
Sul team principal della Ferrari, l’opinione pubblica si sbizzarrisce e si divide tra chi ne apprezza le sue doti tecniche e di gestione della squadra e chi, invece, critica aspramente le sue capacità, sottolineando gli errori commessi nella scorsa stagione. Certo è che Mattia Binotto, un uomo nato dalla tecnica ingegneristica e non certo dalla politica, sta cominciando ad affinare le sue doti diplomatiche e carismatiche: lo si può intuire dal modo in cui è riuscito a gestire, dal punto di vista della comunicazione, la protesta dei cosiddetti team ribelli nei confronti del fantomatico asse FIA-Maranello per proteggere la Scuderia del Cavallino Rampante.
Insomma, sta imparando sempre di più un mestiere che, fino a poco tempo fa, gli era quasi del tutto sconosciuto; tra l’altro, ora ha l’arduo compito di mediare e fare la cosa giusta in una situazione così particolare e critica come quella dell’emergenza Coronavirus. Binotto ha messo in atto la linea del buonsenso, che molti altri addetti ai lavori continuano clamorosamente a evitare, riflettendo anche sugli scenari futuri dello sport:
“Dobbiamo valutare ogni aspetto e cercare di capire se convenga rinviare l’introduzione delle nuove regole del 2021 all’anno successivo”
Questo l’appello del team principal Ferrari che, quindi, prova a mettersi in prima fila per dettare la linea a tutto lo sport; una presa di posizione chiara e netta che è anche sinonimo di personalità, di quella buona dose di diplomazia unita alla caparbietà che gli mancava e che prima rappresentava un malus per la Ferrari.
“Siamo pronti a prenderci la responsabilità di una scelta che deve essere fatta nell’interesse dello sport e della gente: c’è bisogno, in questa fase, di mettere da parte gli egoismi e i tatticismi”
Dichiarazioni importanti per due motivi: in primis perché contribuiscono, come già accennato, a ridare alla Ferrari un‘immagine forte e la riporta prepotentemente come leader nei processi decisionali dello sport stesso; ma anche per far capire a tutte quelle persone (team principal rivali compresi) che sottovalutavano la portata dell’emergenza che stiamo purtroppo affrontando a livello globale, che ci sono interessi che vanno oltre quelli meramente economici e che lo sport, di fronte a tutto ciò, può aspettare e mettersi in secondo piano. Una bella lezione di civiltà e buonsenso di Mattia Binotto e della Ferrari.