Se la stella a tre punte resta la certezza fra i top team, a centro classifica la certezza è l’equilibrio che spesso abbiamo visto in pista fra le forze del midfield. Nonostante ciò, se è McLaren a farla da padrona, non mancano i delusi, coloro che in queste ultime gare non dovranno risparmiarsi per cercare di salvare una stagione “non facile”.
Questo è l’attuale identikit di Haas e Alfa Romeo Racing. I due team clienti del cavallino, che confidavano nella seconda parte di stagione con l’obiettivo di recuperare terreno, così da togliersi da posizioni scomode, navigano tuttora in acque burrascose visto che da dopo la pausa estiva hanno raccolto ben poco.
ALFA ROMEO RACING
Facendo un resoconto dei risultati dell’Alfa Romeo Racing dal Belgio al Giappone ci si accorge che sono stati raccolti soltanto tre punti nel complessivo di cinque gare, tutti ottenuti da Antonio Giovinazzi. Sta mancando forse un po’ di feeling da parte di Kimi Raikkonen che invece nella prima parte di campionato aveva ben figurato; il finlandese sta soffrendo una vettura che probabilmente non gli sta dando le sicurezze che gli aveva dato fino alla sosta, rivelandosi in conflitto con il suo stile di guida. Ma questa non può essere certamente l’unica causa del periodo complicato della scuderia, in diverse occasioni sono state commesse delle sbavature, anche da parte del muretto, con strategie a volte discutibili; qualche sfortunato evento è stato poi ulteriormente penalizzante. Considerando complessivamente tutti gli accaduti, non si può più parlare di sfortuna, pensando piuttosto ad essere perfetti già dal Messico, con l’obiettivo di conquistare il massimo in ogni occasione; anche se i 23 punti che li separano dalla Racing Point sono un gap sostanzioso.
HAAS
Ancor più complicata è la situazione che coinvolge la Haas. Se avevamo parlato di una prima fase di campionato claudicante, la scuderia di Gunther Steiner ha invece subito una vera e propria battuta d’arresto. Per ritrovare un piazzamento a punti bisogna risalire a quasi tre mesi fa, in occasione della gara in Germania. Si tratta di un quadro drammatico per un team che si era prefissato come target quello di lottare per una piazza di vertice fra i competitors di centro griglia. Proprio come 12 mesi fa, quando la quarta posizione nei costruttori era sfumata soltanto al tramonto della stagione. Se le sbavature di troppo avevano fatto mancare la costanza nei risultati nella prima metà di campionato, la Haas si è ritrovata poi a dover tornare sui propri passi anche dal punto di vista tecnico. La costante ora sembra essere diventata quella di vedere le due monoposto fuori dalla top 10, soprattutto in gara.
Fra le conseguenze connesse a risultati così incerti, la maggiore riguarda il piano economico. Concludere il campionato in posizioni arretrate comporta delle entrate inferiori a quelle dei diretti avversari, ciò potrebbe portare le squadre a rivedere i propri sviluppi per il futuro. C’è poi il discorso legato agli sponsor, ne sa qualcosa la Haas che poco più di un mese ha perso il proprio main sponsor. Delle voci degli ultimi giorni riguardano invece l’Alfa in merito al futuro, il Biscione potrebbe infatti lasciare la F1 al termine della stagione 2020. Una delle maggiori cause di questa possibilità riguarda il calo delle vendite negli ultimi mesi. In tale orizzonte, i risultati incerti con conseguente assottigliamento delle entrate, non aiutano. Infine una conseguenza indiretta potrebbe riguardare proprio il Cavallino. La Ferrari infatti, in qualità di team fornitore di power unit, può avere a disposizione dei dati delle scuderie clienti. Delle performance non così rilevanti potrebbero però costringere il team di Maranello a prendere “con le pinze” queste informazioni.
