
I test invernali hanno lasciato tanti dubbi e poche certezze sul lavoro svolto sia a Maranello che a Brackley, in attesa di vedere i reali valori in pista a partire dal Gp d’Australia.
Una partita a nascondino. Con quest’espressione si possono riassumere le due settimane di test che precedono l’inizio della nuova stagione di F1. Tra chi si è nascosto di più e chi meno, è stato in particolare l’atteggiamento di Mercedes e Ferrari a destare perplessità. Da un lato, la scuderia dominatrice da 7 anni ha sorpreso tutti con l’introduzione del DAS, che ha mascherato gli altri aspetti positivi e negativi della macchina. Dall’altra parte, la SF1000 si è rivelata un enigma al momento impossibile da decifrare, viste le incongruenze tra le parole di Binotto e i riscontri avuti in pista. Ma chi si è nascosto davvero?
DAS, NASCONDIGLIO MERCEDES

Ammettiamolo, quello sterzo che si muove avanti e indietro, notato per la prima volta nel secondo giorno della prima sessione di test, suscita ancora oggi parecchio clamore. E dimostra ancora una volta quanto la scuderia tedesca sia più avanti rispetto alle altre, a livello sia prestazionale che progettuale. Questo sistema ha catalizzato così tanto l’attenzione di tutti al punto da ignorare quasi completamente il resto della macchina. Infatti, sono quasi passate in secondo piano le altre novità introdotte, come le sospensioni o le pance profondamente ritoccate. Allo stesso modo, sono passati (quasi) inosservati anche i problemi di affidabilità palesati; ben 5 i cedimenti avuti dai motorizzati Mercedes nei test. Tanti, troppi. Di conseguenza, non sarebbe impossibile immaginare che il DAS, nelle intenzioni della Stella d’argento, dovesse fungere proprio da catalizzatore, nascondendo quanto più possibile sia i pregi che i difetti della vettura.
ENIGMA ROSSO

Qual è la vera Ferrari? Quella attardata descritta da Binotto? O quella solida e costante vista in pista? Ad oggi rispondere risulta difficile. Di sicuro, nelle parole del Team Principal c’è un fondo di verità: la SF1000 non è la macchina più veloce. E’ una macchina diversa da quella dello scorso anno, visto il lavoro fatto per trovare maggior carico aerodinamico, a scapito della velocità pura. Proprio quest’ultimo è sembrato il suo punto debole, visti i valori bassissimi emersi dai test, per quanto magari il motore non sia stato sfruttato del tutto. Binotto ha sottolineato come, in questo senso, il ritardo dalle altre sia notevole. Allo stesso tempo, però, la pista ha detto anche altro: la rossa è sembrata una macchina molto più costante nel ritmo gara e molto più “gentile” sulle gomme rispetto allo scorso anno. E soprattutto è affidabile, cosa non da poco. Una cosa comunque è certa: l’esperienza dello scorso anno ha indotto gli uomini in rosso a tenere un profilo basso, magari nascondendosi in puro “stile Mercedes”!
AUSTRALIA, IL MOMENTO DELLA VERITA’

In un clima dunque di assoluta incertezza, l’attesa per l’inizio del campionato è quanto mai spasmodica. Sarà il circuito di Melbourne a dirci chi si è nascosto di più, e soprattutto chi lo ha fatto meglio. Buon campionato a tutti!