
Per l’Oms il Coronavirus è ormai da considerarsi una vera e propria pandemia ma la F1 prova ugualmente ad iniziare la stagione in Australia a partire da questo weekend, a patto che tutto fili liscio nei prossimi giorni.
E allora, intanto, CircusF1 vi fornisce un quadro dei valori in campo emersi dalle due sessioni di test al Montmelò per abbozzare lo scenario reale che vedremo prestissimo. Per capire dove siamo e da dove partiamo. Sono gli unici riferimenti ufficiali che abbiamo per farci un’idea di ciò che potrebbe accadere a Melbourne. Premettendo doverosamente che si tratta sempre di riscontri provenienti da prove pre-Mondiale, a breve potremo verificare se quanto è stato mostrato in Spagna corrisponde a verità. Ci accorgeremo di chi ha bluffato e chi no, chi si è nascosto, chi si è migliorato e chi ancora palesa maggiori difficoltà ricordando che, comunque, anche i test dicono sempre qualcosa di reale. Non tutto ma alcune importanti indicazioni sì.
E allora ecco la situazione team per team:
MERCEDES: non sembrano esserci dubbi che la nuova vettura sfornata dalla scuderia regina dell’era turboibrida sia ancora la migliore del lotto. Ottimi telaio e aerodinamica, velocità massima sul dritto con in più l’esclusiva innovazione del DAS, il cui uso è però ancora da valutare come e quando. Unico neo emerso l’affidabilità della power unit, non perfetta.
FERRARI: il Cavallino è l’oggetto misterioso dei top teams in quanto non si è ancora ben compreso quanto abbia “giocato”. Intanto, a fronte di tempi non eccelsi e di una velocità massima bassa (ma potrebbero essere due valori ancora non spinti al massimo) ci sono anche buone notizie: il passo gara, il basso consumo di gomme, maggior carico aerodinamico e più aderenza.
RED BULL: la scuderia protagonista dell’ultima parte del Mondiale 2019, con la nuova monoposto ha dalla sua maneggevolezza ed efficienza su telaio, aerodinamica e motore. Assieme alla Mercedes è apparso il team equipaggiato dal pacchetto migliore con la sola incognita affidabilità.
RENAULT: è la squadra che, assieme alla Racing Point (in questo caso copiando Mercedes), ha fatto vedere i maggiori progressi nel gruppo degli outsiders di lusso. La R.S. 20 ha linee filanti e sembra essere già ok su telaio, grip, passo gara e affidabilità. I piloti la promuovono mentre sul fronte motore, nonostante il gran lavoro sulla nuova power unit, si addensano dubbi soprattutto sulla potenza. Non nuovo come interrogativo.
RACING POINT: è stata la sorpresa di questa vigilia del Mondiale 2020 grazie, in particolare, ad una macchina che copia in tutto e per tutto la formidabile W10, dominatrice della passata stagione, scatenando per questo polemiche a non finire. Veloce sia sul giro che sul ritmo gara, la “Pantera Rosa”, come la Mercedes W11 può avere un unico tallone d’Achille, e cioè l’affidabilità della power unit. In tema di prestazioni, invece, potrebbe già essere immediatamente dietro Mercedes, Ferrari e Red Bull con qualche puntatina ai piani altissimi.
MCLAREN: se la Ferrari è l’oggetto misterioso dei big, la Mclaren lo è tra gli outsiders. La nuova monoposto sembra ben realizzata, equilibrata nel mix telaio-aerodinamica e ha mostrato un’ottima affidabilità ma non si è ancora compreso quanto valga sulla prestazione pura. L’impressione è che a Woking abbiano fatto una buona dose di pretattica.
ALFA ROMEO: anche l’Alfa Romeo sembra aver compiuto un deciso passo avanti rispetto al 2019 con la C39 per inserirsi nella lotta selvaggia di centro schieramento con l’ambizione di infastidire più spesso i migliori. La vettura sembra nata bene, l’affidabilità è ok, Raikkonen e Giovinazzi esprimono giudizi positivi. Da migliorare nelle curve lente.
ALPHA TAURI: la squadra faentina satellite della Red Bull ha sfoggiato, assieme alla Racing Point, la livrea più accattivante e originale. Design a parte, la AT01 ha marciato piuttosto bene sui curvoni e saliscendi di Barcellona dando segnali incoraggianti ai piloti in vista della stagione. Riscontri molto positivi, in particolare, su power unit e affidabilità. Resta il punto interrogativo sugli sviluppi nel corso della stagione.
WILLIAMS: l’inferno sembra definitivamente alle spalle per il glorioso team di Grove, che un tempo dettava legge in F1. Dopo il peggior Campionato della sua storia, la Williams quest’anno sembra essere tornata finalmente una vera monoposto da Gran Premio, dotata di un’ottima power unit (su cui grava qualche dubbio in merito all’affidabilità) e di un telaio maggiormente all’altezza del suo nome. Davvero buoni i tempi nei test, spesso e volentieri anche a ridosso dei migliori.
HAAS: la Ferrari è l’oggetto non identificato dei top teams, la Mclaren è l’ufo di quelli appartenenti alla seconda fascia, la Haas rapprsenta il “mysterious object” delle scuderie che lottano nella Q2. Il potenziale della VF-20 è ancora largamente inesplorato ma dalla Spagna è già emerso qualcosa di interessante, sia in positivo che in negativo. Sul primo aspetto il passo gara mentre per il secondo l’affidabilità, che ha mostrato debolezza per la fragilità di frizione e sospensioni.