
I numeri e le statistiche in F1 hanno un ruolo controverso: benché non raccontino tutta la verità su ciò che accade in pista, sono precisi ed inopinabili. Il Gran Premio del Messico ci lascia con dei dati molto interessanti da analizzare ed approfondire.
Ad esempio, possiamo notare che Alexander Albon ha totalizzato più punti di Max Verstappen da quando i due sono compagni di squadra, ovvero dal GP del Belgio: per la precisione, il parziale delle sei gare disputate insieme è di 58-39 per il pilota anglo-thailandese; parziale che anche prima del weekend terribile di Verstappen a Città del Messico vedeva il rookie in vantaggio di 17 punti. Anche Christian Horner, team principal della Red Bull, ha sottolineato il dato aggiungendo che “nessuno se lo sarebbe mai aspettato”.
In queste sei gare, Albon ha totalizzato appena 5 punti in meno di quanti ne avesse totalizzati Gasly nelle 12 gare precedenti allo scambio di sedili. Tuttavia, il francese in Toro Rosso è rinato, e i due punti ottenuti la scorsa domenica gli hanno permesso di riconquistare, a sorpresa, il sesto posto in campionato; tale posizione, però, continua ad essere insediata oltre che da Albon anche da Carlos Sainz Jr.
Il #23, inoltre, è giunto per l’ottava gara consecutiva in zona punti, e sabato ha ottenuto la miglior posizione di partenza della sua ancora breve carriera in F1 con un quinto posto in qualifica. Per quanto riguarda Verstappen, invece, il fine settimana messicano è certamente da mettere nel dimenticatoio; prima ancora degli “scontri” in gara è arrivata la penalità del sabato, che gli è costata la Pole Position guadagnata in pista: era dal GP di Monaco del 2012 che ciò non succedeva. In quel caso a perdere la prima posizione in griglia fu Michael Schumacher, il quale però sapeva già di dover scontare delle posizioni di penalità ancora prima che iniziasse il week-end, per via di un incidente causato nel GP di Spagna. La penalità dell’olandese, ufficializzata circa tre ore dopo la fine delle qualifiche, ha regalato a Leclerc la settima pole stagionale, il che vuol dire che se anche uno fra Hamilton e Bottas (entrambi momentaneamente a quota 4 pole) partisse al palo nelle ultime tre gare di questa stagione, dovrebbe dividere gli onori col pilota monegasco.
Per la terza gara di fila, la Ferrari non è riuscita a convertire la pole in vittoria alla domenica, vedendosi sconfitta dalla Mercedes. Curiosamente, l’ultima scuderia ad ottenere tre pole di fila senza vincere nessuna delle tre gare è stata proprio la Mercedes, nei GP di Cina, Bahrain e Spagna del 2013.
Chi continua a marciare verso nuovi record è Lewis Hamilton, giunto alla decima vittoria stagionale, traguardo raggiunto per la quinta volta in carriera: delle ultime sei stagioni, solo nel 2017 il britannico non è riuscito ad andare in doppia cifra (9 vittorie quell’anno). Quella nel GP del Messico è stata l’83esima vittoria in totale in carriera, e lo ha portato a “sole” 8 lunghezze dal record assoluto di Michael Schumacher di 91 GP conquistati.
Per la Mercedes si tratta della 100esima vittoria in F1: è il quarto team nella storia di questo sport a riuscirci, dopo Ferrari, McLaren e Williams (traguardo raggiunto, rispettivamente, nel 1990, 1993 e 1997). Mentre le prime due hanno sensibilmente aumentato il loro bottino anche dopo aver raggiunto le tre cifre (attualmente siamo a 238 per la Rossa e 182 per il team di Woking), la Williams, ferma a 114, rischia di vedersi superata dai tedeschi già il prossimo anno.