
La Formula 1 questa settimana è tornata in pista e in tre giorni di test i team hanno finalmente iniziato a mostrare i compiti svolti durante l’inverno.
Inutile girarci intorno, se il primo giorno di test era passato con tranquillità, il secondo giorno è stato un vero e proprio susseguirsi di sorprese e notizie. Come molti avranno sicuramente sentito, la soluzione DAS (Dual Axis Steering) proposta da Mercedes, ha letteralmente spaccato in due il paddock, ma non solo. Molti a casa, vedendo Lewis Hamilton azionare avanti e indietro il proprio volante hanno sbarrato gli occhi e basta aprire un qualsiasi social network per capire quanto la soluzione Mercedes sia effettivamente qualcosa che va oltre l’immaginazione degli appassionati.
Comunque sia, tornando al paddock, molti hanno espresso i propri pareri e i propri dubbi, ma una persona in particolare, che ha passato tanto anni nel Circus, ha deciso di esprimere il suo pensiero.
Gian Carlo Minardi, sul suo sito internet, ha espresso un parere molto forte sul DAS, definendolo uno “Specchietto per Allodole“. Detto in altri termini, secondo il patron della storica Minardi, la Mercedes starebbe attirando l’attenzione su una cosa togliendola da altro, ma analizziamo nel dettaglio le sue parole:
“Sono convinto che il DAS sia uno specchietto per allodole. Tutto il mondo è concentrato guardare il movimento del volante e le ruote anteriori, ma resto convinto che sia la chiave di volta per innescare qualcosa di più importante, come le ruote sterzanti posteriori“.
In effetti, la “presentazione” del DAS sembrava fatta proprio con il compito di attirare l’attenzione dei media. Lewis Hamilton ha iniziato ad usarlo fin da quando ha messo le ruote in pista, la Federazione lo ha dichiarato immediatamente legale e in più una conferenza stampa nella pausa pranzo di giovedì con ospiti lo stesso Hamilton e James Allison. Insomma, la Mercedes sembra davvero aver studiato a tavolino come attirare e gestire la diffusione della notizia, ma se questo sistema abbia in realtà un altro compito non ci è dato saperlo.
Dopo però, Minardi scrive un’altra cosa molto interessante: “La Mercedes non sarebbe l’unica ad aver lavorato in questo senso a partire dalla passata stagione, poiché ci sarebbe anche la Red Bull“.
Queste parole sono ancora più importanti delle precedenti, perché attualmente la Red Bull stessa ha scelto un profilo molto basso, in cui lavora sodo e parla poco stando lontano da telecamere e occhi indiscreti. Un comportamento completamente diverso da quello tenuto da Mercedes e dobbiamo aspettare la prossima settimana per sapere se anche la RB16 presenta qualche arma segreta.
Nella parte finale del post, Minardi ha criticato il comportamento della Federazione, che ha reso legale il sistema per questa stagione, mentre dal 2021 sarà bandito: “Parliamo di un progetto che richiede uno sviluppo di circa 7-8 mesi, portato avanti in parallelo con la FIA che lo ha già dichiarato legale, ma al tempo stesso lo bandisce a partire dal 2021. Ancora una volta la Federazione Internazionale ha dimostrato tutti i suoi limiti nella gestione e approvazione dei regolamenti. Un comportamento che mette in seria discussione la credibilità della Formula 1“.