
Il forzato ritardo di inizio stagione di Formula 1 causa Corona-Virus permette ad appassionati ed addetti ai lavori di distrarsi facendo ricerche su aspetti del Circus all’apparenza secondari. Will Buxton, commentatore inglese, dà sul sito ufficiale uno spunto interessante: quali sono i piloti che meritavano un posto in Formula 1 ma che probabilmente non vedremo mai in pista?
Nel corso degli anni sono stati tantissimi i drivers che per un motivo o per l’altro hanno dovuto accantonare i sogni di gloria marchiati F.1 e si sono “accontentati” di altre categorie comunque di primissimo livello, peraltro con risultati eccellenti. Buxton ne ha identificati 20; ecco i primi 10. Piccolo spoiler: ci sono delle soprese!
20 – Josef Newgarden
Chi segue il mondo da corsa americano conosce bene questo ragazzo dal talento puro da vero racer: pilota ufficiale del Team Penske, uno dei mostri sacri della Indycar insieme a Ganassi e Andretti, ha vinto il titolo nel 2017 e 2019, sfiorando anche l’affermazione nella 500 miglia di Indianapolis. Classe 1990, ha ormai accumulato un’esperienza che gli permette di leggere gare e strategie in anticipo su molti avversari. Nel 2009 finì secondo nella Euro F.3, ma il sogno di arrivare in Formula 1 svanì soprattutto per mancanza di fondi. “Mi piacerebbe ancora provarci”, ha dichiarato al New York Times, ma la sensazione è che Newgarden stia molto bene dove è al momento!
19 – Jamie Whincup
Dagli States ci trasferiamo all’Australia, terra di canguri, koala e piloti con il piede dannatamente pesante. La cosa curiosa è che il più vincente tra i compaesani di Ricciardo è forse il meno conosciuto: si tratta di Jamie Whincup, sette volte vincitore del campionato Australian Supercars. Anche oggi che ha 37 anni, l’australiano continua a correre e a vincere, e lo farà almeno fino alla fine del 2021. Non ci sono mai state vere possibilità , ma chiedersi cosa avrebbe potuto fare Whincup in Formula 1 è quantomeno doveroso!
18 – Davide Valsecchi
Non poteva mancare il più simpatico tra gli opinionisti Sky (non ce ne vogliano i bravi Bobbi, Genè e Villeneuve)! Davide Valsecchi, pilota di Erba, in provincia di Como, ha sempre dimostrato di essere molto veloce e determinato, anche se spesso la fortuna non è stata dalla sua. Dopo aver vinto meritatamente il campionato GP2 nel 2012, l’anno successivo è stato ingaggiato come terzo pilota dalla Lotus. La grande occasione per lui sarebbe potuta arrivare a fine stagione, quando Kimi Raikkonen saltò le ultime due gare a causa di problemi fisici. Il team di Enstone, però, dimostrando  scarsa lungimiranza, affidò la sua vettura al più esperto Kovalainen, che non andò mai a punti, aumentando il rimpianto di Valsecchi. Da quella stessa stagione, Davide è opinionista per Sky Sport F1, ma continua a correre in eventi spot in categorie a ruote coperte.
17 – Antonio Felix Da Costa
Per lunghissimo tempo nell’orbita Red Bull, Felix Da Costa è stato molte volte in lizza per un posto al sole della Formula 1. Dopo aver ottenuto risultati eclatanti nelle categorie minori, nel 2013 incappò in una stagione non proprio felicissima, e Helmut Marko, gli preferì per l’anno successivo Daniil Kvyat in Toro Rosso per rimpiazzare Ricciardo promosso a Milton Keynes. A questo punto Antonio si staccò dal team dei tori, andando prima in DTM, poi in Formula E, dove al momento è in testa al campionato con il team DS Teechetah. Curiosità : il suo attuale team mate è Jean Eric Vergne, che nel 2014 lo avrebbe dovuto affiancare a Faenza.
16 – Gonzalo Rodriguez
La storia di questo driver uruguyano è purtroppo una di quelle finite troppo presto e troppo male. Rodriguez mostrò il proprio talento già a metà degli anni ’90 in Formula 3000; nel corso degli anni divenne amico di un altro sudamericano dal carattere caliente e dal piede pesante, Juan Pablo Montoya. Nel 1999 vinse la gara di Monte Carlo, e Captain Roger Penske decise di dargli un’opportunità negli ultimi due GP stagionali nell’allora Formula CART. Durante le prove del Grand Prix di Monterrey, però, sulla pista di Laguna Seca, un guasto tecnico avvenne sulla sua vettura nel punto peggiore possibile: la staccata del Corkscrew (il Cavatappi). Gonzalo non potè evitare lo scontro violentissimo contro le barriere e il successivo ribaltamento nel boschetto a fianco della pista. La scocca rimase integra, ma Rodriguez morì sul colpo a causa della decelerazione subita nell’impatto. Una tragedia, per certi versi simile a quella di Anthoine Hubert nello scorso GP del Belgio.
15 – Simona de Silvestro
Prima donna nella lista compilata da Will Buxton, Simona de Silvestro è una di quelle che è andata più vicina a coronare il proprio sogno di correre in Formula 1. Dopo diversi anni trascorsi in Indycar, nel 2014 la svizzera decise di accettare l’offerta del connazionale Peter Sauber, divetando così terzo pilota dell’omonimo team, sperando in un ruolo ufficiale per l’anno successivo. Le cose non andranno però così, e Simona spostò la sua attenzione sulla Formula E, dove a Long Beach divenne la prima e finora unica donna ad ottenere punti. Oggi è pilota ufficiale Porsche in diverse categorie a ruote coperte.
14 – Paul Tracy
Per anni è stato l’incarnazione del classico pilota d’oltreoceano: veloce, aggressivo e incline al litigio, in pista e fuori. In realtà , all’inizio della sua carriera, il canadese Paul Tracy avrebbe potuto debuttare in Formula 1 in Benetton al posto di Jos Verstappen o JJ Letho. Rifiutò dopo aver visto nel 1993 il migliore americano del momento, Michael Andretti, alle prese con una stagione disastrosa in McLaren. Le sirene del Circus per Paul tornarono a farsi sentire nei primi anni 2000, quando vinse il titolo ChampCar. Non se ne fece nulla però, e per certi versi è un peccato, perchè con un pilota così in pista lo spettacolo ne avrebbe certamente beneficiato.
13 – Colin McRae
Questa è sicuramente la sorpresa maggiore nella lista di Buxton. Colin McRae è tuttora, ad anni dalla sua scomparsa in un incidente in elicottero, una leggenda nel mondo dei rally, non tanto per le sue vittorie, quanto per i suoi traversi, per la sua guida sempre oltre il limite, per gli incidenti paurosi che lo hanno sempre visto uscirne indenne o quasi. Uno così in Fomula 1? Sembra incredibile, ma ci si è andati vicini. Il primo contatto fu nel 1996 a Silverstone, in uno scambio con Martin Brundle e la sua Jordan. Colin disputò quasi 200 giri, girando vicinissimo al tempo di qualifica dell’inglese. Ma fu nei primi anni 2000 che lo scozzese, pilota ufficiale Ford, ebbe certamente dei contatti con la Jaguar per correre nel Circus. Che spettacolo sarebbe stato!
12 – Robert Wickens
Altro ragazzo veloce quanto sfortunato, Robert Wickens per anni è stato in procinto di correre in F.1. Dopo aver ottenuto vittorie in tutte le categorie propedeutiche, fu scaricato da Red Bull (una costante nella carriera di tantissimi drivers), e costretto così a migrare in Germania, destinazione DTM, con ottimi risultati. Nel 2018, il canadese tornò a casa, andando a correre in Indycar con il team Schmidt-Arrow, ottenendo subito pole e podio nel primo GP stagionale a St. Petersburgh. Un tremendo incidente a Long Pond, sul triovale di Pocono, in Pennsylania, fece temere per la sua vita, e gli causò la perdita temporanea dell’uso delle gambe. Robert, però, non è uno che si arrende, e tutt’oggi mostra sui social i suoi progressi giornalieri, oltre ad essere advisor per il team McLaren in Indycar. Una cosa è certa: questo ragazzo la sua ultima gara deve ancora correrla!
11 – Gary Paffett
Inglese classe 1981, Gary Paffett è uno dei piloti che più volte si è trovato vicino ad arrivare a correre in Formula 1. Dal 2003 al 2018 è stato tra i protagonisti del DTM, arrivando a vincere il titolo per due volte. Durante questo periodo è stato per lungo tempo terzo pilota in casa McLaren, svolgendo una miriade di test in cui ha sempre ben figurato. Nel 2006, quando Montoya lasciò il team a metà stagione per la NASCAR, sembrava arrivato il suo momento, ma gli fu preferito il più esperto Pedro de la Rosa. Nel 2018 debuttò in Formula E con HWA, in seguito team ufficiale Mercedes, di cui oggi è collaudatore.
Questi sono i primi dieci nomi della lista di Buxton, presto scopriremo chi sono gli altri. Certamente le sorprese non sono finite qui!