
Tante le delusioni fin qui incassate dalla Scuderia di Maranello dall’inizio dell’era ibrida, ma non solo: impietoso il dato recitante che quello appena trascorso è stato l’unico decennio senza che la Rossa abbia potuto festeggiare un titolo piloti o costruttori.
Qualcosa che la dice davvero lunga sul momento di crisi che sta attraversando la Ferrari, la cui conquista dell’ultimo campionato del mondo piloti risale al 2007 con Kimi Raikkonen e costruttori all’anno successivo: stiamo parlando, rispettivamente, di 13 e 12 anni fa, una vera e propria eternità se si parla di un marchio come quello del Cavallino.
Ecco, però, cinque buoni motivi per i quali la stagione 2020 potrà essere davvero quella del riscatto.
ULTIMA OPPORTUNITA’ PRIMA DEL CAMBIO REGOLAMENTARE
Una chance che la Rossa non può sbagliare: difficile, certo, perché le regole del gioco sono quelle dello scorso anno, identiche, in attesa della grande rivoluzione del 2021. Ma proprio per questo, a Maranello, si sta lavorando al massimo per sfruttare il congelamento dei regolamenti e sfruttare la conoscenza proveniente dalla stagione precedente. Tornare alla vittoria del Mondiale evitando, così, l’incognita del prossimo anno, tra problemi di adattamento alle nuove auto ed eventuali errori di progettazione.
SBAGLIANDO SI IMPARA
Nel caso della Ferrari, questa non può e non deve essere solo una frase fatta: dal 2019 c’è tanto su cui riflettere, c’è stato tanto da analizzare per il team, tanti errori da cui imparare una volta archiviata la delusione. Delusione che si deve trasformare, necessariamente, in voglia di far bene, rabbia agonistica pronta ad essere scatenata in pista. Una voglia di essere perfetti che deve spingere la squadra come un turbo contro la corazzata Mercedes.
IL BASSO PROFILO
Dopo i trionfali proclami che si sono susseguiti ai test di Barcellona dello scorso anno, poi smentiti dai deludenti risultati in pista già dalla prima gara in Australia, a Maranello sembrano aver imparato la lezione, tenendo, in questo lunghissimo inverno e, probabilmente, anche per i prossimi test, un’inevitabile politica che gli anglofoni chiamano low profile. Un qualcosa che serve a far spostare l’attenzione sui propri concorrenti, magari facendogli sentire la pressione; insomma, stiamo assistendo a un film totalmente diverso rispetto a quello dello scorso anno, nonostante la stagione non sia nemmeno iniziata. Anche perché un po’ di scaramanzia serve sempre…
LA RIVINCITA DI SEBASTIAN
Quanto ha bisogno la Ferrari di uno come Vettel? Tanto. Ritrovare il vero Sebastian sarebbe oro per la stagione della Rossa, un’annata che si preannuncia complicata, piena di ostacoli e, nella quale sarà fondamentale l’apporto di un Seb al 100% che vorrà ritrovare la tenacia e la voglia di combattere dei tempi migliori. Quest’anno aspettiamoci, fin da subito, un tedesco in versione panzer che non avrà la minima intenzione di lasciare le luci della ribalta al suo giovane compagno di squadra.
LA LUCIDA FOLLIA E IL TALENTO DI CHARLES
Appunto. La stella più luminosa del firmamento Rosso. Quella che, ormai, fa da stella polare per guidare lo smarrimento dei tifosi della Ferrari. Charles Leclerc è un autentico patrimonio in seno a Maranello e questa potrebbe essere la stagione della consacrazione, specie se si confermerà più veloce del più esperto Vettel, oltre a limitare al minimo quegli errori che adesso non può più permettersi. Ma la sua maturità, mista ad una buona dose di pazzia che fa ricordare, in alcuni, quella di Gilles Villeneuve, lo faranno immettere sulla strada giusta, insieme al suo esigere sempre tantissimo da sé stesso.