
Il nuovo patron della F1 Chase Carey, successore di Bernie Ecclestone, in una conferenza degli investitori è andato all’attacco della Fia sulle norme che caratterizzano l’attuale F1, ritenendole troppo complicate, complesse e che gli appassionati fanno fatica a seguire. Un problema, questo, di estrema attualità che ormai da molti anni (anche prima dell’arrivo di Carey) si solleva da più parti, senza trovare una soluzione indirizzata alla semplificazione delle regole in modo da rendere più comprensibile e diretto lo show della F1 al pubblico. Anzi. Più passano gli anni maggiori sono i cavilli regolamentari introdotti e, di conseguenza, la confusione sull’applicazione degli stessi.
L’ampollosità e complicatezza delle regole del gioco che caratterizzano la massima formula sta diventando materia buona per avvocati ‘azzeccagarbugli’ piuttosto che per semplici fan. Come riportato dall’Independent, rivolgendosi a chi scrive i regolamenti e cioè alla FIA, Carey ha dichiarato: “Abbiamo troppe sanzioni e regole complicate. Abbiamo un libro di regolamento di 100 pagine. Dobbiamo portare l’azienda in un posto in cui è più facile da seguire e ha meno complessità che i fan là fuori non possono davvero seguire. Sarà sempre uno sport complicato che è un connubio tra competizione sportiva e tecnologia, ma dobbiamo renderlo qualcosa che sia più in linea con ciò che i fan vogliono vedere e ciò che li eccita”. Carey può essere simpatico o antipatico ma, al di là di questo, come dargli torto quando rileva questa criticità? Prenderemmo in giro noi e tutti coloro che seguono assiduamente questo sport.
È fin troppo chiaro che, per comprendere un Gp di F1, chi si mette davanti alla tv e chi assiste alla gara dall’autodromo debba farsi mille calcoli e ragionamenti per barcamenarsi tra un’infinità di opzioni strategiche di gomme e soste, che devono tener conto di molteplici fattori. Per capire adesso la F1 bisogna studiare, come se fosse una materia universitaria. Quando, invece, si tratta di uno sport, uno show che, in quanto tale, deve conferire leggerezza allo spettatore, rilassarlo senza appesantire la sua mente. A questo, spesso, ci pensa già la vita quotidiana. Per non parlare poi del forte aumento delle penalità, che cambiano costantemente l’esito della pista, anche e soprattutto al termine delle gare.
Si è regolamentato tutto e di tutto. Manca solo di normare anche il respiro e i battiti cardiaci del pilota, magari penalizzandolo di cinque posizioni se aumentano oltre una certa soglia. Una situazione che sta rendendo alquanto difficile anche la condotta degli stessi corridori, che ormai devono stare attenti nei duelli e in qualunque condotta di gara perché sanno che se fanno un movimento millimetrico considerato errato vengono puniti. Un insieme di problematiche che in questa stagione di F1 appena conclusa sono venute a galla in tutti i loro effetti negativi generando decisioni incomprensibili e polemiche. Esempi lampanti si sono avuti nel Gp del Canada, d’Austria e, di recente, in Brasile. Così proprio non va in quanto si sta snaturando l’essenza stessa della F1.