
Quinto e sesto posto finale per la Red Bull che fotografa un Gp del Messico colmo di rimpianti. Una grande occasione persa soprattutto per quella eccessiva foga di Max Verstappen, che ormai il pilota olandese sembrava essersi messo alle spalle da più di un anno. E invece a volte ritornano, anzi a volta ritorna… in questo caso.
Ma lui è fatto così. È nato per attaccare. Sta di fatto però che senza la banale e presunta svista al termine delle qualifiche, l’alfiere della Red Bull sarebbe partito in pole su una pista a lui molto congeniale (ci ha vinto nel 2017 e 2018) con la concreta possibilità di portare a tre i successi di quest’anno. Poi ci ha aggiunto la “ciligiena sulla torta” al via ostacolandosi con Hamilton perdendo posizioni e riportando successivamente il taglio della posteriore destra nella bellissima ma estrema manovra di sorpasso ai danni della Mercedes di Bottas. Azione che lo ha attardato in maniera decisiva lasciando la scena solo a Mercedes e Ferrari.
La sesta posizione finale, ottenuta mediante l’unica strategia possibile con gomme hard dall’ultimo posto per arrivare fino al termine perdendo meno tempo possibile, è comunque notevole per la rimonta in sé ma resta un brodino considerando le potenzialità sue e della vettura. Ben più concreta la corsa di Alex Albon, che si conferma tra i piloti rivelazione di questo Mondiale, molto solido nonostante la giovanissima età al suo primo anno in F1, sbaglia poco, veloce e in progressiva crescita di competitività.
Dopo una qualifica poco brillante, il tailandese ha ben sfruttato le doti della Red Bull sul tracciato messicano dimostrando di ben figurare nel gruppo dei big. Ha rappresentato l’ombra delle Ferrari nelle prime fasi di gara. In seguito ha tentato addirittura l’undercut su Sebastian Vettel ma ha perso tempo prezioso al rientro in pista dietro Sainz.
Ha guadagnato la posizione sul ferrarista quando quest’ultimo ha deciso di fermarsi a metà gara per poi ridargliela nel corso della sua seconda sosta. Da qui in avanti Albon ha mostrato un ottimo ritmo accodandosi sempre a Vettel per dare la caccia ad Hamilton. I due sono arrivati fino a tre secondi dal campione inglese, ad un passo dal sesto titolo. Poi c’è stato il ritorno di Bottas e Leclerc ma Albon ha concluso comunque buon quinto.