si accese a livelli stellari ma al settimo giro dovette cedere la posizione, dopo una strenua resistenza. A quel punto la battaglia entrò in scena tra lo stesso Senna e Schumacher. Tre giri di schermaglie con il tedesco anche in questo caso più veloce del brasiliano e che fece valere una condizione tecnica superiore quando lo superò, come Prost, alla staccata della celebre curva Stowe. Che spettacolo, che piloti e che F1!